Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

giovedì 12 marzo 2015

Cronaca di un'escalation ..

Lo scontro tra la politica estera progressista della Svezia e le realtà del Medio Oriente ha finito per portare alla rottura. Mentre l’Arabia Saudita ritira l’ambasciatore a Stoccolma e accusa la ministra degli Esteri svedese di «flagrante interferenza» nei suoi affari interni, il premier svedese Löfven rompe l’accordo militare tra il Paese scandinavo e Riad in piedi dal 2005.  

Diritti umani e civili.
In Svezia la ministra degli Esteri Margot Wallström è il volto dei diritti umani e della parità di genere. E chi conosce la sua carriera politica sa che non si ferma davanti a nulla.È stata lei a portare il su Paese a essere il primo in Europa,lo scorso 30 ottobre, a riconoscere lo Stato della Palestina per «facilitare un negoziato di pace in cui le parti possano trattare da posizioni meno squilibrate», causando il ritiro immediato dell’ambasciatore israeliano e il congelamento delle relazioni diplomatiche con Gerusalemme, alleato strategico in Medio Oriente dell’Arabia Saudita.

Le frustate e il discorso «troppo femminista»  
A gennaio Wallström aveva condannato duramente l’Arabia Saudita per le 1000 frustate inflitte al blogger Raif Badawi e lunedì scorso aveva messo online il testo del discorso che avrebbe dovuto tenere al Cairo, di fronte alla Lega Araba, nel quale ricordava le ottime relazioni con i Paesi arabi, ma parlava anche della minaccia del radicalismo islamico e condannava le mutilazioni genitali femminili. «Era un discorso per celebrare il progressi delle donne – dice Walstrom – ma anche per ricordare che ancora molto resta da fare per quanto riguarda diritti e rappresentanza politica».  
All’Arabia Saudita il discorso della ministra non è piaciuto. E dopo l’improvvisa cancellazione del suo intervento al Cairo il passo dalla tensione alla crisi diplomatica è stato breve. Riad ha richiamato il suo ambasciatore a Stoccolma mentre la Svezia ha accusato il paese arabo di aver impedito alla sua ministra degli Esteri di pronunciare il suo discorso di fronte alla lega Araba, in apparenza a causa di precedenti dichiarazioni in favore della democrazia nella regione. 
In un crescendo di toni il premier svedese, il socialdemocratico Stefan Löfven, ha annunciato l’interruzione dell’accordo di cooperazione militare con Riad, mentre la Lega Araba spiega che impedendo alla Wallstrom di intervenire «si è solo data voce a chi ritiene che le sue dichiarazioni siano incompatibili con il fatto che la Costituzione del Regno saudita è fondata sulla Sharia».  

L’accordo militare
L’accordo tra Stoccolma e Riad che Löfven ha deciso di rompere era stato firmato nel 2005 e prevedeva cooperazione nel campo militare della logistica, delle armi, della tecnologia e dell’addestramento. Secondo il ministro della Difesa Peter Hultqvist gli unici settori nei quali resta la collaborazione tra i due Paesi sono ora la ricerca medica e gli studi di genere. L’accordo, rinnovato nel 2010, era già stato fortemente criticato quando era emerso che la Svezia aveva segretamente aiutato i sauditi nella costruzione di una fabbrica di armi. Ciononostante la decisione del premier ha scatenato altre polemiche: l’ex ministro degli esteri conservatore Carl Bildt ha parlato di «scelta sbagliata che ha danneggiato innanzitutto gli svedesi».
källa: la stampa
Mentre il presidente del gigante delle telecomunicazioni Ericsson, Leif Johansson, ha detto al «Dagens Industri»: «Se ti fai nemico della Lega Araba, potrebbe rivelarsi un vero disastro. 


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.