Questa notte voglio riportarvi un brano tratto dal libro che sto leggendo, non aggiungerò commento, non credo sia necessario...
Un giorno portai come al solito Brenin con me all'allenamento di rugby. Aveva circa due mesi ed era il periodo un cui aveva preso l'abitudine di tormentare Rugger, al quale non era per niente simpatico. Dopo un po' Rugger perse la pazienza, afferrò Brenin per il collo e lo inchiodò a terra. Va ascritto a suo grande merito il fatto di essersi limitato a questo. avrebbe potuto spezzare il piccolo collo di Brenin come un ramoscello. Perfino un pit bull puo' superare l'esame di Kundera. Ma è stata la reazione di Brenin quella che mi rimarrà per sempre dentro. La maggior parte dei cuccioli si sarebbe messa a guaire per lo shock e il terrore. Brenin ringhiò. E non era il brontolio di un cucciolo, ma un ringhio profondo, calmo e sonoro in contrasto con la sua tenera età. Questa è forza. Ed è questo che ho sempre cercato di portare con me e che spero di portare con me per sempre. In quanto scimmia, non sarò all'altezza, ma ho l'obbligo, l'obbligo morale, di non dimenticarlo mai e di emularlo per quanto mi è possibile [...] nei miei momenti migliori sono un cucciolo di lupo e ringhio la mia sfida al pit bull che mi ha inchiodato a terra. Il mio ringhio è riconoscere il fatto che sta per arrivare il dolore, perché il dolore è la natura della vita. E' ammettere che sono solo un cucciolo e che, in qualsiasi momento, il pit bull della vita puo' spezzarmi il collo come un ramoscello. Ma è anche l'espressione della mia volontà di non cedere, succeda quel che succeda."
Chi è Mark Rowlands:
Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell'umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: "Il lupo è la radura dell'anima umana ... svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi". La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.
Buon fine settimana a tutti da franco


Splendido post!
RispondiEliminaUn abbraccio ed un augurio perchè la tua forza interiore sia sempre così lucente.
Grazie cara.
RispondiEliminaDavvero molto bello!
RispondiEliminaGrazie per averlo pubblicato.
Un saluto.
Molto bello il testo ma anche molto riflessivo...Mai cedere cercare sempre
RispondiEliminadi far valere le ragioni di cui siamo portati....
Un abbraccio grande Fra...:-)
Ciao Franco, Rowlands è in buona compagnia, mio padre, negli anni '60 aveva un lupo! Fu trovato da cucciolo trovato in occasione della caccia, solo e spaurito. Si rivelò un ottimo animale, a detta di mio padre era anche migliore di un cane (e lui ne aveva avuti molti, tutti pastori tedeschi).
RispondiEliminaTutto qui,volevo solo raccontarti questa storia.
Buona giornata,
Alex
Grazie di aver messo questo commento.
RispondiEliminaForse quelli che ancora credono nel lupo si ricrederanno.
Bravo il papà, (come la figlia del resto.
Ciao
Ciao,capitato qui per caso faccio un complimento al blog e aggiungo semplicemente che ,avendo letto quel libro,posso dire in tutta onestà che è davvero molto bello,sia per le disgressioni filosofiche sia per la vita ocn il lupo.
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