stranezze

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

mercoledì 20 febbraio 2013

Te la do io la Svezia: "7 spose x 7 fratelli"


Neve, vattene via. Non faccio giri di parole: queste piccole nevicate notturne mi hanno rotto gli zebedei.  Insomma, questa mattina quando sono uscito con Chicca sono andato a gambe all`aria propio dove meno te lo aspetti, su un vialetto d’accesso pulito a puntino ma tradito da un sottile strato di ghiaccio, ruzzolone, con relativa copocciata su un provvidenziale mucchio di neve mista a terra molto sporca. 

Allora, una volta tantissimi anni fa quando abitavo sotto il sole quasi perenne della “Piccola città, la neve era solo un sogno.Si!!! HO PECCATO, anche un desiderio, ma allora ero un ragazzo ingenuo e privo di buon senso, chiaro, e tutti quei film americani; vi ricordate: sette spose per sette fratelli? Tutta la valle ricoperta dal manto bianco della neve, dove tutti ballavano ed erano felici, spaccando legna con bellissime camicie di flanella a quadroni, stivali tirati a lucido, mentre all’interno della casa di legno, un bel fuoco scoppiettante danzava nel caminetto, le donne radiose e serene preparavano con premura materna la cioccolata calda, e beh cavolo, un pò di sana invidia la provavo, volevo anch’io vivere in quella valle meravigliosa.  Ma gli anni passano e ti rendi conto che dalla casetta di legno circondata dalla neve devi pur uscire per andare al lavoro, portare i bambini all´asilo e quelle candide montagnole di neve e ghiaccio davanti alla porta di casa te le devi spalare da solo, se vuoi raggiungere la macchina, anche lei sepolta sotto un metro di frusen snö e che di partire proprio non ne vuole sapere.
Prova poi a fare la discesa di Tullinge con l’auto, anche dopo che gli spazzaneve hanno fatto il loro bravo lavoro e c`è solo uno diabolico sottilissimo strato di ghiaccio, appena una spruzzatina di neve mezza ghiacciata.  Vedi come la macchina ti parte da sotto le chiappe, come sbanda e tu, devi sterzare nella direzione della sbandata, senza toccare il freno, rischi un infarto quando ti accorgi come si avvicina velocemente quell`abete gigantesco, lì sulla destra, dove sotto ci sono parcheggiate due Volvo che a te sembreranno enormi… Certo, se sei alla guida di un bel SUV, con tanto di 4x4 inserito  forse te la cavi con meno strizza, ma io, con questa Fiattuccia, di strizza ci vivo fin dal primo fiocco di neve. 

Esistono, lo ammetto, momenti di fragili emozioni, da sbirciare ogni tanto, “quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore,” cantava Lucio Battisti, si posa lievemente sul prato di casa tua e far diventare bello anche quel melo, solo un attimo prima nudo e scheletrico.  E basta.  Non copre tutte le strade, non ti blocca l`entrata del garage, non devi raschiare tutto il giaccio dalla macchina che la sera prima per pigrizia italica hai posteggiato sotto le stelle.

Allora le file di meli scintillanti, bianchi sotto un cielo che più terso e azzurro non si può ti commuovono e il cuore ti si gonfia di gioia, com`è bella la Svezia pensi, voglio vivere per sempre qui.  Ma non dura ragazzi.  L`effetto fiabesco dura lo spazio di un mattino, quando le nuvole grigie della perturbazione proveniente dalla Finlandia (proviene sempre dalla Finlandia…) cancellano l’azzurro e i dolci fiocchettini trasparenti, come per magia diventano grandi come palme di mano .  

Accidenti alla neve allora.  E al freddo polare, al vento gelido che ci torturano ogni anno con il “classico” inverno che ogni anno;” erano 100 anni che non si vedeva”.  

Viva il Sud punto e basta!!!  Adoro il Sud!!! Ho nostalgia del Sud, torno al Sud…
Mettere per l`ennesima volta nel lettore il CD di “ 7 spose x 7 fratelli “. Non mi aiuta per niente. Le ragioni sono differenti, forse la neve è solo un pretesto e il freddo alla fine non conta neanche tanto.  
Si è vero, pensare non mi ha fatto mai un granchè bene, l`ho sempre detto io…
Buona notte a tutti.


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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.