La Svezia perse la sua “innocenza” in una fredda sera
d`inverno in Sveavägen una delle principali arterie di Stoccolma è un venerdi
di 30 anni fa, esattamente il 28 febbraio 1986.
Il primo ministro svedese Olof Palme è uscito da pochi
minuti accompagnato dalla moglie Lisbet dal cinema Grand dove ha assistito alla
proiezione del film i Fratelli Mozart del regista Suzanne Osten.
Nella Svezia di quegli anni le scorte non hanno ragione di
esistere,del resto lui non si è mai preuccupato della sua sicurezza personale,
il suo numero telefonico è registratoto nella guida telefonica di Stoccolma.![]() |
Il cinema Grand a Stoccolma |
Un episodio accaduto qualche anno prima è restato famoso.
L’auto ministeriale che stava portando Palme all’aeroporto Arlanda di Stoccolma
si blocca per un guasto meccanico a pochi chilometri dalla meta. Il primo
ministro non ha alternative: o perdere l’aereo o cercare di raggiungere
l’aeroporto facendo l’autostop. Optò per la seconda soluzione.
Sono intanto passate da poco le 23.
È una notte buia, tipica
del rigido inverno di Stoccolma. I coniugi Palme hanno da poco salutato il
figlio Mårten e la fidanzata. Mentre sono indecisi se fare a piedi il tratto di strada che
conduce alla loro abitazione o prendere la metropolitana come hanno fatto nel
tragitto di andata, un uomo si rivolge al primo ministro. Palme si volta
d’istinto. Lo sconosciuto spara a bruciapelo alcuni colpi di pistola contro il
premier. Uno dei proiettili ferisce di striscio sua moglie. Per un attimo Palme
guarda in faccia il suo assassino, poi si accascia al suolo. Lisbet urla
disperata e chiede aiuto. Il killer lascia indisturbato il luogo del delitto.
Palme muore poco dopo in ospedale. Aveva 59 anni. Fin qui la scena del delitto politico - il killer è tuttora
sconosciuto - che sconvolse la Svezia nel 1986 e che spezzò la “terza via” tra
capitalismo e comunismo che stava praticando la società svedese guidata da
Palme.
Sono intanto passate da poco le 23.
Palme era un leader molto amato e molto odiato in patria (ma
anche all’estero) per le caratteristiche radicali della sua politica. Era
diventato premier nel 1969 raccogliendo il testimone di Tage Erlander.
Sconfitto poi nelle elezioni del 1976 era tornato a guidare il governo nel 1982
ed era ancora primo ministro quando fu ucciso nel 1986. Basta ricordare alcune
scelte politiche della Svezia nel periodo di Palme per capire la qualità della
sua “terza via” sul fronte internazionale: no alla guerra in Vietnam (pagata con
la temporanea rottura dei rapporti diplomatici tra Stoccolma e Washington),
sostegno ai movimenti di liberazione nel Terzo mondo e di quelli democratici in
un’Europa che fino a metà dei Settanta aveva regimi fascisti ad Atene, Madrid e
Lisbona, contrasto dell’espansionismo sovietico, ferma posizione anti-riarmo in
Europa dei primi anni Ottanta, mediazione nei conflitti internazionali su
mandato dell’Onu (come nel caso della guerra Iran-Iraq iniziata nel 1980). In
politica interna si assistette negli anni di Palme a uno sviluppo senza
precedenti del peculiare welfare che fece parlare di un “modello svedese” a cui
guardare ammirati.
Vi consiglio di leggere un libro di Monica Quirico: "Olof
Palme e il socialismo democratico." Questo libro traduce per la prima volta in
italiano testi e discorsi di Palme. Da qui la sua utilità perché va a riempire
il buco nero dell’editoria politica italiana rispetto a uno dei personaggi più
originali della storia della socialdemocrazia europea. Basti citare un episodio
che lo vide protagonista. Nel Natale del 1972, appresa la notizia del bombardamento
della città di Hanoi da parte degli aerei americani B52, Palme decide di
rendere pubblico un comunicato del suo governo leggendolo alla radio (il testo
è riportato nel libro): «Non ci sono ragioni militari per i bombardamenti.
Fonti militari a Saigon negano che fossero in corso preparativi in questo senso
da parte dei nordvietnamiti. I bombardamenti non si possono neppure attribuire
alla rigidità nordvietnamita al tavolo delle trattative. L’opposizione agli
accordi dello scorso ottobre a Parigi, come fa notare il New York Times, viene
soprattutto dal presidente Thieu di Saigon. Quello che invece si fa
concretamente è colpire una nazione e un popolo per umiliarli e costringerli a
sottomettersi al linguaggio della forza. Per questo, i bombardamenti sono un
crimine. Nella storia ce ne sono stati molti. E spesso hanno dei nomi:
Guernica, Oradour, Baij Jar, Ridice, Sharpeville, Treblinka. La violenza ha
trionfato in quelle occasioni. Ma il giudizio del mondo si è abbattuto
duramente su chi ne porta le responsabilità. Ora c’è un altro nome da
aggiungere alla lista: Hanoi, Natale 1972».
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Olaf Palme e sua moglie Lisbet. |
La Svezia moderna ha convissuto con il trauma dell’omicidio
politico di Palme, a cui nel 2003 seguì quello del ministro degli esteri
socialdemocratico Anna Lindh.
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Anna Lindh |
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Olaf Palme |
Nel 2002 un film su Palme dei registi Maud Nycander
e Kristina Lindstrom ha avuto un enorme successo in Scandinavia riaprendo i
cassetti della memoria di Svezia sul personaggio Palme e sulla fortunata
stagione socialdemocratica degli anni Settanta e Ottanta. C’è anche chi azzarda
un paragone non del tutto eccentrico in questo trentesimo anniversario: per
determinazione e radicalità, Palme è esempio di coerenza e innovazione nella
tradizione dei socialdemocratici così come lo è Ernesto Che Guevara rispetto
alla tradizione comunista.
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Chi uccise Palme in quella tragica notte d`inverno forse non
lo sapremo mai, ma tutti noi capimmo che il nostro modo di vivere sarebbe
cambiato radicalmente ed anche in fretta in coseguenza che la Svezia aveva
perso per sempre la sua innocenza, in quella fredda notte di un inverno di 30 anni
fa.
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