giovedì 21 novembre 2013

Svezia: "Sussidi e formazione professionale."

Non è emergenza, ma il massiccio flusso di profughi degli ultimi mesi ha messo sotto stress un sistema solitamente ben organizzato e strutturato. «Più di duecento persone a settimana chiedono asilo – spiega George Joseph, responsabile area immigrazione di Caritas Svezia. – In buona parte sono siriani ma ci sono anche eritrei, somali e persone di altri Paesi».

Il numero dei rifugiati siriani ha subito un aumento all’indomani della decisione del governo di concedere a tutti i fuggitivi dalla Siria un permesso di soggiorno permanente. «È un’ottima decisione. Che permette a queste persone, spesso duramente provate dalle violenze subite e dal lungo viaggio, di iniziare una nuova vita. Possono fare piani per il futuro», commenta Joseph. Una decisione straordinaria (e attualmente unica in Europa) per far fronte al dramma di una guerra sempre più cruenta. E di cui non si vede la fine.
Il sistema svedese è efficiente, efficace e molto generoso. A differenza di quanto avviene in Italia, dove i richiedenti asilo vengono spesso abbandonati a se stessi e costretti a trascorre le notti all’addiaccio, la Svezia prevede una rete di centri di accoglienza. Le domande vengono valutate in tempi brevi, circa 60 giorni. Una volta passata la procedura, il rifugiato e la sua famiglia hanno accesso alla fase di accoglienza e integrazione..

Un periodo di due anni che prevede, oltre ai sussidi economici, corsi di formazione professionale e avviamento lavorativo, di lingua e scuola per i più giovani. All’interno di questo meccanismo la Caritas svolge un ruolo di supporto, ascolto e orientamento. E, attraverso le proprie reti, contribuisce a mantenere legami con i familiari rimasti nei campi profughi in Libano e Giordania.
källa: avvenire.it
«Ci sono tanti cristiani in fuga dalla Siria, temono per la loro vita e sono venuti qui per salvarsi – conclude George Joseph. – Noi assistiamo tutti, musulmani compresi. Ora che le loro vite non sono più in pericolo, è tempo di curare le ferite e i traumi che hanno subito. E questo richiederà del tempo».


mercoledì 20 novembre 2013

Svezia, Ibra: "È inutile guardare il Mondiale senza di me."

Mai banale, nemmeno dopo un'eliminazione. Zlatan Ibrahimovic, attaccante della nazionale di casa, a fine partita ha commentato con un altra sparata. Già prima della sfida decisiva Ibra aveva dato vita a un siparietto con un giornalista scandinavo che aveva fatto il giro del web. Alla domanda "Vi qualificherete ai Mondiali?" Ibra ha risposto: "Solo Dio lo sa". Il giornalista ha replicato: "È un po' difficile chiederglielo...", e l'attaccante ha risposto: "Ce l'hai davanti!" 

Poi a fine gara  Ibra ha gonfiato nuovamente il petto: "Per me è stato probabilmente l'ultimo tentativo per provare a raggiungere il Mondiale con la Nazionale. Sicuramente d'ora in poi quando giocherò non penserò alla Nazionale, quello che posso dire è che un Mondiale senza di me è poca cosa, non c'è davvero nulla da guardare e non vale nemmeno la pena aspettarlo con ansia.” Ego smisurato per l'attaccante del Psg che in Brasile non ci sarà per davvero e chiuderà la carriera, molto probabilmente, senza aver mai segnato in un Mondiale. Un colpo basso per un campione come lui.

Infatti  ieri sera Cristiano Ronaldo ha portato via ad Ibrahimovic l'ultima occasione per essere protagonista nella fase finale di un Mondiale. Ibra ha partecipato al Mondiale solo nel 2002 e nel 2006, mancando la qualificazione nel 2010 e appunto a quello del 2014. Per lui solo  5 presenze e 0, zero, gol. Difficilmente ci sarà in Russia nel 2018 quando avrà 36 anni... Una nota negativa in una carriera densa di successi e gol. Il Mondiale, come la Champions League, sembrano stregati per Ibracadabra. 
Da parte nostra cercheremo di farcene una ragione e ci consoleremo con campioni del calibro di Neymar, Messi. Ryberi e lo stesso Ronaldo che ieri sera a steso la nazionale ”giallo-blu” con tre ”gnocchi” risultati poi molto indigesti, non ci resta che aspettare questo mondiale senza di te caro Ibra, con un occhio di riguardo verso i nostri due gioiellini: Pirlo e Balotelli.

Buon mondiale a tutti.







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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.