Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 4 settembre 2016

È SEMPRE LA SOLITA LAGNA.

Trosa
Appena ritornato a casa, dopo aver passato tutto il pomeriggio a Trosa un paesino a lui molto caro, eccolo lì che ti si mostra ancora, impaziente e petulante, abbastanza curvo nella schiena, con le caviglie gonfie strette nei calzini troppo stretti.
Certo è sempre lui, nonno Franco, ma chi lo ammazza quello, come dicono dalle sue parti.
Il viso è segnato, leggermente più colorito, ma la figura piegata in avanti lo rende più anziano di quello che sia in realtà.
Non gli manca certo la chiacchera ed esplode subito con le recriminazioni, come un tappo di una bottiglia di spumante appena aperta.
” Lo sai chi ho incontrato a passeggio sul canale di Trosa?
Robert con sua moglie
Robert con sua moglie, ma si quello tanti anni fa lavora in Ericsson ed era collega di mia moglie, quello che aveva ereditato da sua madre, una barca da sei metri che teneva ormeggiata propio a Trosa. E si vantava con tutti, almeno così mi sembrava allora in gioventù.
Beh che ci fai a Trosa, anche tu qui per prendere un caffettino – gli dico tutto affabile .
No – mi dice lui – aiuto nell’organizzazione del porticciolo, sono 26 anni ormai come in quella delle barche a vela che ho fondato 50 anni fa ancora ci vado, oltre ad uscire in mare ogni mattina approfittando di queste belle giornate settembrine.
Bravo, ma non sei ancora stanco, ormai sei sulla settantina anche tu.
Ne ho fatti 86 quest’anno -mi annuncia trionfante e con una luce beffarda negli occhi.
Ann-Louise Andreasen
L’ho salutato con uno stentato sorriso e mi sono allontanato in fretta per trovare rifugio da Ann-Louise Andreasen  meglio affrontare una porzione abbondante delle sue celebri torte ai frutti di bosco affogata in mezzo litro di caffè svedese (brodaglia...) con sorbettino finale. Alla faccia dei valori glicemici. (tanto oramai…)
La torta di Ann-Louise Andreasen
Non c’è più serietà a questo mondo – mi sono detto poi -Ma come mi tocca sopportare di sentirmi vecchio e sempre colpito da nuovi acciacchi quando a gennaio compirò 72 anni e quello mi gira intorno sempre gioviale e indaffarato con ben 14 anni più di me?

"E che, loro so’ fatti de fero...??"
Magari io sarò anche un sottoprodotto italiano frutto dell’autarchia del dopo guerra, chi sa?
E poi mi sento solo, attorniato dalle immagini di troppi amici e persone care che mi hanno lasciato o che lo stanno facendo, isolato in un mondo che fatico sempre più a capire.”
*****
Come vedete la Lagna è tornata tra noi.



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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.