mercoledì 15 ottobre 2014

“L’uomo della sabbia”di Lars Kepler.


Ho appena finito di leggere; ”Sandmannen”, titolo in italiano; “L’uomo della sabbia” scritto da Lars Kepler. È un libro che vi consiglio di leggere, è un thriller bellissimo, ricco di suspance e colpi di scena che vi terranno incollati dalla prima all’ultima riga. Insomma è il classico libro che non riesci a fare a meno di leggere. Il finale resta tuttavia aperto, probabilmente per permetter l’uscita di un altro libro come nello stile di Lars Kepler.
Un breve riassunto:

Nel cuore di una notte d’inverno in cui la neve ricopre interamente Stoccolma, un ragazzo cammina lungo i binari di un ponte ferroviario sospeso sul ghiaccio, in direzione del centro. Perde sangue da una mano ed è in gravissimo stato di shock: nel suo delirio febbricitante, parla di un misterioso uomo della sabbia. Il ragazzo si chiama Mikael e risulta scomparso da dodici anni. Da sette è stato ufficialmente dichiarato morto. All’epoca dei fatti, dopo lunghe ricerche, tutti hanno preferito credere che Mikael fosse annegato insieme alla sorellina, Felicia, scomparsa lo stesso giorno, sebbene i corpi non siano mai stati trovati. Tutti tranne il commissario Joona Linna. Lui ha sempre saputo che i due fratelli sono tra le numerose vittime del più spietato serial killer svedese, Jurek Walter, l’uomo che lui stesso ha catturato anni prima. Da allora Jurek Walter è detenuto in regime di isolamento nell’unità di massima sicurezza dell’ospedale psichiatrico Lowenstromska. Non può parlare con nessuno ed è costantemente sedato, ma niente riesce a domarlo. Il male che abita in lui è animato da una furia incontrollabile. Con il ritorno di Mikael, però, tutto cambia. Nessun caso può considerarsi chiuso. E Felicia potrebbe essere ancora viva… L’unico a sapere la verità è Walter, l’unico uomo forse in grado di essere più pericoloso dietro le sbarre che da libero. Qualcuno deve introdursi nell’ospedale e conquistarsi la fiducia del serial killer, sperando di indurlo a parlare. E, soprattutto, sperando di sopravvivergli.

Chi è Lars Kepler:

Lars Kepler, è lo pseudonimo dei coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril. La coppia di scrittori svedesi vive a Stoccolma assieme alle 3 figlie. Nel 2009 decidono entrambi di sospendere momentaneamente le proprie carriere, con in mente il progetto di provarea scrivere un romanzo giallo a quattro mani, con lo pseudonimo Lars Kepler. ll risultato di questa collaborazione è la nascita nel 2010 del romanzo best-seller del L’ipnotista, che arriva a vendere in Italia oltre 200.000 copie.

A presto e buona lettura.


martedì 14 ottobre 2014

L`oro rosso degli svedesi.

Le leggende metropolitane sono storielle rimpallate dal tamtam del villaggio globale, ad esempio che gli Svedesi mettono le confetture dappertutto, pure sugli spaghetti e sulla carne ai ferri. Di leggenda vera però ce n'è una sola, e sono proprio le confetture, che sono ben poco metropolitane perchè arrivano dritte dritte dai meandri umbratili delle foreste di Scandinavia.
Ma chiamarle così suona riduttivo, perchè la categoria di «dolcezza» non basta per descriverle e si prestano a usi originali; anzi, spalmarle sul pancake al posto della selvaggina è un sacrilegio che uno svedese non vi perdonerà. E poi chi è in vena di esotismo può pure alzare il naso verso nord, perchè le bacche rosse a queste latitudini sono ben più numerose e sorprendenti delle vostre vaschette da supermercato. Innanzitutto c'è il mirtillo rosso, chiamato lingon, una pianta boreale che solo in Svezia raggiunge il top del carattere, perchè matura lentamente durante le notti bianche. 
Confettura di lingon
Dolce e un pò amaro, fresco e profumato grazie all'acido benzoico naturale, viene considerato l'oro rosso degli Svedesi per la sua strategica abbondanza ed è ricchissimo di antiossidanti, tre volte più del normale. Quello Wild Delights è anche naturale, perchè è sempre selvatico, se organico cresce in condizioni controllate o è addirittura così selvatico da non poter essere certificato, nell'impenetrabilità delle foreste!
È il caso anche delle more selvatiche o cloudberries, il «caviale» dell'Artico, che crescono oltre il circolo polare; dorate e fragilissime, vengono raccolte a mano e sono insuperabili con il formaggio. 
Tutte le bacche sono immediatamente surgelate e trasformate senza additivi, solo con lo zucchero, l'arancia o la vodka nel caso dei mirtilli aromatizzati.

Sapori e profumi delle foreste svedesi che tutti nella vita, almeno una volta, dovrebbero provare.
Parola di nonno Franco


giovedì 9 ottobre 2014

Un rosso autunno svedese, 2014

La natura svedese si colora di rosso e oro per prepararsi all`arrivo del grande Re Inverno
Pensieri d´Autunno

Il pontile


Specchio d`acqua


Passeggiata


La forza

Piccola sosta

Buon fine settimana a tutti.



"IO STO CON LA SPOSA": la vera fuga per la libertà


"Quale poliziotto di frontiera chiederebbe mai i documenti a una sposa?” È quello che si sono chiesti un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano quando incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia.
Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri però, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati.
Così mascherati, attraverseranno mezza Europa, in un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri. Un viaggio carico di emozioni che oltre a raccontare le storie e i sogni dei cinque palestinesi e siriani in fuga e dei loro speciali contrabbandieri, mostra un’Europa sconosciuta.
Un’Europa transnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa delle leggi e dei controlli della Fortezza con una mascherata che ha dell’incredibile, ma che altro non è che il racconto in presa diretta di una storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013. ll documentario Io sto con la sposa è un'opera interessante e originale che non sfrutta mai la retorica per parlare di immigrazione e questioni politiche, proponendo una testimonianza significativa ma al tempo stesso tempo in grado di intrattenere. Insomma a me è piaciuto…!!
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Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.