martedì 21 maggio 2013

Husby, un quartiere a nord di Stoccolma.


Oggi avrei voluto scrivere un post di ben altro genere ma mi sento molto amareggiato dopo quello che è successo per la seconda notte consecutiva ad Husby un quartiere a nord di Stoccolma abitato in prevalenza da immigrati dove purtroppo un gruppo di giovani ha appiccato il fuoco ad auto ed edifici. 
Le violenze sono degenerate in scontri diretti con le forze dell’ordine. Alla base delle proteste ci potrebbe essere l’uccisione avvenuta ieri di un uomo di 68 anni da parte della polizia.

Oggi sono previsti incontri "pacifici" tra le autorità e gli abitanti del quartiere per discutere i problemi delle periferie. Problemi molto gravi che non si risolvono con qualche stretta di mano.

Io spero che il governo la smetta di nascondere la polvere sotto il tappeto, e che si metta a lavorare di puzzo buono per risolvere se non tutto almeno una parte di questo enorme problema, e che tutto,tutto,finisca al più presto.
franco a Stoccolma


lunedì 20 maggio 2013

Svezia: "La prova del nove di hockey su ghiaccio "

Salgono a nove i titoli mondiali di hockey su ghiaccio per la Svezia che a Stoccolma batte 5-1 la Svizzera.

Dopo un inizio da incubo  i giallo_blu ribaltano il risultato con le reti di Gustafsson e Henrik Sedin. Messa alle corde la Svizzera crolla nel terzo drittel sotto i colpi di Hjalmarsson, Eriksson e ancora Henrik e di uno scatenato Sedin che segna addirittura a porta vuota con la Svezia in inferiorità numerica.
Niente da fare dunque per la Svizzera che come nel 1935 si deve accontentare della medaglia d’argento. Il campionato mondiale dei rossocrociati resta comunque splendido con un sola sconfitta nelle dieci partite disputate.

La Fnlandia, acerrima nemica della Svezia (sul giaccio intendo...) resta invece a bocca asciutta dopo che nel pomeriggio aveva perso contro gli Stati Uniti agli shootout.


sabato 18 maggio 2013

Svezia: "La Reklam che non ama le donne"

Emelie Eriksson

Emelie Eriksson, una blogger svedese di 24 anni, in un recente post del suo blog – rilanciato anche da Buzzfeed – ha criticato molto duramente le immagini promozionali del sito di American Apparel, un noto marchio di abbigliamento americano che ha più di 260 negozi in tutto il mondo, accusandole di «diffondere un’immagine della donna davvero degradante».

Nelle foto le modelle sono quasi sempre giovanissime, molto poco vestite, e vengono ritratte in atteggiamenti parecchio provocanti. Al contrario, per gli stessi vestiti i modelli maschili vengono fotografati in situazioni più ordinarie, senza che vi sia alcun riferimento al sesso: la differenza è particolarmente evidente quando si tratta di pubblicizzare abbigliamento definito “unisex”, e quindi la stessa camicia viene indossata da un modello e da una modella.

La stessa camicia a quadri, cara ai boscaioli americani, è indossata educatamente chiusa dal giovane con la barbetta chiara, ma aperta sul seno nudo e sulle mutandine bianche da una deliziosa biondina. Ce n'é per far infuriare bloggers, associazioni dei consumatori e frequentatori della rete contro la catena di abbigliamento Usa American Apparel accusata di atteggiamento sessista per le pubblicità dei suoi prodotti nelle quali le ragazze sono sempre mezze nude, mentre i modelli sono costumati giovani vestiti di tutto punto.

In breve tempo il blog della Eriksson è stato letto da centomila persone e le associazioni dei consumatori svedesi hanno chiesto l'intervento delle autorità che dovrebbero vigilare sulla pubblicità. Le autorità svedesi hanno risposto che non è nella loro giurisdizione oscurare il sito della casa di moda, perché è in inglese e ha un dominio non registrato in Svezia.

Certo è che l'azienda Usa, proprietà del canadese Dov Charney e basata a Los Angeles, è stata spesso criticata per le sue pubblicità di cattivo gusto e lo stesso Charney ha detto che il sesso è un elemento che rientra nelle caratteristiche del prodotto. L'azienda aveva subito simili attacchi, con le stesse accuse di sessismo, recentemente anche in Gran Bretagna. Non è certamente una bella pubblicità per chi si fregia di nutrire particolare attenzione per i diritti dei lavoratori e per la sostenibilità sociale e ambientale della sua produzione.

