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venerdì 14 novembre 2014

7 Buone ragioni per emigrare in Svezia (e qualcuna per non farlo...)


1) Secondo l’Economist la Svezia è il paese più democratico dell’anno.

2) Non è affatto vero che ha il maggior numero di suicidi, non è nemmeno tra i primi 10 in europa.

3) Secondo il World Economic Forum si tratta della nazione più competitiva dal punto di vista economico.

4) Gli svedesi si fidano maggiormente di Ikea che della chiesa.

5) L’ultima guerra a cui hanno partecipato risale al 1813.

6) Secondo la BBC è il secondo paese in quanto a qualità della vita.

7) Tuo figlio potrebbe chiamarsi qualcosa come Cedarson.
8) Stavo per scrivere ”le svedesi…”(Ma forse le vostre morose non sarebbero state daccordo….)
All`ora perchè non farlo? direte voi, ma perchè è crollato uno dei miti del Novecento, quello degli svedesi alti, biondi e socialdemocratici.Cosa puo aver spinto uno dei popoli più ricchi e benestanti d'Europa a cambiare così radicalmente registro? Cosa puo aver provocato questa voglia di provare la via liberalconservatrice dopo decenni di successi economici e sociali?

La risposta non è poi così difficile, basta aver vissuto in Svezia negli ultimi tempi. Il problema dell'immigrazione è sempre più sentito tra la gente, nonostante la proverbiale (e quella sì, invidiabile) tolleranza scandinava. Provate a salire su un bus in una qualsiasi grande città svedese (Stoccolma, Uppsala o Malmö) e vi accorgerete che di svedesi alti e biondi non ce n'è nemmeno uno. Tutti immigrati, tutti arabi, maghrebini, senegalesi, turchi. Anche un “terrone” come me, in momenti come questi si sente nordico. Strana sensazione da provare in Svezia, non credete? Eppure la situazione è proprio questa.

"Gli immigrati sono invogliati ad andare a vivere in Svezia a causa del latte che possono succhiare indisturbati dal seno dello Stato balia. Mica scemi, questi immigrati.".(ha detto un politico del quale non ricordo il nome).

Ma un welfare state di stampo scandinavo non può reggere l'urto di grandi masse che spingono alle porte della cassaforte statale.Questo sistema socioeconomico puo aver successo solo con un bacino di popolazione limitato. L'immigrazione, dunque, cardine principale della svolta svedese? Forse, ma non solo. L'argomento principe della campagna elettorale è stato quello fiscale e tributario.
Agli svedesi piace avere tutto a portata di mano a spese dello stato, questo è fuori discussione. Ma ad un certo punto anche loro si sono chiesti se fosse una cosa realmente invidiabile essere ai primi posti nel mondo per pressione fiscale e prelievo contributivo. E la risposta sembra essere stata abbastanza chiara. "Va bene il welfare state, ma non siamo mica fessi!"

Se ne sono accorti anche i Moderati che hanno perso le elezioni avendo sbagliato l`approccio adottato nei confronti dell'elettorato. Anche se non hanno mai detto smantelliamo completamente lo stato sociale. (ma quasi..) Troppo shock per un paese abituato a vivere in un certo modo da decenni tanto che nel giro di quattro anni una grossa parte dell`elettorato ha rivolto le loro preferenze verso i "Democratici Svedesi" (partito xenofobo) i quali hanno più che raddoppiato il proprio elettorato togliendo voti propio ai Moderati dell’ex premier Reinfeldt.
La poltica di Sverigedemokraterna” si basa su pochi concetti semplici: una politica più severa per l’immigrazione, un’azione più decisa contro il crimine, un welfare più generoso per gli svedesi, la Svezia fuori dall’Unione Europea. 
Tina Hallgren Bengtsson
Per il loro leader, Åkesson, i governi di Stoccolma – sia di destra che di sinistra – hanno condotto politiche irresponsabili sul fronte dell’immigrazione, preoccupandosi troppo degli stranieri e poco degli svedesi. Quest’anno Stoccolma si aspetta un flusso di rifugiati che toccherà quota 90.000: mai così tanti dalle guerre nell’ex Jugoslavia. Comunque nessun altro partito in Svezia arriva a mettere in discussione così profondamente la tradizionale politica d’accoglienza del paese. 
Välkommen hem främling.


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.