Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

venerdì 3 ottobre 2014

Katarinahissen


La prima volta che vidi Katarinahissen (Ascensore Katarina) fu al cinema Bernini a Civitavecchia nel 64 titolo del film ancora: ”Intrigo a Stoccolma,” ( stò film è stato la mia rovina...) con il solito Paul Newman, mentre l`interprete femminile era Elke Sommer, tedesca, ma essendo biondissima interpretava una svedese.

La scena che mi rimase più inpressa di quel film fu quando Paul Newman per sfuggire ai ”cattivi” si tuffava nello specchio d`acqua sottostante, (ca.40 metri),dopo con un perfetto stile craw raggiungeva la riva, inutile dire che rimasi letteralmente senza fiato rimanendo a bocca aperta per tutto il resto del film, sognando improbabili fughe a bordo di una Volvo P-1800 magari con una biondona a fianco ed anche se tedesca non avrebbe avuto molta inportanza. 
Non potevo immaginare nemmeno lontanamente che solamente un anno dopo il destino mi avrebbe portato propio in cima a Katarinahissen e guardando in giù avrei provato la mia prima delusione in terra di Svezia, scoprendo mio malgrado che sotto al posto dell`acqua c`era uno svincolo stradale e tanto cemento armato, molto temuto dagli automobilisti di quegli anni.
Questa pomeriggio ci sono ritornato, guardando in giù ho constatato che l`acqua ancora non c`è. In compenso lo svincolo è stato spostato e reso più sicuro e scorrevole com meno cemento armato..
Leggera brezza che fa rinascere ricordi oramai sopiti, da quassù si sente l'essenza di Stoccolma, certamente. E forse è laggiù che nascono i sogni, guardando in su. Alcuni sono svaniti, appena nati.  Bella vista da quassù questa mia città. Emozionante, dolce e intensamente mia.  Ma che sa anche essere crudele, se ti ritrovi solo. 

Si! 
Stoccolma ti voglio bene, ti voglio, ti stringo (ma a volte ancora mi sfuggi), mi immergo dentro di te, mi butto insomma nella tua cara ordinata pazzia, assorbo, accetto. Io penso Stoccolma, sono Stoccolma con tutto me stesso. Dove, è la mia forza, la mia Civitavecchia in Scandinavia, su quest`acqua che respiro il mio Mediterraneo. Vivo tra queste due sponde, entrambe mie, amatissime, diverse da far male e spesso terribilmente uguali. 
Dolce,tenera confusione di ricordi in due lingue, vita a cavallo di due paesi a me cari. Ti respiro, Stoccolma, ma non tradirmi mai!

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.