Arrivai in Svezia in una giornata come questa.Calda, Cielo terso, azzurro,
di quell’azzurro unito, un colore vivace,trasparente, pieno di aria limpida, fresco.Giovanissimo,un
ragazzino,arrivai a Stoccolma il 30 luglio di una vita fá.Dopo il diploma a
luglio, a gennaio ero stato assunto nella sede romana della Ericsson e quando
mi proposero una stage a Stoccolma di tre mesi lo presi come un regalo piovuto
dal cielo.
Viaggio in treno,diretto Roma-Stoccolma,con l`ItalaExpress.(Non cercatelo,è stato soppresso).
Che emozione mi sentivo un novello James Bond nel film “007 dalla Russia con amore”. Stoccolma mi accolse con tutta la sua dolce atmosfera. Non sapevo dove guardare, mi veniva il capogiro.Tre mesi in Svezia, ma capite? E poi le avventure, le scoperte, le meraviglie…E infatti fu così. Solo che invece di tre mesi, ce ne rimasi sei, e lo feci volentieri. La presi come una vacanza, perfetta, dopo l’impegno con gli esami, la tremarella per per il primo inpiego,la rottura recente con la fidanzata d`allora. Un cambiamento radicale, opportuno, capitato "a cecio" come si dice dale mie parti. Fu un esperienza piena di emozioni impetuose, che mi rigirò per benino,un vortice senza fiato che mi fece anelare per la libertà più assoluta e intossicante…La voglia di volare ad ali tese, sempre più in alto, verso la gioia più intensa che un ragazzo di vent`anni possa desiderare. E ben sappiamo cos’è.
Ma certo che tornai a lavorare a Roma,triste,incavolato, avendo lasciatoci il cuore, a Stoccolma.
Mi buttai nel lavoro, andai
via da casa, m’impegnai ad imparare lo svedese.Ma il mal di Svezia si era
impadronito di me, ed il richiamo di quei sei mesi “esotici” non mi dava
tregua.
E oggi sono ancora qui come quel 30 luglio di una vita fa, a pensarci
ancora, a stuzzicare le ferite che adesso non si vedono guasi più. Ma ci sono.
Non potevo capire, allora,” ragazzetto ingenuo” che il cuore non si era
trasferito tutto in Svezia, ma un bel pezzo era rimasto proprio nella “piccola città”.
Ed è ancora lì che aspetta, vivo e sanguinante,
certamente rassegnato.Un racconto di
due vite, le mie due vite. Chissà come andrà
a finire…!
(vagabondo)


Franco, hai raccontato la mia vita! Ho fatto uno stage a Stoccolma e me ne sono innamorata, porto nel cuore un ricordo dolcissimo e una malinconia straziante non mi lascia mai. Sogno di tornare e intanto cerco di capire come da casa potrei imparare lo svedese. Forse un giorno tornerò e mi mancherà l'Italia? Questo post aderisce completamente a quella che sono adesso. Un abbraccio!!
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