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martedì 16 febbraio 2016

Come è lontana Stoccolma (per il mago del bisturi)

Paolo Macchiarini, accusato di cattiva condotta e violazioni etiche.
Il ciclone scatenato dal chirurgo italiano Paolo Macchiarini, accusato di truffa, falso ideologico e cattiva condotta, ha travolto il prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma (dove ogni anno vengono decisi i premi Nobel), e ha costretto Urban Lendahl, segretario generale dell’Assemblea Nobel dal 2015, a dimettersi. Lendahl fu colui che più di tutti caldeggiò nel 2010 il reclutamento in Svezia di Macchiarini, considerato all’epoca il «mago dei trapianti di trachea». Ora, mentre il chirurgo italiano tace, c’è chi chiede le dimissioni di tutto il management del Karolinska.

Un passo indietro. Il chirurgo toscano, 57 anni, venne in Svezia nel 2010, al culmine della carriera: nel 2008 aveva effettuato il primo trapianto di trachea al mondo, e l’incredibile intervento fu riportato con entusiasmo e ammirazione dalla stampa mondiale. Ora Macchiarini dovrà andarsene, lasciando dietro di sé quello che secondo molti esperti è il più grande scandalo della storia della medicina e della ricerca in Svezia. Scandalo emerso dapprima grazie a un’inchiesta della rivista Vanity Fair Usa e poi venuto alla luce in Svezia in seguito a un documentario trasmesso dalla tv nazionale a gennaio. Macchiarini, accusato di cattiva condotta e violazioni etiche, e indagato addirittura per omicidio colposo, si è trasformato in un incubo per il Karolinska. Il prestigioso Istituto dei Nobel, come riporta la stampa svedese, rischia di perdere di fronte al mondo credibilità e affidabilità.

A dubitare di Macchiarini erano stati, nel 2014, quattro collaboratori svedesi del chirurgo, che avevano sollevato dubbi sui dati da lui pubblicati in merito ai suoi trapianti di trachea. Nonostante Bengt Gerdin, professore dell’Università di Uppsala incaricato di svolgere un’indagine interna, fosse giunto alla conclusione che Macchiarini avesse falsificato i dati e che le operazioni svolte non fossero affatto un successo, Anders Hamsten, rettore del Karolinsk, decise che il chirurgo non aveva commesso alcun reato scientifico. Dall’indagine di Gerdin trapelava inoltre che Macchiarini avesse operato senza un’approvazione etica (sulla questione etica, la posizione ufficiale è che le operazioni non fossero esperimenti di ricerca, bensì cure ospedaliere di emergenza).
Non solo. Secondo il documentario svedese, che ha seguito il lavoro del chirurgo nel corso di un intero anno, Macchiarini avrebbe fuorviato alcuni pazienti. Degli otto malati che avevano ricevuto il trapianto di trachea biotech, solo due sono sopravvissuti. Tre delle operazioni furono eseguite presso il Karolinska Hospital. I pazienti erano gravemente malati e avrebbero avuto pochi mesi di vita. Ma questo non fu il caso di altri tre pazienti in Russia, dove Macchiarini dirige un progetto di rigenerazione dei tessuti (e dove probabilmente ora risiede).

Dopo l’abbandono di Lendahl dal Karolinska, i media spingono per le dimissioni del rettore. Il Consiglio di amministrazione gli ha rinnovato la fiducia, aprendo però una nuova indagine esterna sull’operato dell’istituto stesso. Il Karolinska inoltre ha annunciato la fine del contratto di Macchiarini, che dovrà smantellare il proprio laboratorio.
Decisione che per molti arriva tardi. Il mondo accademico svedese vuole capire quali siano le vere responsabilità del Karolinska: perché non si è liberato di Macchiarini (che oltrettutto aveva già problemi con la giustizia italiana); perché i vertici dell’Istituto si sono ostinati a proteggerlo dall’accusa di frode e violazione etica; e perché è stata tollerata l’assenza di una solida sperimentazione animale a monte delle operazioni.
«Credo che alla base della posizione difensiva del Karolinska nei confronti di Macchiarini ci sia una questione economica» dice a Panorama Gerdin. «Ammettere che ci sia stata un’infrazione delle regole significherebbe dover restituire parte dei finanziamenti. Inoltre, trattandosi di pazienti deceduti, potrebbe esserci la necessità di risarcire le famiglie».
Sui giornali svedesi, molti ricercatori e medici si chiedono come il Karolinska possa continuare ad avere la credibilità necessaria per nominare il premio Nobel per la fisiologia e la medicina. «Accolgo con favore l’indagine esterna annunciata dal Karolinska, per mostrare al mondo come l’Istituto sia in grado di gestire la propria responsabilità» ha commentato Helen Hallmark Knutson, ministro della ricerca svedese.
E c’è chi, come Bo Risberg, professore emerito di chirurgia ed ex presidente del Comitato etico della ricerca, suggerisce di sospendere il Nobel per la medicina per un paio di anni «per rispetto verso le famiglie colpite e fino a quando non si ristabilisca una leadership solida e dignitosa».
 by: Marta Paterlini
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Marta Paterlini
Marta Paterlini. E' giornalista scientifica freelance e neurobiologa al Karolinska Institutet di Stoccolma, dove vive. Collabora con Science, Nature e The Lancet. E’ autrice di "Piccole Visioni", Codice Edizioni, Torino, 2006





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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.