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Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

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giovedì 24 marzo 2016

La colomba, le uova, la pizza di Pasqua e il ritorno alla speranza: Buona Pasqua.


Pasqua dovrebbe essere sole, boccioli e la colomba con la crosta di mandorle e granella. Vestiti nuovi, scarpe nuove, l’uovo di Pasqua in attesa in sala.

Flashback: Le fettuccine belle e pronte sulla spianatora infarinata ad arte, laboriosamnete preparati da mia madre il giorno prima, una decina di pizze pasquali, in vari angoli della casa, anche sul mio letto (portabuono) in attesa del prete per la benidizione. Il brodo ricco e giallo, bollente nel pentolone delle grandi occasioni. Il parmigiano grattuggiato a mano, una montagnella di candido profumo. La folla in cattedrale, la messa troppo lunga, gli sguardi segreti (c’è la biondina del quarto piano?), la confessione il giorno prima, già quasi annullata da nuovi peccatucci…
La tavola imbandita, il profumo dell`abbacchio al forno, aromatizzato da rosmarino e aglio, incorniciato dalle patate croccanti.  Un Frascati leggero, un mezzo bicchiere anche per noi ragazzini (Non vi sborniate…!) La Pizza di Pasqua, grandissima, fragrante, profumatissima: sambuca, cannella, arkermes e vaniglia zuccherata, tante tante uova, regalo annuale delle amiche di mia madre, le stesse che a Natale ci coprivano di cerchi di struffoli spettacolari, tozzetti e biscotti al cioccolato fondente.
La finestre spalancate, il cielo ridente, il mare calmo laggiù, il mio mare risplendente di nuova speranza.
La chiesa cattolica dei gesuiti "Sankta Eugenia" a Stoccolma.
Today: La nostra chiesa svedese di sanka Eugenia, artisticamente moderna, a un passo dal palazzo reale, sempre imponente, echeggiante di tanta storia vissuta nel segno della stella del Nord.
Gli alberelli di Kungsträdgården ancora senza un fiore, l’erba verde chiaro fa capolino da sotto l`ultima neve rimasta, fragile, acerba. I coniglietti di cioccolato dappertutto, cestini di fiori e di caramelle nelle vetrine di NK-Nordiska Kompaniet; caccia alle uova colorate dai giardini delle case ai parchi pubblici.
Tante bambine felici, truccate da streghette pasquali, truccate con i rossetti delle mamme, fazzolettoni in testa come antiche contadine e i maschietti a rincorerle, tutti a correre, cadono, si rialzano, si sporcano i vestiti di terra profumata di speranza, le braccia ricolme di uova di cartone, il grande tesoro. Pasqua dovrebbe essere il richiamo alla vita. Rialziamoci anche noi, spezziamo le catene del passato, guardiamoci di nuovo intorno.
Bentornato, Gesù, prendici per mano, ricostruisci questo nostro mondo così gravemente ferito. 

Glad Påsk, Buona Pasqua cari lettori ovunque voi siate.
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Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.