giovedì 26 luglio 2012

"I mina skor"


Dopo tre settimane passate in Italia tra le torride calure di Caronte e Minosse, ieri sera appena arrivato in Svezia ho veramente apprezzato risentire sul viso l`alito fresco e profumato di Moder Svea.

Durante il traggitto mi sono fermato nella solita area di ristoro.
 SI!
 È la stessa dove ci fermavamo quando ritornavamo dalle vacanze passate in Italia, con i ragazzi arrostiti come salcicciotti. 

Felici di aver passato un mese al mare, ma in fondo contenti di far ritorno a casa e ritrovare il solito "tram-tram",la scuola, gli amici di sempre. Un pò di nostalgia? "Qualcosa di più." Sono andato alla macchinetta del caffè e mi sono preso un caffè espresso, perché sul caffè svedese, nonostante la loro tradizione, specialmente da una macchinetta, non c'è da fare affidamento.

Se fossi stato nella mia piccola città, avrei chiesto a qualche vecchio amico di andare al bar assieme, magari avrei preso un caffè d'orzo con la cannella, ed avrei offerto io. Mentre sorseggiavo il caffè aspresso (svedese…) immerso in simili considerazioni, sono entrati due americani, evidentemente anche loro avevano bisogno di una pausa. Si sono avvicinati al distributore automatico di bibite e senza nemmeno guardare hanno preso due Coca Cola. Quanto siamo prevedibili e scontati, io poi che dopo aver passato una vita in Svezia continuo ancora a mantenere le mie vecchie abitudini! ”caffè espresso!” (Mi raccomando corto…)

Mi ricordo qualche anno fa durante un corso di aggiornamente, la sera si cenava a buffet in un albergo di Göteborg. Io prendevo sempre ravioli alle verdure per primo e salmone con insalata per secondo, mentre il collega di origini russe,a pranzo dopo aver mangiato una frittata di cipolle e pancetta con patatine, la sera si spazzolava una bistecca al sangue con ancora cipolla e pancetta abbrustolita.. Nessuno di noi due si era piegato alle abitudini della nostra seconda patria, adattando i propri gusti. Credo che la nostra nazionalità sia ormai parte del DNA e che non si possa rimuovere. Mi rendo conto adesso che sarei stato meno italiano in Italia, rifiutando questo marchio, mentre ora la mia italianità (in queste piccole cose) è diventata con il passare degli anni sempre più accentuata. Non solo l'accetto ma ne sono pure orgoglioso.

Ripeto, nella piccola quotidianità; mentre per altre cose più importanti, forse c'è ancora molto da vergognarsi. 
(vagabondo)

Nessun commento:

Posta un commento