Att bota en baksmälla: (Come si cura una sbornia), è un prontuario (andato a ruba) scritto da Andrew Irving per aiutare i suoi connazionali a prevenire gli inprovvisi;

Propio così gli svedesi hanno un rapporto difficile con l`alcol e il mal di pancia: mentre in Italia l’alcol fa parte della cultura alimentare, beviamo vino perché è previsto dal pasto. In Svezia invece l’alcol è un tabù, che non ha posto nella quotidianità. Così quando gli svedesi iniziano a bere,sono sfrenati, a tal punto che anche una piccola bicchierata in ufficio dopo il lavoro può trasformarsi in una vera e propria sbornia. Sin dal diciannovesimo secolo il Governo ha cercato di regolare la voglia di bere degli svedesi.
Chi va in vacanza in Svezia forse si
stupirà che nei normali supermercati si trovi solo birra con un tasso alcolico
fino al 3,5 %, la cosiddetta “Lättöl”. Chi cerca alcolici più forti, o anche solo
un buon vino, deve andare a comprarli nei Systembolaget, i negozi di alcolici
controllati dallo Stato, durante la settimana questi negozi sono aperti solo
dalle 10 alle 18, il sabato addirittura solo fino alle 13.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando i
razionamenti di qualunque sorta divennero impopolari, il sistema Bratt fu
eliminato. Tuttavia il Governo svedese volle limitare il consumo di alcolici
applicando un’elevata tassazione su queste bevande.
L’ingresso della Svezia nell’Unione Europea, nel 1995, ebbe ampie conseguenze anche in merito all’alcol: in base al principio di libera circolazione delle merci, le importazioni, le esportazioni, la distribuzione e la produzione dovevano essere liberalizzate. Ma, nonostante questo fatto, o forse proprio in seguito a ciò, non è cambiato nulla nella “missione” dello Stato: l‘apparizione su internet dei “Systemet”, come vengono chiamati comunemente i negozi statali di alcolici, informa in modo dettagliato sui rischi dell’alcol. Risulta evidente che i controlli dello Stato e i tentativi di evangelizzazione dei Systembolaget non risolvono il problema, ma lo trasferiscono solamente, e nel vero senso della parola, perché lo trapiantano verso gli economici Stati esteri. Chi, ad esempio, viaggia sul traghetto tra la danese Fredrikshavn e la svedese Göteborg, incontrerà quasi certamente degli svedesi che si sono riforniti in Danimarca di alcol a poco prezzo e che lo trasportano a casa su dei carrelli a mano. Anche Rügen nella vicina Germania è una meta di “shopping” amata dagli svedesi. Si può raggiungere comodamente via traghetto e ci si può rifornire di vino in Tetrapak e vodka in cartone ad un prezzo ancora più basso che in Danimarca. In Germania l’alcool è così economico che, nonostante i costi di viaggio, l’acquisto all’ingrosso si rivela comunque conveniente per i turisti dell’alcol.
L’ingresso della Svezia nell’Unione Europea, nel 1995, ebbe ampie conseguenze anche in merito all’alcol: in base al principio di libera circolazione delle merci, le importazioni, le esportazioni, la distribuzione e la produzione dovevano essere liberalizzate. Ma, nonostante questo fatto, o forse proprio in seguito a ciò, non è cambiato nulla nella “missione” dello Stato: l‘apparizione su internet dei “Systemet”, come vengono chiamati comunemente i negozi statali di alcolici, informa in modo dettagliato sui rischi dell’alcol. Risulta evidente che i controlli dello Stato e i tentativi di evangelizzazione dei Systembolaget non risolvono il problema, ma lo trasferiscono solamente, e nel vero senso della parola, perché lo trapiantano verso gli economici Stati esteri. Chi, ad esempio, viaggia sul traghetto tra la danese Fredrikshavn e la svedese Göteborg, incontrerà quasi certamente degli svedesi che si sono riforniti in Danimarca di alcol a poco prezzo e che lo trasportano a casa su dei carrelli a mano. Anche Rügen nella vicina Germania è una meta di “shopping” amata dagli svedesi. Si può raggiungere comodamente via traghetto e ci si può rifornire di vino in Tetrapak e vodka in cartone ad un prezzo ancora più basso che in Danimarca. In Germania l’alcool è così economico che, nonostante i costi di viaggio, l’acquisto all’ingrosso si rivela comunque conveniente per i turisti dell’alcol.
Ma gli svedesi non sono i soli a essere appassionati di
viaggi: godono infatti dell’ottima compagnia dei loro vicini scandinavi. Anche
molti danesi attraversano volentieri il confine tedesco per fare un carico di
alcol, mentre i norvegesi, che tra gli europei sono quelli che pagano le tasse
più alte sugli alcolici, si riforniscono in Svezia. L’idea di proteggere la popolazione svedese dalle seduzioni
dell’alcool attraverso i Systembolaget e un’elevata tassazione era sicuramente
in buona fede, ma come spesso accade, la buona fede non dà per forza buoni
risultati. Tuttavia, credo che il rapporto degli svedesi con l’alcol cambierà.
"Sono fiducioso che i giovani svedesi supereranno il tabù
dell’alcol e potranno relazionarvisi in modo più rilassato. Questo non accadrà
da un giorno all’altro ma, a lungo andare, anche in Svezia si affermerà una
moderata cultura dell’alcol...".
(diverse källor)