(diverse källor)


venerdì 17 maggio 2013

"Corpi estranei alla società svedese."

Quando a metà anni sessanta arrivai in Svezia per una stage. incontrai molti connazionali nella multinazionale che mi ospitava, erano tutti dei gran lavoratori.

Essi erano orgogliosi nel dire che sebbene in Svezia, era sufficiente lavorare tre mesi di fila per ottenere un assegno di disoccupazione pari al 80% dello stipendio mensile per ben due anni, loro, non se ne approffitavano. ovviamente le pecore nere c'erano, ma erano in maggioranza di altre nazionalità che incapaci di inserirsi nel tessuto sociale, passavano le giornate tra bere vino e interminabili tornei di briscola..

Poi una ventina d'anni fa, a Stoccolma. incontrai un italiano si chiamava Giovanni, aveva una trentina d'anni, era un calabrese di Rossano e nella sua vita aveva lavorato sì e no sei o sette mesi. Ma non di seguito. In Svezia c'era arrivato sul finire degli anni Ottanta inseguendo due miti: quello della femmina facile e del welfare. E aveva trovato tutti e due. "Il risultato è che ora cambio donna ogni sei mesi. Dunque un tetto ce l'ho", mi raccontò. E per i soldi? "Se uno si contenta è facile. Col sussidio di disoccupazione prendi anche ottocento euro (la cifra era corone, ma tanto farebbe ora, ndr). E se dimostri che sei iscritto a un corso per imparare lo svedese i soldi sono anche di più", ridacchiava raccontando.

Pensai allora che Giovanni fosse un corpo estraneo in seno alla società svedese, in natura qualsiasi organismo, raggiunto da corpi estranei, cerca o di integrarli o di espellerli. Succede anche in quei grandi, multiformi organismi che sono i popoli. Ogni popolo può, e spesso è ben disposto, ad accettare individui, abitudini, comportamenti appartenenti ad altri popoli, finché non se ne sente attaccato o addirittura danneggiato.
Tutto ciò serve a introdurre un discorso delicato, delicatissimo, perché può essere frainteso, spesso in malafede, attirando su chi lo fa l'accusa infamante di razzismo. Sto, ovviamente, parlando della Svezia e degli svedesi, che nelle ultime elezioni  hanno mandato in Parlamento - per la prima volta - i "Democratici di Svezia" (Sd) di Jimmie Akesson: con il 5,7% dei voti sono diventati una forza determinante nella politica di quel Paese.

La Svezia aveva già sorpreso l'opinione pubblica internazionale, qualche anno fa, mandando a casa, dopo ottant'anni, quei socialdemocratici creatori di un ipotetico paradiso in terra che assicurava una protezione del cittadino «dalla culla alla tomba». Paradiso ipotetico, se si pensa che la Svezia ha una percentuale di suicidi fra le più alte del mondo, eppure di certo confortevole, se si pensa all'assistenza sanitaria, alle politiche scolastiche e della famiglia. Ma i socialdemocratici, nei loro sforzi di portare tutti - proprio tutti - in paradiso, non hanno tenuto abbastanza conto del fatto che anche gli svedesi sono un organismo che dispone di corpi e di anticorpi.
E sono scattati gli anticorpi, ovvero l'estrema destra di Jimmie Akesson, ovvero un giovanottone in giacca e cravatta - obbligatoria nel partito - che ha ripulito i suoi non con la giacca e la cravatta ma soffocando (almeno all'apparenza) la componente apertamente razzista del Sd.

Il futuro ci dirà se ci è riuscito. Di certo, quanto è avvenuto in Svezia è una lezione interessante per tutti gli altri Paesi europei, in special modo per quelli guidati dal centrodestra. I quali, se adottano una politica troppo tollerante verso l'immigrazione, regalano all'estremismo spazi che posso diventare anche molto vasti.
Staremo a vedere...! (Sperando che nel frattempo i Giovanni non si siano moltiplicati...)



mercoledì 15 maggio 2013

Svezia: " Quando l`amore è galeotto..."


