sabato 12 febbraio 2011

Giovanni: " E gli anticorpi svedesi...! "


Quando a metà anni sessanta arrivai in Svezia per una stage. incontrai molti connazionali nella multinazionale che mi ospitava, erano tutti dei gran lavoratori.

Essi erano orgogliosi nel dire che sebbene in Svezia, era sufficiente lavorare tre mesi di fila per ottenere un assegno di disoccupazione pari al 80% dello stipendio mensile per ben due anni, loro, non se ne approffitavano. ovviamente le pecore nere c'erano, ma erano in maggioranza di altre nazionalità che incapaci di inserirsi nel tessuto sociale, passavano le giornate tra bere birra e interminabili tornei di briscola..

Poi una ventina d'anni fa, a Stoccolma. incontrai un italiano si chiamava Giovanni, aveva una trentina d'anni, era un calabrese di Rossano e nella sua vita aveva lavorato sì e no sei o sette mesi. Ma non di seguito. In Svezia c'era arrivato sul finire degli anni Ottanta inseguendo due miti: quello della femmina facile e del welfare. E aveva trovato tutti e due. "Il risultato è che ora cambio donna ogni sei mesi. Dunque un tetto ce l'ho", mi raccontò. E per i soldi? "Se uno si contenta è facile. Col sussidio di disoccupazione prendi anche ottocento euro (la cifra era corone, ma tanto farebbe ora, ndr). E se dimostri che sei iscritto a un corso per imparare lo svedese i soldi sono anche di più", ridacchiava raccontando.

Pensai allora che Giovanni fosse un corpo estraneo in seno alla società svedese, in natura qualsiasi organismo, raggiunto da corpi estranei, cerca o di integrarli o di espellerli. Succede anche in quei grandi, multiformi organismi che sono i popoli. Ogni popolo può, e spesso è ben disposto, ad accettare individui, abitudini, comportamenti appartenenti ad altri popoli, finché non se ne sente attaccato o addirittura danneggiato.

Tutto ciò serve a introdurre un discorso delicato, delicatissimo, perché può essere frainteso, spesso in malafede, attirando su chi lo fa l'accusa infamante di razzismo. Sto, ovviamente, parlando della Svezia e degli svedesi, che nelle elezioni dello scorso autunno hanno mandato in Parlamento - per la prima volta - i "Democratici di Svezia" (Sd) di Jimmie Akesson: con il 5,7% dei voti sono diventati una forza determinante nella politica di quel Paese.

La Svezia aveva già sorpreso l'opinione pubblica internazionale, quattro anni fa, mandando a casa, dopo ottant'anni, quei socialdemocratici creatori di un ipotetico paradiso in terra che assicurava una protezione del cittadino «dalla culla alla tomba». Paradiso ipotetico, se si pensa che la Svezia ha una percentuale di suicidi fra le più alte del mondo, eppure di certo confortevole, se si pensa all'assistenza sanitaria, alle politiche scolastiche e della famiglia. Ma i socialdemocratici, nei loro sforzi di portare tutti - proprio tutti - in paradiso, non hanno tenuto abbastanza conto del fatto che anche gli svedesi sono un organismo che dispone di corpi e di anticorpi.

E sono scattati gli anticorpi, ovvero l'estrema destra di Jimmie Akesson, ovvero un giovanottone in giacca e cravatta - obbligatoria nel partito - che ha ripulito i suoi non con la giacca e la cravatta ma soffocando (almeno all'apparenza) la componente apertamente razzista del Sd.

Il futuro ci dirà se ci è riuscito. Di certo, quanto è avvenuto in Svezia è una lezione interessante per tutti gli altri Paesi europei, in special modo per quelli guidati dal centrodestra. I quali, se adottano una politica troppo tollerante verso l'immigrazione, regalano all'estremismo spazi che posso diventare anche molto vasti.
Staremo a vedere...!
(Sperando che nel frattempo i Giovanni non si siano moltiplicati...)
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6 commenti:

  1. Nel resto d'Europa si parla molto del "modello scandinavo". Nella realtà la Svezia, che e stata all'avanguardia in tanti aspetti dello stato sociale, adesso non fa che perdere terreno rispetto al resto delle nazioni europee. Il welfare svedese è sceso al di sotto di quello tedesco, la disoccupazione aumenta, sulle strade sempre più sconnesse circolano automobili sempre più vecchie.
    Lukas

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  2. Spero anch'io che la "mamma dei Giovanni" abbia smesso di partorire. E poi chissà che povera fine avrà fatto quel "furbetto".
    Un caro saluto Franco ;)

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  3. Purtroppo i "Giovanni" non sono pochi e non sono solo italiani emigrati in Svezia. Spesso ci sono immigrati che abusano delle condizioni che trovano nel Paese che li ospita (quando ero in Svezia l'ho notato prevalentemente tra i pachistani che ho conosciuto) e non si rendono conto che certe realtà sono tali proprio perchè tutti (o almeno molti) rispettano le regole basilari di onestà e convivenza civile. Credo che col tempo i partiti di estrema destra tenderanno ad aumentare il loro successo politico se i partiti non estremisti, siano essi di centrodestra o di centrosinistra, non saranno in grado di affrontare seriamente tutti i problemi legati al fenomeno dell'immigrazione.
    Un saluto.
    Marco

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  4. Concordo pienamente !Io ero in svezia nel 1960,giovane quindicenne che con la famiglia e un piccolo gruppo di altri italiani ,tutti artigiani, partivamo da Firenze per Lidkoping per lavorare alla Rostrand porslinfabrik ! Il ricordo dell'accoglienza riservataci dagli svedesi è ancora vivo oggi ! Alcuni italiani , dopo poco, hanno iniziato ad approffitare della facilità con cui si poteva stare a casa in malattia( mi sembra di ricordare che si poteva stare a casa il primo giorno senza certificato) e questo ha comportato che tutta la comunità italiana fosse vista male.Io nel tempo ho avuto attestati di stima ma ho dovuto farmi conoscere per superare la loro innata diffidenza!Oggi sono in Italia ma mi sento anche un pò svedese nel modo di affrontare le cose e la vita ,con improvvise nostalgie del silenzio dei boschi ,della spartana vita svedese ,ma forse oggi non è più così?

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  5. Caro Franco, che piacere ritrovare il tuo blog. Chissà se tornerai in Svezia o rimarrai in Italia...
    Io non mi sono mai trovata bene in Italia però pure qui...
    Ho notato che vieni considerato male se all'università studi 60 crediti in sei mesi anziché i soliti 30. Si attaccano a tutto pur di abbassare il voto. Come se uno non dovesse permettermi di studiare troppo!
    E' mai possibile una cosa del genere? La legge di Jante e il lagom colpiscono ancora?
    Saluti
    Alex

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  6. L'Europa, afflitta dai sensi di colpa dei sui passati peccati (nazionalismo, colonialismo, razzismo, nazismo, ecc.), suicidatasi con due guerre mondiali nel secolo scorso, e priva di valori morali che non siano quelli fasulli del politicamente corretto, oggi praticamente rinuncia a difendersi dall'aggressione demografico-religiosa dell'Islam. Il risorgere della cosiddetta "estrema destra xenofoba" in tanti Paesi dell'Unione è un segnale del risveglio (tardivo) della coscienza europea di fronte a questo problema. Speriamo vada avanti e non si limiti alla sterile reazione scomposta e isteroide di un organismo in agonia.

    Marco

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