sabato 28 dicembre 2013

Un libro per Capodanno.

Padre e figlia vagavano tra i banchi della Feltrinelli, a Roma. Lui avrà suggerito a sua figlia di comprare al suo ragazzo o a suo fratello un libro per Capodanno e lei gli ha risposto: Ciccio non legge, mò je faccio un peluche. Oddio che pugnalata alle spalle per chi vive di libri e giornali. Ciccio, Ciccio, perché non leggi? Sei la disperazione mia e di quella razza libridinosa che, presa dalla lettura, non si riproduce più e rischia l'estinzione. Dai, uno sforzo, nemmeno in vacanza puoi smettere un po' di smanettare sullo smartphone, sul pc, sull'iPad? È come fumare sigarette elettroniche, ma vuoi mettere quelle vere, di carta? Non ti rendi conto che qui sta finendo una civiltà millenaria col tuo peluche al posto dei libri? Nessuno ti dice di diventare come noi, malati terminali di lettura, etnia cartivora in via di scomparsa. Gioca, digita, chatta, fai tutto il resto, ma perché non includi nel tuo programma di vita anche un'ora al giorno, pure spezzettata in quattro miseri quarti d'ora, di lettura, libri o giornali? Leggere è ginnastica della mente come gli esercizi fisici servono per il corpo, mica li puoi sostituire col tablet... È come il sesso, lo fai col peluche e il touch screen? 
by:M.Veneziani

Ma non ti senti umiliato da lei che frequenta quella casa di perdizione, la libreria, e a te compra il peluche? I diritti umani, la dignità della specie, quella modesta centralina chiamata cervello, non si ribellano a sentirti trattato come un bamboccio da spupazzare? Dai, Ciccio, leggi, se non vuoi diventare un peluche.


venerdì 27 dicembre 2013

Un Augurio.


E con questa settimana ci apprestiamo a chiudere un anno pieno di tante cose, belle e meno belle, notizie che risuonano ancora nelle nostre case attraverso i tiggi’, rumori che ci rienpiono il cervello già saturo di suo, checchè se ne dica che lo sfruttiamo al 10%,… ma quando mai…..il mio a volte sembra esplodere da tante cose che ci devo tenere dentro; sto invecchiando, e allora? L’unica cosa certa di una vita umana è proprio questa: la certezza che prima o poi terminerà. E questa cosa da un po’ mi frulla in capoccia; ok, tra un po’ non ci sarò più neanche io, ma cosa ho lasciato qui? Due figli, due nipoti, bene, qualche amore sparso qua e la, bene, perchè in fondo non siamo nati per essere monogami, un po’ di debiti, qualche amicizia, poche in verità, forse le migliori proprio quelle di chi mi legge; la  consapevolezza di aver fatto del mio meglio fin da quando mi sveglio al mattino, a quando vado a dormire. Ma non volevo finire a parlare di questo; volevo tornare sul fatto che  siamo foglie nel vento, gocce nel mare, una stella in cielo, cioè poco o niente, e sparsi tra una folla possiamo anche scomparire. Quello che non scomparirà mai è il ricordo che lasceremo di noi, la consapevolezza di essere stati utili a qualcosa, a qualcuno, di averli aiutati a crescere bene questi malandrini di ragazzi d’oggi, che in fondo, hanno solo ripetuto le nostre vecchie gesta, mica hanno inventato nulla loro…..
källa:pazzodivasco

Bene, quello che vi auguro amici miei è di riuscire ad essere amati per quello che siete, quindi siate migliori e noi tutti lo saremo di piu’.
FoF
 



Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.