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Paolo Macchiarini, accusato di cattiva condotta e violazioni etiche. |
Un passo indietro. Il chirurgo toscano, 57 anni,
venne in Svezia nel 2010, al culmine della carriera: nel 2008 aveva effettuato
il primo trapianto di trachea al mondo, e l’incredibile intervento fu
riportato con entusiasmo e ammirazione dalla stampa mondiale. Ora Macchiarini
dovrà andarsene, lasciando dietro di sé quello che secondo molti esperti è il
più grande scandalo della storia della medicina e della ricerca in Svezia.
Scandalo emerso dapprima grazie a un’inchiesta della rivista Vanity Fair Usa
e poi venuto alla luce in Svezia in seguito a un documentario trasmesso dalla
tv nazionale a gennaio. Macchiarini, accusato di cattiva condotta e violazioni
etiche, e indagato addirittura per omicidio colposo, si è trasformato in un
incubo per il Karolinska. Il prestigioso Istituto dei Nobel, come riporta la
stampa svedese, rischia di perdere di fronte al mondo credibilità e
affidabilità.
A dubitare di Macchiarini erano stati, nel 2014,
quattro collaboratori svedesi del chirurgo, che avevano sollevato dubbi sui
dati da lui pubblicati in merito ai suoi trapianti di trachea. Nonostante Bengt
Gerdin, professore dell’Università di Uppsala incaricato di svolgere un’indagine
interna, fosse giunto alla conclusione che Macchiarini avesse falsificato i
dati e che le operazioni svolte non fossero affatto un successo, Anders
Hamsten, rettore del Karolinsk, decise che il chirurgo non aveva commesso alcun
reato scientifico. Dall’indagine di Gerdin trapelava inoltre che Macchiarini
avesse operato senza un’approvazione etica (sulla questione etica, la posizione
ufficiale è che le operazioni non fossero esperimenti di ricerca, bensì cure
ospedaliere di emergenza).
Non solo. Secondo il documentario svedese, che ha seguito il
lavoro del chirurgo nel corso di un intero anno, Macchiarini avrebbe fuorviato
alcuni pazienti. Degli otto malati che avevano ricevuto il trapianto di
trachea biotech, solo due sono sopravvissuti. Tre delle operazioni furono
eseguite presso il Karolinska Hospital. I pazienti erano gravemente malati e
avrebbero avuto pochi mesi di vita. Ma questo non fu il caso di altri tre
pazienti in Russia, dove Macchiarini dirige un progetto di rigenerazione dei
tessuti (e dove probabilmente ora risiede).
Dopo l’abbandono di Lendahl dal Karolinska, i media spingono
per le dimissioni del rettore. Il Consiglio di amministrazione gli ha
rinnovato la fiducia, aprendo però una nuova indagine esterna sull’operato
dell’istituto stesso. Il Karolinska inoltre ha annunciato la fine del contratto
di Macchiarini, che dovrà smantellare il proprio laboratorio.
Decisione che per molti arriva tardi. Il mondo accademico svedese vuole capire quali siano le vere responsabilità del Karolinska: perché non si è liberato di Macchiarini (che oltrettutto aveva già problemi con la giustizia italiana); perché i vertici dell’Istituto si sono ostinati a proteggerlo dall’accusa di frode e violazione etica; e perché è stata tollerata l’assenza di una solida sperimentazione animale a monte delle operazioni.
Decisione che per molti arriva tardi. Il mondo accademico svedese vuole capire quali siano le vere responsabilità del Karolinska: perché non si è liberato di Macchiarini (che oltrettutto aveva già problemi con la giustizia italiana); perché i vertici dell’Istituto si sono ostinati a proteggerlo dall’accusa di frode e violazione etica; e perché è stata tollerata l’assenza di una solida sperimentazione animale a monte delle operazioni.
«Credo che alla base della posizione difensiva del
Karolinska nei confronti di Macchiarini ci sia una questione economica» dice a Panorama
Gerdin. «Ammettere che ci sia stata un’infrazione delle regole significherebbe
dover restituire parte dei finanziamenti. Inoltre, trattandosi di pazienti
deceduti, potrebbe esserci la necessità di risarcire le famiglie».
Sui giornali svedesi, molti ricercatori e medici si chiedono come il Karolinska
possa continuare ad avere la credibilità necessaria per nominare il premio
Nobel per la fisiologia e la medicina. «Accolgo con favore l’indagine esterna
annunciata dal Karolinska, per mostrare al mondo come l’Istituto sia in grado
di gestire la propria responsabilità» ha commentato Helen Hallmark Knutson,
ministro della ricerca svedese.
E c’è chi, come Bo Risberg, professore emerito
di chirurgia ed ex presidente del Comitato etico della ricerca, suggerisce di sospendere
il Nobel per la medicina per un paio di anni «per rispetto verso le
famiglie colpite e fino a quando non si ristabilisca una leadership solida e
dignitosa».
by: Marta Paterlini
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Marta Paterlini. E' giornalista
scientifica freelance e neurobiologa al Karolinska Institutet di Stoccolma,
dove vive. Collabora con Science, Nature e The Lancet. E’ autrice di
"Piccole Visioni", Codice Edizioni, Torino, 2006