mercoledì 1 agosto 2012

Pecorino Romano.


Quando sono in Italia credo di avere il telefono sotto controllo ed ho paura che mi abbiano intercettato un giro di telefonate a dir poco compromettenti. 


Da un mese infatti parlo con uno strano personaggio di nome Amedeo il quale qualifico come spacciatore di pecorino romano.
Con il mio fornitore parlo di dosi e di crisi di astinenza,viene in città ogni settimana per consegnare la merce. ci incontriamo in un posto malfamato della città. A casa mia oramai tutti temono da un giorno all’altro un blitz dei Nas. Sarà difficile spiegare che Amedeo mi rifornice solamente di Pecorino Romano,con scientifica ed amorevole puntualità. Amedeo è un mago e riesce a prevedere la curva dei miei consumi,così quando sto finendo la scorta di Pecorina Romano, previene la crisi e mi consegna un`altra squisita partita,guarnita di mozzarelline di bufala.

Amedeo lo fa per affetto e amicizia, ed anche perchè qualche anno fa ebbi l`onore di ospitarlo in Svezia per due settimane. Mai un ospitalità fu ripagata meglio e più profumatamente.
Amedeo è un trino: ingegnere informatico, antquario e spacciatore di Pecorino Romano. La prima attività la fa per necessità economica le seconde due per passione. È una brava persona con un solo difetto; ha creato in me una pericolosa caciodipendenza; sarei capace di tutto pur di procurarmi la dose.
Frittata di cipolle e pecorino
Nel frattempo ho smesso di frequentare una donna avida del mio cacio; potrei invece instaurare un rapporto duraturo con chi mostra disinteresse al mio tesoro. Confesso che tra MariaGrazia Cucinotta e il cacio pecorino esiterei a lungo.

Morale della favola: Goloso di questo primitivo cibo laziale l`altra settimana in partenza per Stoccolma, sono stato fermato a Fiumicino al metal detector. Colpa della signora Ombretta che aveva rivestito con diversi fogli carta metallica due fette di frittata di cipolla con aggiunta di pecorino; l’aveva fatto per evitare micidiali esalazioni. Quando i due solerti doganieri mi intimarono di aprire la borsa, videro allarmati i due triangoli a forma di fondina. Volevo sprofondare, stavo per dichiarare che erano veramente due pistole piuttosto che confessare di detenere frittata di cipolla con aggiunta di pecorino romano.

Ancora non so spiegarmi se mi vergognavo di più per la figura da " il solito italiano in vacanza" o più terrorizzato da un eventuale sequestro dell’adorata roba.

È bello farsi di frittata di cipolla e pecorino. Chi non l`ha mai assaggiata, non conosce il paradiso.

vagabondo. (In vacanza...)


2 commenti:

  1. Ciao, una settimana fa anch'io sono stata fermata dalla security a Skavsta, però il formaggio era norvegese a forma di cubo e molto concentrato; l'addetto mi ha fatto aprire la borsa e chiesto che cosa fosse quel cubo, molto gentilmente comunque, non sapendo come si dice formaggio in svedese glielo ho consegnato per il controllo ed è finita lì. Pensare che ne avevo un altro cubo in valigia, ma lì nessun problema. Certo, col pecorino romano non c'è paragone...un saluto paola s.

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  2. A me il messmör lo hanno confiscato all'aeroporto pensando fosse un ordigno terroristico - altro che pecorino romano... eheheh
    Alex

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