giovedì 10 maggio 2012

“När italienarna lovades…guld och gröna skogar”.


Oggi rovistando in una cassa di vecchi libri mi è venuto tra le mani un libro "Il miraggio svedese"scritto da un nostro connazionale, Angelo Tajani. Per chi non lo conoscesse Angelo è un giornalista/scrittore arrivato in Svezia nel 1959.È stato corrispondente dalla Svezia per i quotidiani "Il Giorno" di Milano, "Il Mattino" di Napoli e il settimanale "Oggi".

Grazie a questo libro Angelo Tajani ha reso note le vicende di quegli italiani che scelsero di emigrare nell'estremo nord d'Europa.Storie di uomini "ceduti in prestito" alla Svezia la quale era una delle poche nazioni europee ad avere un'industria efficiente ma senza operai specializzati (questo bisogna dirlo), essendo (secondo la Svezia) stata neutrale durante l'ultimo conflitto mondiale. 
Il libro oltre che contenere una serie di interviste fatte dall`autore tra i superstiti (che brutta parola) raccogliendo testimonianze, impressioni,  esperienze e delusioni. Il volume contiene anche alcuni episodi, accaduti in Svezia all'inizio del 1900, che hanno avuto per protagonisti cittadini italiani. 
Questi immigrati, per la maggior parte stagionali, erano prevalentemente suonatori ambulanti di zampogna e ciaramella provenienti dall'altopiano cassinese e dall'Abruzzo, suonatori di organetto, figurinai della lucchesia e provetti stuccatori trevisani.

Ericsson Telecom AB (L M Ericsson)

Gli svedesi, che scemi non sono, seppero usare molto bene questa:”manna piovuta dal cielo”. Utilizzando italiani e ungheresi, questi ultimi ingaggiati per lavorare nei campi, fecero da cavie per dimostrare se il Paese scandinavo, oggi multietnico e multiculturale, era pronto ad ospitare mano d'opera proveniente da paesi d’altra cultura e religione.

Volevo riportare qualche brano, ma non lo faccio, hai visto mai che Tajani si incavola.


Compratevelo, costa solamente 2skr. Ed è molto bello!

Buona notte

1 commento:

  1. Ciao, Francaccio, ogni tanto passo e leggo gli arretrati.
    Comprerò il libro.

    Grazie per la canzone di de Gregori.

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