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giovedì 17 settembre 2015

A Stoccolma non si butta niente

Propio così "a Stoccolma non si butta niente" i supermercati più grandi per esempio invece di buttare via le banane diventate troppo mature per essere vendute, le ripongono tutte in una grande cesta all’interno del reparto frutta e verdura e le regalano ai bambini. Così: le banane non vanno sprecate e i bimbi mangiano volentieri la frutta senza fare i capricci. Un segnale forse che il paradiso svedese comincia a sricchiolare, purtroppo la forbice sociale si divarica, minaccia tagli al welfare-modello alla scandinava: lo dicono i dati Ocse, secondo cui il tasso di disuguaglianza economica in Svezia si è impennato di oltre un terzo (un record tra i paesi Ocse) nell’ultimo 30ennio. Stoccolma non ha una soluzione. E iniziano a spuntare le pezze. Tanto che alla fine di quest`anno, nella capitale aprirà il primo “supermercato per poveri” nella storia del paese. Riservato alle persone a basso reddito, il supermercato sarà rifornito di prodotti donati dalle maggiori catene svedesi: alimenti vicini alla scadenza (ma comunque commestibili senza problemi) oppure usciti dalla linea per questioni di marketing.
Mensa per i poveri della Stockholm Stadsmission
In questo modo la ong Stockholm Stadsmission, (una specie di esercito della salvezza) che ha lanciato il progetto, conta di ridurre di un po’ le 686,000 tonnellate di cibo sprecato ogni anno dagli svedesi.
L’idea non è nuova: strutture simili sono proliferate in Francia, Romania, Inghilterra e Svizzera dopo la crisi del 2008. La differenza rispetto alle tradizionali mense dei poveri è che “da noi il cliente viene trattato come tale, deve pagare, seppure a prezzi stracciati, e ha un’ampia scelta oltre alla possibilità di riconsegnare i prodotti presentando lo scontrino, come in un qualunque supermercato” spiegano i promotori. Certo, poi, il problema della forbice sociale va risolto a monte. In Svezia, come ovunque, le pezze da sole non possono bastare.
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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.