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Grata Garbo nel film; Cristina di Svezia. |
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Il monumento a Cristina di Svezia in San Pietro |
La sua storia emozionante ci riporta indietro di
quattrocento anni: vogliamo capire quali segreti nascondeva la fedelissima
corte che seguiva la Regina in giro per l'Europa, quali conoscenze Cristina era
riuscita a riunire nella sua immensa e biblioteca segreta. E com'è possibile
che una delle donne più sfrontate del Seicento, morta leggendo una lettera di
segreti alchemici, sia stata sepolta nella cripta della Basilica di San Pietro,
accanto ai Papi. Per l'eternità.Nel cuore dell'inverno ghiacciato di Stoccolma,
una notte di quattrocento anni fa, l'intero castello reale delle 3 Corone era
in apprensione per la nascita dell'erede al trono. Gli astrologi avevano detto
che"sarebbe stato un maschio, ma la nascita sarebbe costata la vita al re,
alla regina o al bambino stesso. Se invece fosse riuscito a sopravvivere 24 ore
avrebbe compiuto qualcosa di grande". E non solo: il quadro astrale di
Cristina coincideva in modo incredibile con quello di suo padre, Carlo Gustavo.
Il che lasciava presagire un destino di gloria pari alla leggenda paterna. Il nuovo nato invece era una femmina, ma i Re svedesi se ne
accorsero solo il giorno dopo: questo particolare spinge molti storici a
sostenere che Cristina avesse caratteri ermafroditi. Ad ogni modo, Cristina
divenne Regina a soli sei anni ed ereditò le gesta eroiche di suo padre, Carlo
Gustavo. Sulle sue spalle si riversò il peso della tradizione gotica: gli
svedesi si ritenevano i progenitori dell'Europa e si identificavano con il
popolo di Atlantide descritto da Platone. Le loro Rune venivano considerate la
più antica forma di scrittura umana.
In pochi anni Cristina si rivela però una condottiera
coraggiosa e determinata. Il suo successo è la pace di Westfalia, e in tutta
Europa viene chiamata la Minerva del Nord. Si circonda di artisti e studiosi,
soprattutto francesi. Cartesio la introduce al razionalismo, mentre lei legge
il De Mysteriis Aegyptiorum di Giamblico, un testo che spiega come entrare in
contatto con demoni e divinità. Spende una fortuna per ottenere una copia del
libro all'Indice "I tre Arci-Impostori", un'opera contro Mosè, Gesù e
Maometto.
La regina fonda anche un ordine cavalleresco: l'Ordine
dell'Amaranta. Il suo simbolo è una pianta che nella tradizione ermetica
cresceva nella Colchide, la leggendaria terra degli Argonauti. Non solo:
l'alchimista Johannes Franck, descrive il suo futuro regno come il compimento
della profezia di Paracelso sul sorgere di una monarchia "metallica"
nel Nord.
Ma non è così: Cristina rifiuta il matrimonio a cui sarebbe
obbligata come regina. E abdica alla corona. Con l'aiuto di due gesuiti giunti
da Roma in missione segreta Cristina spedisce tutta la sua biblioteca e le sue
collezioni d'Arte. E si prepara a lasciare Stoccolma. Ma qual è il vero motivo
della sua rinuncia? Rifiuto del matrimonio, reale conversione cattolica, paura
di governare o cos'altro?
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Calleria Corsini, alcova di Cristina di Svezia. |
A Cristina viene assegnato prima il Palazzo Farnese, poi il
Palazzo Riario, oggi sede dei Lincei e dell'orto botanico.
Proprio passeggiando in questi giardini con studiosi e
artisti, Cristina decide di fondare la sua Accademia Reale.
Una cerchia di studiosi che spaziano dalla Poesia alla
Scienza, fino all'Alchimia: la Scienza Segreta che Cristina pratica in prima
persona.
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Palazzo Riario , oggi sede dei Lincei e dell'orto botanico. |
La sua collezione di opere vantava migliaia di titoli, tra i quali le opere di Paracelso e gli scritti alchemici di Johan Theurneisser ed Andrea Libavius, intere parti del Picatrix e una versione latina del Sefer-ha-Raziel, un testo di magia angelica. Oltre una collezione personale dell'imperatore Rodolfo II di Boemia.
I suoi laboratori sono gestiti da Antonio Bandiera, un noto
alchimista, che ospita spesso il Marchese di Palombara e Francesco Borri. Il
primo costruirà uno dei monumenti più misteriosi di Roma: la porta magica di
Piazza Vittorio.
L'altro verrà processato dall'Inquisizione e rinchiuso a
vita nelle prigioni di Castel Sant'Angelo.
La sua fede cattolica appare comunque cristallina. Bernini,
ad esempio, sul letto di morte, le invia un busto in marmo di Cristo, chiedendo
alla regina di pregare per lui: Bernini si diceva convinto che lei potesse
comunicare direttamente con Dio.
Negli ultimi giorni di Cristina, nella sua corte fa ingresso
una certa Giulia, una donna esperta di Alchimia che ha una dote particolare:
riesce a vedere il futuro. Cristina se ne innamora e la ribattezza Sibilla. La
prima cosa che Cristina le chiese di indovinare furono i suoi pensieri e
Sibilla le rispose che aveva paura di morire: era dannatamente vero. L'epilogo
della Regina fu però dovuto all'abate Vaini, un personaggio abietto che
violentò un'ancella di Cristina. Quando Cristina lo scoprì chiese la sua testa.
Ma il sicario non riuscì nell'opera e quando tornò a
riferirlo alla regina, lei lo riempì di pugni e insulti, urlando fino al
collasso. Alle sei di mattina del 19 aprile 1689 Cristina morì nel sonno. L'ultima
lettera trovata nel suo letto era del famoso alchimista Samuel Forberger, che
le parlava dell'Alkaest, il mitico e mai scoperto solvente universale dei
corpi.
Ciò nonostante, il Papa diede ordine di seppellirla nella
basilica di San Pietro, nello stesso luogo in cui, ancora oggi riposano i Papi.
Una sepoltura incredibilmente in odore di santità.
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