Il
sistema svedese come modello di welfare migliore al mondo
Secondo la
definizione di Ferrera (2006), il welfare è un insieme di politiche
pubbliche connesse al processo di modernizzazione tramite quali lo Stato
fornisce ai propri cittadini protezione contro i rischi e bisogni prestabiliti
sotto forma di assistenza, sicurezza sociale introducendo specifici diritti
sociali, nonché specifici doveri di contribuzione finanziaria.
Il modello svedese è da sempre ritenuto un modello di stabilità sociale ed economica in grado di garantire una ridistribuzione egualitaria della ricchezza, un alto livello di vivibilità e un’ efficiente rete di servizi statali. Il successo del modello svedese è stato reso possibile grazie alla combinazione di diversi elementi. Andando ad analizzare concretamente il sistema svedese ci si rende conto di come il Paese scandinavo garantisca un ampio ventaglio di benefici e servizi per i cittadini, interamente a carico dello Stato, tra cui un sistema scolastico gratuito fino all’università. Relativamente all’istruzione è necessario sottolineare come la Svezia investa il 6,6% del proprio Pil, oltre un punto e mezzo in più dell’euro-zona, nel campo dell’istruzione. Il Paese scandinavo garantisce poi un’alta percentuale di impiego per le neo-mamme, un sistema sanitario efficace e di alta qualità e un’alta remunerazione per i lavoratori. Tra gli altri elementi positivi c’è da considerare il fatto che il sistema democratico svedese è esente da corruzione ed evasione fiscale. Gli investimenti pubblici vengono però soppesati da un alto costo. Le tasse che i cittadini svedesi devono pagare sono, infatti, tra le più alte al mondo. Nonostante ciò, i contribuenti svedesi non sembrano particolarmente affranti. Infatti, uno Stato che chiede molto risulta essere, nel caso della Svezia, anche uno Stato in grado di offrire moltissimo.
Il
sistema di welfare svedese sta crollando?
L’ondata di
violenze che ha scosso nelle scorse settimane la Svezia ha portato
alcuni studiosi ad interrogarsi in merito alla concreta efficacia di un modello
di welfare da molti ritenuto, fino ad oggi, un esempio da seguire. C’è da
chiedersi se questi episodi non siano indice di un fallimento della politica di
integrazione multiculturale, come dimostrato dalla costante crescita di
consensi del partito di estrema destra Sverigedemokraterna. Sempre
maggiori sono gli episodi di razzismo e antisemitismo registrati nei confronti
degli ebrei di Malmo, cittadini svedesi.
E non è tutto.
Secondo i dati riportati dall’OCSE, la Svezia è passata dal
primo al quattordicesimo posto nella classifica dei Paesi più egualitari,
registrando un’ evidente disuguaglianza tra disoccupati e lavoratori. La
percentuale complessiva di disoccupazione si attesta intorno all’ 8.5%, ma
raggiunge il 16% tra gli immigrati. Questo dato è indice del fatto che la
Svezia, sebbene rimanga un Paese in grado di garantire un buon livello di vita,
registri un crescente aumento delle disuguaglianze tra ceti. Ciò è principalmente conseguenza del
cambiamento delle politiche fiscali avvenuto negli ultimi anni. Da un sistema
di forte tutela nei confronti dei ceti deboli si è passati ad un modello
sociale meno assistenzialista.
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källa:iM: di Cecilia di Mario. |
Un Paese la cui crescita annua supera di gran lunga quella di Francia, Inghilterra o Germania. Un Paese in cui l’83% dei residenti si dichiara soddisfatto della propria vita, contro una media OCSE del 59%.
Staremo a vedere...!!!