stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

giovedì 17 marzo 2011

Viva l`ITALIA


Viva l’Italia! Difficile, molto difficile, sentire oggi un ragazzo dire «Viva l’Italia!». Semmai un ragazzo può esultare «Forza Italia», o lamentarsi «Che Italia!», o minacciare «Via dall’Italia!». Ma gridare «Viva l’Italia!», no. È qualcosa che sa di retrò, lo possono fare, al massimo, i nostri vecchi, gli ultimi partigiani o saloini sopravvissuti, gente - non a caso - che per l’Italia, a ragione o a torto, ha rischiato la vita.

Oggi si festeggiano i 150 anni non del "Belpaese" ma di un Paese serio che si chiama Italia e che ha molto più dei 150 anni dell’unità: Nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati, il Paese che, qualsiasi sia il tuo credo politico e qualsiasi sia la tua appartenenza regionale, ti concede il privilegio di percorrere la Grande Galerie del Louvre, il più famoso museo del mondo, e camminare per quasi un chilometro «tra centinaia di quadri di commovente bellezza, e pensare che non ce n’è uno, uno solo, che non sia stato dipinto da un italiano». Una strana sensazione che facendoti pensare al passato ti fa guardare al futuro, instillandoti il legittimo dubbio che forse questo disastroso e meraviglioso Paese sia più unito, e più grande, di quanto ognuno di noi sia disposto ad ammettere. E ti viene voglia, a mezzagola, di sussurrare, ma sì cazzo, «Viva l’Italia!».

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Sono andato, tornato, ripartito.

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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.