La crescita svedese è infatti ostacolata dai problemi legati
all'economia mondiale e alla crisi globale, stando a quanto affermato dal
ministro delle finanze Borg, si prevede anche una costante crescita della
disoccupazione; si passerà da un tasso di 8,3% nel 2013 fino a raggiungere
l'8,4% entro la fine del prossimo anno e per assistere a una contrazione che lo
riporti all’8.1% bisognerà aspettare almeno fino al 2015.
La Svezia è “un paese ricco, ma anche fortemente
indebitato”, afferma il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt: “Vogliamo
migliorare le opportunità educative, ma non funziona semplicemente premendo un
pulsante”. Occorre anche molto lavoro di convincimento. source Oggi, la gente in Svezia è istruita come mai prima d’ora,
“ma la situazione è ancora peggio di prima”, sottolinea Reinfeldt, alludendo
alla disoccupazione giovanile di oltre il 22% del paese. “Strutturalmente, è
accaduto qualcosa che prima non c’era”.
Tra i problemi maggiori della Svezia rientra quello
dell'indebitamento che sta colpendo le famiglie a causa anche dell'aumento
eccessivo degli immobili; come fatto notare nel febbraio di questo anno da
Martin Andersson, direttore di Finansinspektionen (Autorità svedese per il
Controllo Finanziario), la Svezia sta rischiando di entrare in una spirale
vertiginosa del debito da cui difficilmente potrà poi uscirne fuori senza dover
pagare un caro prezzo.
Le famiglie svedesi infatti risultano essere quelle
maggiormente indebitate in Europa, fattore che non permette la concessione di
ulteriori prestiti; per ovviare a questo problema già nel 2010, anno della
ripresa economica dopo l'arresto subito nel 2009, era stato introdotto un
massimale di prestito ipotecario che impediva agli acquirenti di ottenere un
prestito superiore all'85% del valore dell'immobile di proprietà.
Alle parole di Andersson fanno seguito i dati della National Housing Board (Boverket) che definiscono la Svezia già nel mezzo della crisi immobiliare con case sopravvalutate del 20% che incidono ovviamente sul mercato nazionale.
Alle parole di Andersson fanno seguito i dati della National Housing Board (Boverket) che definiscono la Svezia già nel mezzo della crisi immobiliare con case sopravvalutate del 20% che incidono ovviamente sul mercato nazionale.

Analizzando la situazione attuale della Svezia il Ministro ha concluso che l'economia svedese si trova dinnanzi a anni difficili e le sfide da affrontare in futuro saranno complesse, a dimostrazione di come anche uno degli stati considerati più “prosperi” dell’Europa debba riuscire a sopperire i problemi derivanti dalla crisi economica mondiale.
Come dire: ”gente ci sarà da tirare la cinghia…”