Questa mattina a Stoccolma ci siamo svegliati con tanto
amaro nel cuore il vile atto terroristico di ieri ha lasciato traccie non
facili da rimarginare. Stamattina mi ha particolarmente commosso vedere Victoria
erede al trono di Svezia in lacrime sul luogo dell`attentato. Il mio pensiero
questa sera va alle vittime e ai loro familiari nel loro sconfinato dolore.
Nizza,
Istanbul, Orlando, Londra, Stoccolma ... momenti di terrore, nausebonda
violenza di mostri vili, guidati da odio senza senso. La paura e l'odio si sta
diffondendo e il terrore lascia traccie indelebili in noi. Ed è umano.
Naturalmente, odio e terrore non possono essere sconfitti solo parlando
d`amore. Ma altrettanto vero è; che l'odio non può essere sconfitto da altro
odio.
Oggi c`è stata
una dimostrazione: "casomai ce ne fosse stato bisogno" di forza. Che
la nostra è una società che funziona. Qualcuno si affretterá a dire che
Stoccolma da oggi non sará più la stessa.
VI
SBAGLIATE.
Oggi siamo
stati colpiti da una violenza inaudita, ma abbiamo visto come Stoccolma è
capace di reagire. Prendendosi cura l`uno dell`altro, aprendo la case a chi ne
aveva bisogno, aiutando gli anziani a tornare a casa.
Oggi siamo più
che mai convinti nel dire: Noi non ci piegeremo – Noi non ci lasceremo
intimorire.
Dove non
andare per Pasqua? In Svezia, per citare un esempio. Chissà, forse l’elenco
potrebbe continuare, con: Danimarca, Finlandia, Norvegia, Olanda, Belgio? Può
darsi. Sono località che non ho visitato nel periodo pasquale (a dire il vero,
Oslo sì, ma lascio le considerazioni a posteri post).
E, mi viene
da dire, chissà se mai lo farò, di vederle per Pasqua. Tornando alla Svezia:
senz’altro splendida nelle sue due stagioni topiche, Inverno ed Estate, o anche
in Primavera (molto) inoltrata, dà il peggio di sé in quel periodo dell’anno di
Primavera-non Primavera. Fine marzo-aprile inoltrato, per intenderci. Quel
periodo in cui solitamente cade la Pasqua. Se siete cattolici e desiderate
vivere i momenti salienti della Settimana Santa, rivivere la Passione di Cristo
respirandone l’atmosfera e la fede, evitate accuratamente la Svezia, perché qui
non troverete nulla di tutto questo, ovviamente (per ragioni storiche che
tutti, bene o male, conosciamo).
Se non siete cattolici e per voi la Pasqua
equivale semplicemente a vagheggiare la cioccolata in nuove ed inusitate forme
zoomorfe o comunque dagli angoli smussati, evitate comunque la Svezia, perché
qui è la stagione della non-stagione: non è più la vera stagione della neve, ma
non è nemmeno ancora quella del risveglio della natura; non è più alta stagione
invernale, ma nemmeno ancora bassa stagione estiva: di fiori nemmeno l’ombra
(troppo freddo); di neve forse un po’, se siete fortunati (troppo caldo).
Quale
colore predomina nella natura? Il marrone. Le attività turistiche? Molte sono
chiuse per ferie (… ebbene sì, le LORO ferie!). I caratteristici paesini
dei pescatori? Deserti. I prezzi? Quelli di sempre: alti. Ed è allora che ti chiedi: prezzi alti per
prezzi alti, non potevo almeno venire in Luglio? O in Dicembre? Troppo tardi:
ormai sei nel posto giusto al momento sbagliato, intrappolato nel limbo della
non-stagione svedese. Sarà per la prossima volta.
Insomma: anche se la Pasqua cade in Primavera ed evoca di
per sé “primavera”, in senso sia fisico che religioso, è bene ricordare che
sotto l’etichetta di “Primavera” rientra un’ampia casistica di fenomeni
atmosferici… La Primavera può
ancora essere Inverno o può già essere Estate, oppure né l’una né l’altra. E
dire “vacanze pasquali” non equivale sempre a dire “vacanze primaverili”.
Allora per Pasqua sconsiglio di andare verso Nord e consiglio tutte le altre
direzioni: Est, Sud, Ovest. Per
da viaggilowcost
Costanza Fabbri per nonno Franco a Stoccolma
Primavera, quella “vera”, quel brevissimo lasso
di tempo in cui il meteo non disattende le aspettative create dal calendario,
ma le asseconda, beh, allora andate dove volete, Svezia compresa.
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Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.