Galeotto fu l’amore. 
Grazie a Prisonmatch, il nuovo sito di incontri che aiuta i detenuti a trovare l’anima gemella anche dietro le sbarre. L’idea è venuta agli ingegnosi svedesi che hanno concepito un sistema ad hoc per venire incontro alle esigenze dei reclusi, impossibilitati ad avere l’accesso ad Internet.

Al carcerato basterà, infatti, inviare una lettera per posta tradizionale. Ci penserà poi il sito a pubblicare i suoi dati e le sue richieste e a rispedire al mittente eventuali risposte. Secondo quanto riporta il quotidiano svedese Goteborg Posten, attualmente nelle carceri della Svezia ci sono 5000 detenuti.

Per le persone fuori dal carcere l’adesione al sito è gratuita, per i detenuti il costo è di 200 euro all’anno. Astenersi condannati per pedofilia o stupro. Sono, invece, felicemente accolti anche i condannati per omicidio, perché lo spiega bene la fondatrice del sito, Valbona Demiri,i nostri affiliati hanno tutti più di 18 anni e se qualcuno di loro decide di contattare un assassino, è una sua scelta”.
( källa: blitz quotidiano )

La Demiri non si cura degli scettici che reputano il progetto poco accattivante per chi vive una vita libera e spensierata fuori dalla galera. Alle critiche risponde così: ” Tutti cerchiamo disperatamente l’amore, liberi o detenuti”.



lunedì 13 maggio 2013

Mattino a Stoccolma.


Dopo una vita di lavoro è difficile cambiare le propie abitudini. Stamattina, appuntamento di buon`ora. Salgo in macchina di corsa, come ho sempre fatto, anche se di traffico nemmeno l`ombra e devo fare solamente pochi chilimetri. L`infermiera è di buon umore, sbriga tutto in un batter d`occhio, ed io già corro verso la macchina, con la testa pronta a pianificare il resto della giornata. Prima devo fare questo, dopo quest`altro. 

Il parcheggio è deserto, non c’è anima viva in giro, l`aria di Stoccolma è frizzantina, ed il cielo promette una bella giornata. Mi fermo ad ascoltare gli uccelli. non li sento mai, io, gli uccelli, il loro cinguettio allegro e spensierato è sempre coperto da quest´ansia che controlla tutte le mie giornate.  

Alzo lo sguardo, come sono alte le betulle, verdissime e scintillanti di rugiada, sono traquillo. Armonia perfetta di un mattino di Primavera a Stoccolma, pulito, sereno, eterno. Tiro fuori il cellulare e fermo l’attimo fuggente. Buon inizio settimana a tutti!


domenica 12 maggio 2013

Fine del viaggio..



Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

non dico che fosse come la mia ombra mi stava accanto anche nel buio

non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi quando si dorme si perdono le mani e i piedi e io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

non dico che fosse fame o sete o desiderio del fresco nell'afa o del caldo nel gelo era qualcosa che non può giungere a sazietà

non era gioia o tristezza non era legata alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi era in me e fuori di me

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me e del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia.


(Nazim Hikmet, Varsavia, 1960)



sabato 11 maggio 2013

Oggi cucino io!


Sembra una banalità, ma dei semplici spaghetti aglio ed olio fuori dall'Italia spesso non li sanno fare! Con questa ricetta di base della cucina italiana contemporanea voglio aiutare tutti gli amanti dell'Italia che vivono all'estero, oltre a tutti quelli che credono di non saper cucinare: non è vero! Voi sapete cucinare, basta che seguiate per filo e per segno la ricetta giusta.

Allora mettiamoci all`opera:

1. Portare ad ebollizione l'acqua in una grossa pentola.

2. Sbucciare l'aglio e tagliarlo a rotelline oppure schiacciarlo tra il palmo della mano ed il piano di lavoro, a seconda vi piaccia mangiare anche l'aglio oppure preferiate sentire solo il profumo.

3. Soffriggere in una padella l'aglio con metà dell'olio facendo attenzione a dorarlo solamente e non bruciarlo. Aggiungere anche il peperoncino, e farlo scaldare leggermente, basta che lasci il profumo ed il piccante.

4. Spegnere la padella dell'olio e togliere il peperoncino. Se non piace da masticare l'aglio, toglierlo, ma il consiglio è di lasciarlo.

5. Quando bolle l'acqua, salarla e buttare la pasta.

6. Poco prima che la pasta sia cotta al dente, scolarla. Spesso sulle confezioni ci sono i tempi di cottura, circa un minuto prima.

