stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

sabato 22 agosto 2015

ITALIANO IN SVEZIA, ARRESTATO PERCHÈ HA LA "FACCIA DA GEORGIANO"


Avere le fattezze di un georgiano in Svezia può comportare anche l’arresto. Ne sa qualcosa un nostro connazionale, Giovanni Di Simone - rappresentante di commercio nato a Goriano Sicoli ma residente a Stoccolma da più di 10 anni che la polizia di Stoccolma ha ammanettato qualche giorno fa ipotizzando che potesse essere un ladro.L'accusa, che poi non è stata provata, era quella di ricettazione.

Ecco come si sono svolti i fatti.
Il giorno prima l'arresto, Giovanni era stato diffidato dagli agenti di polizia dal parcheggiare nelle adiacenze di un negozio della catena ICA, all'angolo tra le vie di Riddargatan e Banérgatan nel quartiere più elegante di Stoccolma. Östermalm, nel quale, nei mesi scorsi, erano avvenuti alcuni furti. Giovanni si trovava in sosta all'esterno dell'edificio per usare il servizio di wi-fi gratuito di cui il complesso commerciale era fornito. La polizia lo ha subito sottoposto ad accertamenti, procedendo ad una perquisizione sia personale che del proprio automezzo, intimandogli poi, non avendo rilevato nulla, di non parcheggiare più, pena l'arresto, nei pressi del negozio. A nulla sono valse le spiegazioni fornite da De Simone sul perché si trovasse in quel posto.

"Agli abitanti del luogo" racconta il nostro eroe in una lettera di protesta inviata all'ambasciatore italiano in Germania (in Svezia la sede è vacante) "evidentemente non sono passato inosservato, non rientrando nei parametri della nordisk ras (razza nordica, ndr)".

Rivendicando il proprio diritto alla libera circolazione, "pienamente vigente nel regno di Svezia", 
Giovanni, il giorno dopo l'accaduto, è tornato nello stesso luogo per fare compere alla Ica. A quel punto, qualcuno ha avvisato la polizia e il povero Giovanni è stato ricercato ed arresto.
Portato nella stazione di polizia di Kungsholmen, in sede di interrogatorio da parte dell'ispettore Goran Wirbing, il rappresentante di commercio, con non poco stupore, ha saputo di essere accusato di ricettazione, non soltanto perché si era fermato nuovamente nell'area parcheggio del negozio ma anche perché, secondo chi lo aveva segnalato agli agenti, aveva la faccia da georgiano.
Göran Wirbing
L'uomo - che ha parlato telefonicamente con l'Agi e ha messo nero su bianco quanto accadutogli nella lettera inviata all'ambasciatore - ha dovuto fronteggiare un pressante interrogatorio sia sulle sue eventuali connessioni con la criminalità georgiana, e poi sullo stato patrimoniale personale e di famiglia, in Italia.
Comunque dopo l'interrogatorio, De Simone è stato rimesso in libertà, non prima, tuttavia, di aver subito il sequestro di un computer e di un telefono. Entrambi gli oggeti gli sono stati riconsegnati solo nelle scorse ore.
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Giovanni, in Svezia da oltre dieci anni, ha chiesto all'ambasciatore a Berlino Pietro Benassi:
"se non ritiene di dover interessare i massimi rappresentanti della politica estera del nostro Stato, affinché accertino, mediante intervento diplomatico presso le equivalenti autorità svedesi, se la loro corrispondente polizia nello svolgimento del proprio servizio conosca anche metodi meno concutenti dei più elementari diritti e delle libertà che spettano ai cittadini all'interno della Ue, e se sia condizione effettivamente sufficiente essere privati della libertà se soltanto si ha la faccia da georgiano".
Chi li capisce è bravo sti`svedesi. 
Comunque sia, giorgiano (pardon italiano) avvisato mezzo salvato…!!

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