sabato 11 maggio 2013

Oggi è meglio che cucini io...!!

Sembra una banalità, ma dei semplici spaghetti aglio ed olio fuori dall'Italia spesso non li sanno fare! Con questa ricetta di base della cucina italiana contemporanea voglio aiutare tutti gli amanti dell'Italia che vivono all'estero, oltre a tutti quelli che credono di non saper cucinare: non è vero! Voi sapete cucinare, basta che seguiate per filo e per segno la ricetta giusta.

Allora mettiamoci all`opera:

1. Portare ad ebollizione l'acqua in una grossa pentola.
2. Sbucciare l'aglio e tagliarlo a rotelline oppure schiacciarlo tra il palmo della mano ed il piano di lavoro, a seconda vi piaccia mangiare anche l'aglio oppure preferiate sentire solo il profumo.

3. Soffriggere in una padella l'aglio con metà dell'olio facendo attenzione a dorarlo solamente e non bruciarlo. Aggiungere anche il peperoncino, e farlo scaldare leggermente, basta che lasci il profumo ed il piccante.

4. Spegnere la padella dell'olio e togliere il peperoncino. Se non piace da masticare l'aglio, toglierlo, ma il consiglio è di lasciarlo.
5. Quando bolle l'acqua, salarla e buttare la pasta.

6. Poco prima che la pasta sia cotta al dente, scolarla. Spesso sulle confezioni ci sono i tempi di cottura, circa un minuto prima.

7. Mettere la pasta nella padella con l'olio. Attenzione! Nel versare la pasta nell'olio, la pasta umida nel olio schizzerà: fare attenzione a non scottarsi, per questo vi ho consigliato di spegnere l'olio prima.
8. Accendere il fuoco sotto la padella e ripassare per circa 30 secondi la pasta nell'olio, aggiungendo il resto dell'olio.
9. Servire nel piatto bollente, mangiare subito. Qualcuno la guarnisce con del prezzemolo, ma è raro. NON condire con parmigiano o altro formaggio.
CONSIGLIO: Ricordatevi di non toccarvi gli occhi o la bocca durante la preparazione di questo piatto se non volete avere brutte sorprese col peperoncino.

Se volete rendere più ricca la ricetta, potete aggiungere qualche pomodorino tagliato a metà, o a pezzetti durante la cottura del peperoncino.

CURIOSITÀ: 
Questa ricetta, grazie alle proprietà eccitanti del peperoncino, può essere considerata di diritto una delle ricette afrodisiache più semplici e gustose.  
Buon appetito, e buona giornata a tutti.




venerdì 10 maggio 2013

Svedesi in fuga.

CHE COSA È SUCCESSO
Nonostante un tasso di disoccupazione al 7,7 per cento (quasi 4 punti in meno dell’Italia), la Svezia si riscopre terra di emigrazione, soprattutto per i giovani. Tra i 15 e i 24 anni, infatti, il dato sui senza lavoro è molto più pesante della media nazionale: sono il 23,9 per cento, dice l’Ocse. Il fenomeno, che inizia a preoccupare il governo del moderato Fredrik Reinfeldt, ha una direzione chiara: i giovani vanno soprattutto in Norvegia, per ragioni di lingua, di legami storici (fino al 1905 i due paesi erano sotto la stessa corona), ma anche di buste paga: quelle norvegesi sono in media il 14 per cento più alte. Il risultato è che ora gli svedesi che lavorano in Norvegia sono 75 mila: se prima dello scoppio della crisi a cercare occupazione oltre confine erano 4 mila ogni anno, nel 2011 sono stati quasi 10 mila.

CHE COSA HANNO SCRITTO
Nella città di Söderhamn, colpita da una grave deindustrializzazione, racconta il Wall Street Journal, il centro di collocamento locale è arrivato al punto di fornire ai giovani non solo un passaggio in autobus verso la Norvegia, ma anche una somma in denaro e ospitalità per un mese in ostello, durante la ricerca di un lavoro. La forza lavoro svedese è essenziale per mantenere il boom economico norvegese, alimentato dalla produzione di gas e petrolio. E, come spiega il quotidiano Dagens Nyheter, i giovani sotto i 30 anni rappresentano oltre un terzo degli svedesi che lavorano in Norvegia. Fra di loro non c’è solo manodopera generica, ma anche un numero crescente di laureati. Ma questa emigrazione «privilegiata», spiega l’economista Malin Sahlén, rischia di minare nel lungo termine le prospettive di sviluppo e di benessere della loro paese d’origine, la Svezia.

CHE COSA SUCCEDERÀ?
Il mercato del lavoro svedese, come ricordava nei suoi studi Elsa Fornero, è un esempio di «flessibilità buona». Il modello ha però qualche ombra, come sul fronte dell’accesso femminile ad alcune professioni. Ai nuovi problemi nei settori immobiliare e bancario ora si somma la disoccupazione giovanile. Ma a Stoccolma la politica ha già iniziato a dare risposte efficaci: il governo è intervenuto sul mercato occupazionale, fornendo training e informazioni ai disoccupati e abbassando le tasse sul lavoro. Tutto senza compromettere i conti pubblici.

källa:Panorama
Giulia Guazzaloca

lunedì 6 maggio 2013

Svezia: " Faremo tutti la pipì seduti "

 Viggo Hansen
Noi maschietti da sempre siamo soliti fare la pipì in piedi, ma qualcosa qui in Svezia potrebbe cambiare, grazie all`idea di un deputato di sinistra della regione del Södermanland tale Viggo Hansen che si sta facendo in quattro per portare avanti la mozione che obligerebbe noi maschietti a farla seduti. 

L’idea, è frutto di un serie di iniziative sulla parità tra i sessi già avviate negli ultimi quindici anni, come quella sull’utilizzo di un pronome neutro («hen») in sostituzione di «lui» o «lei» («han» e «hon»), che favorirebbero la diffusione degli stereotipi di genere. 

Secondo Viggo Hansen, far urinare gli uomini da seduti, oltre a ridurre le differenze tra i due sessi, contribuirebbe a migliorare le condizioni igieniche dei bagni pubblici, riducendo il rischio di problemi alla prostata, potrebbe addirittura prolungare la durata della vita sessuale.

La proposta ha diviso la Svezia in due tra chi definisce la proposta una autentica follia, e chi invece la sbandiera come esempio reale di «democrazia» per tutelare l’igiene nelle strutture pubbliche, eliminando la formazione di disgustose pozzanghere sul pavimento. 
Premetto che in Svezia oltre a non conoscere l`utilizzo del bidè non hanno la minima idea di cosa sia un orinatoio a muro. 

Staremo a vedere, è comunque una proposta destinata a far parlare di sé.


Un amica così.

Il cane resta accanto al padrone nella prosperità e nella povertà, nella salute e nella malattia. Pur di stare al suo fianco dorme sul terreno gelido, quando soffiano i venti invernali e cade la neve.
Bacia la mano che non ha cibo da offrirgli, lecca le ferite e le piaghe causate dallo scontro con la durezza del mondo.
Veglia sul sonno di un povero come se fosse un principe.
(G.G. Vest*****
Non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore ed ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco. Per il cane l'amicizia personale è tutto. Ricordate però che in questo modo vi assumete un impegno tutt'altro che lieve, perché dopo è impossibile rompere l'amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale ad un omicidio.
Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo disposti ad affrontare per loro.
(K. Lorenz)

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.