domenica 18 maggio 2014

Il giro del mondo in 80 pizze.

Italians, il giro del mondo in 80 pizze Un libro di viaggi diverso: fresco, ironico, moderno, scandito da ottanta Pizze Italians nei luoghi più disparati del pianeta. A Kabul e a Beirut, dove si sono scontrate con alcune difficoltà locali; a Los Angeles e a San Francisco, dove hanno coinciso con un’elezione presidenziale; ad Atene e a Pechino, quando si sono messe sulla scia di un’Olimpiade. In tutta Europa — da Londra a Lisbona, da Monaco a Mosca — dove gli italiani studiano, insegnano, lavorano, abitano, s’innamorano.

Ironico, frizzante, spontaneo. Beppe Severgnini sa come tuffare il lettore nelle pagine di un suo libro. Con leggero senso critico e il giusto umorismo che lo caratterizza, riesce a presentare persone che, inevitabilmente, finiscono con il diventare veri e propri personaggi.
Una ricetta che non manca nemmeno in "Italians, il giro del mondo in 80 pizze, nato per caso dall’ideazione di “Italians”, l’ormai noto forum di 
Corriere.it, finestra che collega tutti gli italiani sparsi per il mondo.
Non è un manuale di viaggi, ma funge da esso; non è un libro d’intrattenimento, ma qualcosa di più; non è un romanzo d’avventura, ma un po’ gli si avvicina. Severgnini incontra l’Italia fuori dall’Italia e gli italiani si raccontano, rivelando il mondo intorno a loro e come lo vivono. Una maniera completamente nuova di conoscere l’Italia che non c’è. E, qualora ci fosse, dov’è andata.
L’autore racconta, con l’entusiasmo di un adolescente, quanto di nuovo ha imparato durante le varie tappe, attraverso opinioni e critiche dei nostri connazionali all’estero sull’Italia e sul mondo. Il modo in cui questi italiani guardano, analizzano e giudicano il modo di vivere da italiani nel Bel Paese è curioso; per qualcuno, si potrebbe presumere, poco “italianizzato”. Un confronto fra realtà diverse che, forse un po’ bruscamente, finisce con il diventare un paragone tra pianeti diversi. Studenti e lavoratori marcano le differenze, ne riconoscono pregi e difetti, approvano e protestano.
Se è vero che internet sta cambiando il modo di comunicare e fare informazione, “Italians” è ormai più di un forum. È diventato una parola nuova: indica la nostra emigrazione più recente ed esuberante.

Possono essere studenti Erasmus o dirigenti di una multinazionale: ma amano sempre misurarsi col mondo, per imparare e migliorare. Quello che troppi italiani in Italia non vogliono più fare, per pigrizia o per paura. Tra questi, purtroppo, ce ne sono molti che comandano. I risultati sono sotto gli occhi di tutti

L’idea delle Pizze, originale quanto funzionale, si è rivelata un ottimo rendez-vous. D’altrondela pizza costa poco, si trova in tutto il mondo ed è un bel simbolo italiano: buona, semplice, salutare e popolare, come scrive lo stesso Severgnini.



venerdì 16 maggio 2014

Che noia questo vecchio nonno Franco !


Che noia questo vecchio nonno Franco !

Ascolto e trascrivo i suoi soliloqui e i suoi racconti da anziano, secondo me lui inizia abbastanza spiritoso, ma poi ricade nei commenti acidi e nei lagnosi rimpianti del tempo che fu !

Ma a me, a noi, cosa interessano ?

Personalmente mi trovo a mio agio con i miei nipotini di quattro e sei anni, anzi con tutti i bambini, che hanno la fortuna di avere una grande curiosità della vita e poca memoria.

Anche le nipoti e le ragazze di vent’anni sono fantastiche, sbagliano, ma vogliono correggersi, conoscere, cambiare il mondo, hanno grandi speranze, forse illusioni, chi lo sa ?

Già i quarantenni parlano di lavoro, di carriera, di quello che vorrebbero fare, ma sono più rigidi e più affaticati.

Non parliamo poi dei maschi cinquantenni in crisi di giovinezza perduta, inseguono il sogno delle ninfette e di solito compiono l’errore più grande della loro vita.

Dopo vi sono i conoscenti che parlano sognanti di andare in pensione, quella specie di Eldorado che sfugge loro, si sposta di scaglione di due, cinque anni, ma non hanno ancora deciso cosa fare in seguito.

Quelli che invece l’hanno raggiunta, invece di scoprire nuove possibilità di gestire la loro vita, ben presto  non sanno che parlare dei loro mali, discettano di medicine e cure alternative, fanghi miracolosi, terme rigeneratrici.

Insomma oggi non li sopporto più, soprattutto gli uomini lagnosi.

Sarà una forma iniziale di demenza senile ?

Spero che in caso di peggioramento mi ricoverino in un asilo infantile per fare l’animatore o il compagnuccio di gioco.
I lavori in campagna sono quasi terminati, avrei ancora moltissimo da fare, bisognerebbe vivere sempre sul posto, magari con le forze di vent’anni prima.

Ma in fondo al cuore ribolle sempre più il ricordo dei miei nipotini, questa mattina alle otto è arrivata inaspettata la telefonata della piccola Scoiattolina, aveva un dubbio assillante:
“ Nonno, i pirati avevano a bordo delle navi gli stregoni quando andavano in guerra contro i cattivi spagnoli?”

Nonno Franco ha subito fornito la sua versione su druidi celtici,  sui cosiddetti stregoni del medioevo, quelli dell’Africa tribale, ma ne parlerà a lungo al ritorno a casa.

La piccola era felice, aveva ragione lei, il fratellino non poteva mettere gli stregoni sul galeone del Playmobil.

källa:il blog di nonnotalpone
Ha chiesto ancora “ Nonno vieni a mangiare a pranzo da noi ?”

Questo ha commosso totalmente quel vecchio brontolone e gli ha creato un profondo senso di colpa.

Basta,si è ripromesso di tornare e rimanere sempre a loro disposizione,altrimenti che nonno sarebbe? 


Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.