sabato 13 settembre 2014

Immigrati in Svezia, come degli "animali domestici"


Molto è stato scritto e detto a proposito del gruppo dei Democratici in Svezia e del loro rapporto con l’immigrazione. Allo stesso modo è interessante osservare quali siano i punti di vista degli altri partiti in materia di immigrazione e sulle persone che si trasferiscono in Svezia
Il considerare gli immigrati come degli stranieri ed estranei è diventato un ideale politico che divide la popolazione e la trasforma in un gruppo astratto nel quale è facile creare scontri sui diritti base dei gruppi etnici.
L’enfasi in materia di immigrazione è oramai un tormento istituzionale; come immigrati di seconda e terza generazione, a questi cittadini non è mai concessa una vera identità individuale; purtroppo per loro, spesso vengono trattati piuttosto come membri di qualche clan che necessita di un trattamento particolare.

A partire dagli anni sessanta le organizzazioni per i lavoratori svedesi assieme a molte associazioni etniche hanno combattuto per i diritti di eguaglianza per gli emigrati. Nel corso degli ultimi quarant’anni è stata formulata una politica e sviluppato un sistema amministrativo che facilità la simpatia verso coloro che si trasferiscono Svezia. Il resto del mondo considera gli Svedesi tolleranti e generosi e vi sono evidenti ragioni economiche per cui tante persone scelgono di trasferirsi in questa nazione. Tuttavia solo in Svezia questa generosità è trasmessa e percepita come umiliante, discriminatoria e xenofoba.
I rapporti tra residenti ed immigrati sono infatti traballanti, inconsistenti ed in un certo senso, soggetti a negoziazione.

Seguendo la loro ambizione di essere compassionevoli e solidali gli Svedesi hanno creato una sorta di essere speciale; infatti si può ancora sentire gli autoctoni parlare di “nostri immigrati”, come se questi ultimi fossero animali domestici o uccelli a cui si dà il cibo nel parco. Una prospettiva benevola permea le politiche di integrazione e dà soddisfazione a coloro che vogliono aiutare e cercano essere amichevoli con gli stranieri.

Sebbene nessuno abbia ancora determinato il totale dei costi per tutte le operazioni, attività e progetti nati con lo scopo di fornire supporto, ora è richiesta una appropriata coscienza pubblica, nata dai vari tentativi di aiutare le persone a diventare autosufficienti ed integrate nella società, capace di spiegare il perché di tanti individui che vivono ancora ricevendo un’assistenza sociale. La maggior parte delle persone con esperienza in questo settore può probabilmente asserire che la discriminazione non è il problema principale.

Decine di migliaia di impegati pubblici sono coinvolti in progetti e programmi di formazione per trovare delle soluzoni ai problemi di integrazione.
Vignetta e Testo tratti dal blog:"InSvezia.com"
Ma tutto questo, fino ad oggi, a cosa ha condotto? Stoccolma, Göteborg e Malmö, sono forse diventate delle città meno segregate rispetto a 20 anni fa?
FoF


Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.