7. Mettere la pasta nella padella con l'olio. Attenzione! Nel versare la pasta nell'olio, la pasta umida nel olio schizzerà: fare attenzione a non scottarsi, per questo vi ho consigliato di spegnere l'olio prima.

8. Accendere il fuoco sotto la padella e ripassare per circa 30 secondi la pasta nell'olio, aggiungendo il resto dell'olio.

9. Servire nel piatto bollente, mangiare subito. Qualcuno la guarnisce con del prezzemolo, ma è raro. NON condire con parmigiano o altro formaggio.

CONSIGLIO: Ricordatevi di non toccarvi gli occhi o la bocca durante la preparazione di questo piatto se non volete avere brutte sorprese col peperoncino.
Se volete rendere più ricca la ricetta, potete aggiungere qualche pomodorino tagliato a metà, o a pezzetti durante la cottura del peperoncino.

CURIOSITÀ: 
Questa ricetta, grazie alle proprietà eccitanti del peperoncino, può essere considerata di diritto una delle ricette afrodisiache più semplici e gustose. Buon appetito, e buona giornata a tutti.




venerdì 10 maggio 2013

Svedesi in fuga.

CHE COSA È SUCCESSO
Nonostante un tasso di disoccupazione al 7,7 per cento (quasi 4 punti in meno dell’Italia), la Svezia si riscopre terra di emigrazione, soprattutto per i giovani. Tra i 15 e i 24 anni, infatti, il dato sui senza lavoro è molto più pesante della media nazionale: sono il 23,9 per cento, dice l’Ocse. Il fenomeno, che inizia a preoccupare il governo del moderato Fredrik Reinfeldt, ha una direzione chiara: i giovani vanno soprattutto in Norvegia, per ragioni di lingua, di legami storici (fino al 1905 i due paesi erano sotto la stessa corona), ma anche di buste paga: quelle norvegesi sono in media il 14 per cento più alte. Il risultato è che ora gli svedesi che lavorano in Norvegia sono 75 mila: se prima dello scoppio della crisi a cercare occupazione oltre confine erano 4 mila ogni anno, nel 2011 sono stati quasi 10 mila.

CHE COSA HANNO SCRITTO
Nella città di Söderhamn, colpita da una grave deindustrializzazione, racconta il Wall Street Journal, il centro di collocamento locale è arrivato al punto di fornire ai giovani non solo un passaggio in autobus verso la Norvegia, ma anche una somma in denaro e ospitalità per un mese in ostello, durante la ricerca di un lavoro. La forza lavoro svedese è essenziale per mantenere il boom economico norvegese, alimentato dalla produzione di gas e petrolio. E, come spiega il quotidiano Dagens Nyheter, i giovani sotto i 30 anni rappresentano oltre un terzo degli svedesi che lavorano in Norvegia. Fra di loro non c’è solo manodopera generica, ma anche un numero crescente di laureati. Ma questa emigrazione «privilegiata», spiega l’economista Malin Sahlén, rischia di minare nel lungo termine le prospettive di sviluppo e di benessere della loro paese d’origine, la Svezia.

CHE COSA SUCCEDERÀ?
Il mercato del lavoro svedese, come ricordava nei suoi studi Elsa Fornero, è un esempio di «flessibilità buona». Il modello ha però qualche ombra, come sul fronte dell’accesso femminile ad alcune professioni. Ai nuovi problemi nei settori immobiliare e bancario ora si somma la disoccupazione giovanile. Ma a Stoccolma la politica ha già iniziato a dare risposte efficaci: il governo è intervenuto sul mercato occupazionale, fornendo training e informazioni ai disoccupati e abbassando le tasse sul lavoro. Tutto senza compromettere i conti pubblici.

källa:Panorama
Giulia Guazzaloca

giovedì 9 maggio 2013

La tua Leggenda Personale.


La tua Leggenda Personale. è quello che hai sempre desiderato fare. Tutti, all'inizio della gioventù, sanno qual è la propria Leggenda Personale. In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile, e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero veder fare nella vita. Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile realizzare la Leggenda Personale. Sono le forze che sembrano negative, ma che in realtà ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale. Preparano il tuo spirito e la tua volontà. Perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell'anima dell'Universo. Quella cosa rappresenta la tua missione sulla terra.

l'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.
dal libro "L'alchimista" di Paulo Coelho