domenica 16 giugno 2013

Spiaggie svedesi.



Questa è la spiaggia che ho a pochi Km. da casa mia. Mi basta attraversare un bosco, fare ca. 5Km in bicicletta, e lei è lì... ad aspettarmi.

Ho sempre amato il mio caro Mar Tirreno e certamente mio malgrado,questo non è il Tirreno. Comunque si vive anche di illusioni…(e questa spiaggia mi aiuta…) Questa foto si riferisce a l`altra settimana, venerdi 7 giugno 2013. Era una giornata fantastica, sapete? Si stava quasi meglio che in Italia, anche se di fare il bagno non me la sono sentita perché c'era un po' di vento e... l'uscita dall'acqua sarebbe stata drammatica!

 Oggi la giornata non era altrettanto bella; soprattutto all'inizio c'erano nuvole di passaggio che in questa estate svedese disturbano non poco, perché la temperatura scende bruscamente, ma... meritava anch'essa.

Ma torniamo ad oggi... la spiaggia è grande, in foto forse non rende, d'estate (quando fa caldo) è proprio "un carnaio". Bé... sapete in quanti erano oggi in costume? ... in tre! In tre in tutta la spiaggia! Allora è stato facile pensare che... siamo proprio schematici ed anche fifoni. Sarà già finita l'estate?

Ma quando è iniziata…boo!!! E il sole dovè finito. Questo è il pensiero che martella nella testa di noi poveri mortali, abitanti di questo ghiacciaio…

Ma come? Mi lamento…? Noo..! Cavolo! Se penso alle code di ore per i pendolari del mare in Italia...come sono sfortunati mi fanno veramente pena.

Eppure in una giornata come questa non sò perchè vorrei essere in Italia ed essere sfortunato e fare tanta pena anch`io 

Mah... capisco Chicca che magari preferisce dormirsela... o sarà così anche per noi?
 Buona domenica a tutti!

venerdì 14 giugno 2013

Confetture svedesi




Le leggende metropolitane sono storielle rimpallate dal tamtam del villaggio globale, ad esempio che gli Svedesi mettono le confetture dappertutto, pure sugli spaghetti e sulla carne ai ferri. Di leggenda vera però ce n'è una sola, e sono proprio le confetture, che sono ben poco metropolitane perchè arrivano dritte dritte dai meandri umbratili delle foreste di Scandinavia. Ma chiamarle così suona riduttivo, perchè la categoria di «dolcezza» non basta per descriverle e si prestano a usi originali; anzi, spalmarle sul pancake al posto della selvaggina è un sacrilegio che uno svedese non vi perdonerà. E poi chi è in vena di esotismo può pure alzare il naso verso nord, perchè le bacche rosse a quelle latitudini sono ben più numerose e sorprendenti delle nostre vaschette da supermercato. Innanzitutto c'è il mirtillo rosso, chiamato lingon, una pianta boreale che solo in Svezia raggiunge il top del carattere, perchè matura lentamente durante le notti bianche. Dolce e un pò amaro, fresco e profumato grazie all'acido benzoico naturale, viene considerato l'oro rosso degli Svedesi per la sua strategica abbondanza ed è ricchissimo di antiossidanti, tre volte più del normale. Quello Wild Delights è anche naturale, perchè è sempre selvatico, se organico cresce in condizioni controllate o è addirittura così selvatico da non poter essere certificato, nell'impenetrabilità delle foreste!

 
källa: il giornale
È il caso anche delle more selvatiche o cloudberries, il «caviale» dell'Artico, che crescono oltre il circolo polare; dorate e fragilissime, vengono raccolte a mano e sono insuperabili con il formaggio. Tutte le bacche sono immediatamente surgelate e trasformate senza additivi, solo con lo zucchero, l'arancia o il whisky nel caso dei mirtilli aromatizzati.






mercoledì 12 giugno 2013

"La coperta corta della Svezia."

La coperta comincia a diventare corta anche nella ricca Svezia e molti comuni presi d’assalto da “profughi” di ogni tipo devono scelgono di aiutare gli immigrati piuttosto che i pensionati locali.

Dal primo febbraio di quest`anno la municipalità di Härjedalen ha deciso di fare da apripista e ha decretato che  sacrificherà i propri anziani in favore dei giovani immigrati arabi che stanno ripopolando la zona. Da l`oggi al domani quindi, pane, burro, latte e altri generi di prima necessità che finora erano gratuiti negli ospizi e a domicilio degli anziani indigenti, saranno a pagamento.

Poco importa se queste persone hanno lavorato una vita e pagato tasse finalizzate ad assicurarsi una vecchiaia protetta: adesso, raccontano i giornali locali, “la priorità sono i flussi di migranti” cui occorre dare alloggi (spesso nuovi) e sussidi.

La sinistra che governa Härjedalen ha la pretesa di spacciare questa scelta come “un investimento sul futuro” e spiega che adesso i nuovi arrivati dalle “primavere arabe” sono un costo, ma presto si renderanno utili perché in una società che invecchia queste giovani reclute andranno a lavorare e pagheranno le tasse che serviranno a pagare le pensioni dei “vecchi” svedesi.
 Le stesse fandonie che si raccontavano in Francia e Inghilterra 20 anni fa e si è visto come è finita: chi lavorava lavora e chi si faceva mantenere continua a farsi mantenere.
Intanto i tecnici del comune hanno fatto due conti e hanno stabilito che al momento gli immigrati sono il 6% della popolazione ma che consumano già il 51% dei soldi che in teoria la municipalità dovrebbe utilizzare in servizi sociali destinati a tutti i cittadini.

Auguri Svezia!
källa: mattinonline


 

domenica 9 giugno 2013

'A voglia e canta' .


Di tanto in tanto avremmo davvero bisogno di essere stranieri a noi stessi. Dimodoché la luce nascosta nella nostra anima illumini ciò che esiste intorno a noi.

 Paulo Coelho

 

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.