Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

venerdì 6 dicembre 2013

"Prima di tentare una nuova vita all’estero."

Sempre più Italiani vogliono andare a vivere all’estero, perché la situazione attuale politica e sociale rasenta il ridicolo, indipendentemente da chi votate tutti saranno d’accordo nel dirvi che si sentono insoddisfatti dell’attuale situazione del paese, e vi diranno che vorrebbero andare all’estero. Sembra quasi che l’Italia sia il peggior paese del mondo, e che andando a vivere all’estero si troveranno sempre fortune, gioie e felicità. La realtà purtroppo si scontra sempre con la fantasia, e in questo articolo vi citerò 7 cose che probabilmente affronterete se andrete a vivere all’estero.
Attenzione, con questo articolo non voglio scoraggiarvi e distruggere le vostre speranze di una nuova vita all’estero, ma voglio fare chiarezza per evitare il crearsi di illusioni che possano facilmente scoraggiarvi.

1. Nessuno racconta i propri fallimenti: quando sentiamo di persone che hanno vissuto, o vivono, all’estero sentiamo sempre le cose positive, sia perché non ci vogliono deprimere sia perché a nessuno piace fallire, e quindi nessuno racconta di quanto male vanno le cose, se vanno male.
Invece ci arrivano sempre notizie di persone di successo, che hanno trovato il lavoro dei loro sogni, che sono rispettati sempre, ecc. Questo può essere vero, ma non bisogna crearsi l’illusione che tutto sia perfetto, e l’illusione è facile che nasca.

2. Il cibo fa schifo: una delle lamentele che si sentono spesso, da chi sta vivendo all’estero, è che il cibo fa schifo. Questo è vero solo a metà, perché non è tanto il cibo a fare schifo ma siamo noi che dobbiamo riabituarci al modo di mangiare di un altro paese. La cosa non riesce sempre facile però, perché dietro il cibo spesso si legano tradizioni e modi di cucinare che sono praticamente fuse con noi.
Ovviamente non partire e perdere un’opportunità per il semplice cibo sarebbe stupido, ma prepariamoci mentalmente alla possibilità che la fase iniziale di approvvigionamento alimentare possa essere diversa.

3. Usi diversi: anche il semplice atto del pagamento di una bolletta, o di un’imposta, è totalmente diverso. Le burocrazie straniere sono spesso molto più leggere di quelle Italiane, ma questo non vuol dire che non nascondano insidie e tranelli di pari crudeltà.

4. L’assistenza sanitaria: tanti dimenticano che, anche in Europa, l’Italia è uno dei paesi con la sanità accessibile al mondo, anche in termini di qualità delle cure nonostante la diffamazione continua verso le strutture pubbliche. Questo vuol dire che andando all’estero probabilmente dovrete premunirvi a dovere anche in quel campo. Molto non ci pensano perché gli Italiani danno l’assistenza sanitaria gratuita per scontata, giustamente, ma non è così in tutto il mondo purtroppo.

5. Costumi diversi: il modo di parlare, di vestire, di uscire con gli amici è diverso e può portare facilmente ad incomprensioni o al non essere facilmente accettati. Bisogna abituarsi.

6. La lontananza da casa: a meno che non odiate famiglia e amici, vi mancherà molto uscire con loro. Provate a farvi venire un’influenza mentre siete totalmente da soli, senza nessuno da chiamare per farvi portare una medicina o un po’ di conforto, oppure provate a perdere per sbaglio le chiavi di casa e capirete l’importanza dei parenti.

7. Le scelte politiche degli altri paesi: potreste pensare che negli altri paesi siano messi meglio di noi, ma basta leggere un po’ di cronaca internazionale per scoprire comportamenti scandalosi nella aule di tribunale degli altri paesi. Fatevi un giro e scoprirete delle belle. Questo per farvi capire, ancora una volta, che non vi state dirigendo in un mondo perfetto.
källa: come cambiare vita

Se volete andare a vivere all’estero fatelo, ci sono molte opportunità ed esperienze di vita che vi aspettano. Ma siate consapevoli che non siate scambiando l’imperfetta Italia per un perfetto paese straniero, ma l’imperfetta vita Italiana con l’imperfetta vita di quel paese.


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.