mercoledì 28 settembre 2016

Autumn in Stockholm


Forse il posto perfetto per sentire l'autunno. Quello vero, quello delle poesie e dei film. Non l'autunno caldo del meridione, infestato dalle zanzare, umido, che ti confonde i sensi, quando esci con i sandali senza calze, ma ti metti lo stesso la sciarpa perché in fondo è sempre fine ottobre, no?
Tempo di foglie rosse e arancioni, di felpe colorate comprate a "Dressman" l'anno scorso, di jeans pesantucci comprati alla "Standa"in Italia. Tempo di feste in maschera, ragazze vestite da streghe ammagliatrici che girano e rigirano le loro pozioni magiche da offrire a quelli che se la meritano. 
Tempo di zucche sui gradini di casa, di passeggiate in riva al lago, tempo di riflettere sul viaggio che è la vita e rivalutare ciò che conta davvero. E chi. In verità ben pochi.
Allora, infiliamoci un giubbino leggero e godiamoci il fruscio delle foglie sotto i piedi.


Autumn in Stockholm: Mitico.


Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.