Prendendo spunto dagli episodi razzisti dei cori contro i
giocatori di colore da Balottelli a Boateng che con gesto clamoroso lasciò il
terreno di gioco in segno di protesta. Anche
il razzismo è un altro grave problema
italiano, non dimentichiamocelo, approfitto di questo post per mettere in
luce il fatto che, dal mio punto di vista, questi eventi rappresentano soltanto
la piccolissima punta di un iceberg molto più grande, rappresentato appunto
dalla MALEDUCAZIONE un po’ troppo diffusa ed accettata, poichè sempre impunita,
nel nostro paese. Attenzione: non è soltanto la legge che dovrebbe punire
chi se lo merita, ma anche noi cittadini stessi. In modo CIVILE, naturalmente,
facendo rendere conto chi assume comportamenti irrispettosi e maleducati della
propria arroganza e cafonaggine…
Cosa c’entra il calcio in tutto ciò, vi chiederete?
C’entra eccome, perchè non solo allo stadio, ma anche in
tutti i piccoli campi di calcio dove giocano i nostri bambini e ragazzi la maleducazione
si manifesta assai diffusamente. A partire dai genitori. Genitori, padri in
particolare, che pensano di avere in casa un piccolo Maradona e che magari
sperano, attraverso la carriera calcistica del figlio, di risolvere i loro
problemi economici. Il calcio in Italia non è più uno sport che insegna il
valore della tolleranza, ma al contrario trasmette valori tutt’altro che etici,
istiga alla violenza e legittima l’arroganza. Frasi provocatorie ed
offensive vengono rivolte contro tutti: contro l’arbitro, contro i giovani
calciatori, contro altri genitori.
Il razzismo, inoltre, non si manifesta
soltanto contro gli extracomunitari, ma evidentemente anche contro i propri
connazionali: vedi i recenti cori razzisti contro i tifosi del Napoli,
quali sono le ragioni per le quali tifoserie avversarie di squadre nazionali di
calcio litigano tra di loro a parole quando va bene, mentre, quando va male
invece, arrivano ad un odio tale che li porta addirittura a picchiarsi? Manca
la CULTURA DEL RISPETTO: tifare squadre diverse non può giustificare l’odio
verso il prossimo.
Come fare, infine, per punire chi si comporta come gli imbecilli
che hanno inveito contro Balottelli, Boateng e tanti altri ragazzi di colore? Sospendere la partita non servirebbe, dal mio punto di
vista, inoltre subirebbero la “punizione” anche gli incolpevoli. Nemmeno
togliere i punti in campionato alla squadra non servirebbe, poichè sarebbe
facilmente strumentalizzabile dalle tifoserie avversarie. Io proporrei magari
qualche giorno di carcere, una multa di qualche migliaio di euro e
l’allontanamento dagli stadi per qualche anno, visto che gli stadi sono già
dotati di tutti gli strumenti e le tecnologie necessarie per identificare in
modo certo i colpevoli.
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källa:italiacheraglia |
L’educazione al rispetto (anche se sarebbe
meglio parlare di vera e propria rieducazione o incivilimento)
dovrebbe essere molto più presente nel nostro Paese, che ne soffre così tanto
la carenza, soprattutto nelle attività che coinvolgono bambini ed adolescenti.
A
partire proprio dallo sport più diffuso e meno civile in assoluto, che è
ovviamente il calcio.