ADAMO ED EVA
..."E che volemo fa'?" Rispose lei.
"Magara ...divertisse! Fa' bardoria.
Che tanto chi lo scrive ne la Storia
che si ce provi , io te ce starei?"
Adamo, ch'era er primo in graduatoria
rispose: "Se se fà nun lo direi..."
Fecero girà a Dio li zibbidei
che li mannò diretti pe' cicoria.
Cusì se ritrovorno, a l'improviso,
ner monno che noantri conoscemo
e che tutt'artro è che un paradiso
co' tante incazzature e poca gioia,
indove semo nati e moriremo
per corpa d'uno stronzo e d'una troia.(Stefano Procacchia)
Ho trovato un post veramente interessante, riguardo i
falsi miti sulla Svezia. Buona lettura e meditate gente, meditate...!
**************** La verità sugli svedesi
Diari Stoccolma 27 febbraio 2013
Dal 2002 vivo in Svezia e dopo un primo periodo di “innamoramento” per questo
paese così moderno e democratico ho cominciato a vedere e riconoscere anche
degli aspetti meno democratici di cui vi voglio parlare.
Io a differenza di molti sono arrivata con un compagno svedese, per cui il mio
inserimento é stato immediato, almeno sotto l’aspetto sociale. Ho conosciuto e
frequentato gli amici di mio marito e i vecchi amici comuni conosciuti in
Germania. Poi peró col tempo e con l’etá ognuno di noi ha preso vie diverse,
chi si é trasferito in città minori per dare ai propri figli una vita migliore
o per motivi di lavoro o per vivere nelle vicinanze della propria famiglia e
chi invece ha iniziato una carriera di lavoro che lo ha portato a scegliere
altre compagnie piú “adeguate” al sistema. Ho trovato lavoro subito, senza una approfondita conoscenza della
lingua e questo che dall’inizio mi é sembrata una opportunità fantastica.
Oggi a distanza di anni mi rendo conto che é dato dal fatto che io sono
un’insegnante qualificata in una nazione con carenza di insegnanti e con una
politica scolastica che permette l’assunzione di personale non qualificato. È
come permettere ad un meccanico di entrare il sala operatoria e fare il lavoro
del medico.
La barriera piú grande di questa impresa é stata la lingua. Da insegnante di
lingue ho sicuramente avuto delle facilità.
Con la lingua é venuta anche la conoscenza piú approfondita di una società che
non é proprio così come appare al mondo e forse nemmeno come vuole apparire. La
Svezia vende un quadro di sé che é ben lontano dall’essere quello vero. Trovare
lavoro é facile se ci si adatta ai lavoretti sottopagati e snobbati dagli
oriundi. Il lavoro qualificato viene dato via conoscenze e non certo via
concorsi o assunzioni pubbliche, come di fatto invece dovrebbe essere. Le
scuole assumono chi vogliono anche personale non qualificato. Da due anni c’é
stata una riforma che invita le scuole ad assumere personale qualificato, ma
nessuna legge di fatto può punire chi non lo fa, perché non compie alcun reato.
Gli svedesi in genere hanno un complesso di superiorità, hanno una loro scala
di “valori”, prima gli scandinavi, poi gli olandesi, inglesi, poi i tedeschi e
poi tutti gli altri. Naturalmente questo si rispecchia tra il personale delle
aziende, tra gli stipendi dei lavoratori e nella grande differenza tra i lavori
“riservati” agli svedesi e quelli aperti a tutti gli altri, inclusi i
neo-svedesi. Tra questa categoria troviamo fino al 2006 anche i figli dei
misti, insomma figli bilingui come i miei e i tuoi, che conoscono due lingue,
due culture, che possono fungere da mediatori europei, insomma che sono poi
svedesi al 200% e non al 100% rientravano nella statistica dei bambini di
origine straniera. Non parliamo poi dei bambini che hanno tutti e due i
genitori di origine straniera! Quelli anche se nati in territorio svedese
rimangono stranieri per tutta la vita.
Il cittadino svedese non si interessa dei problemi di integrazione degli
immigrati che oramai arrivano al 35% della popolazione. Ha la tendenza ad
accettare e ignorare. Molti di questi ragazzi nati in Svezia cambiano il loro
cognome per poter trovare lavoro; un cognome straniero o il colore della pelle
potrebbe smascherare la loro origine. Bambini adottivi di origine asiatica si
sentono per tutta la vita degli stranieri, anche se in effetti non hanno alcun
contatto con la nazione che li ha messi al mondo. La lingua é sicuramente la
barriera piú grande da abbattere, ma se fosse solo quella tutti i figli degli
immigrati non dovrebbero aver alcun problema di integrazione, ma cosí non é!Questo fenomeno é stato studiato ed é conosciuto a livello scientifico, ma
rimedi adeguati sembrano impossibili da trovare o forse manca l’interesse a
livello politico. E anche questa é una strana situazione; matrimoni misti
esistono anche a livello politico!
Beh una soluzione resta da trovare e chissá che questo non sia un argomento per
un dottorato di ricerca a livello sociologico! Io credo che la Svezia debba
essere una scelta per chi veramente vuole andare a vivere al nord con tutto ció
che questo comporta. Ci sono altre nazioni migliori per chi voglia partire da
zero e cercare fortuna e altre lingue più facili da imparare, come l’inglese,
che viene masticato un po’ da tutti. Alcune categorie come ingegneri, medici,
tecnici IT, hanno un grande bisogno di personale. Per quelli che pensano al
bene dei propri figli voglio dire che é dimostrato che figli provenienti da una
famiglia di cultura medio/alta non hanno alcun problema di inserimento
scolastico e di integrazione ovunque essi siano!
Antonella Tiozzo Lundin
Ricetta per piccolo amaro svedese.
Erbe come da ricetta originale di Maria Treben pubblicata a pag . 59 del libro
"La Salute dalla Farmacia del Signore" ed. Athesia, e cioè: Aloe succo condensato
Mirra resina lacrime
Cassia foglie
Canfora naturale
Rabarbaro cinese radice
Curcuma radice
Teriaca veneta
Carlina radice
Angelica radice
Manna resina
Zafferano fili purissimi
Mettendole a macero in un contenitore con 1,5 litri di grappa a 40°, in 15-20
giorni, previa filtrazione, si otterrà il Piccolo Amaro Svedese.
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Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.