Giornata di festa in Svezia per il battesimo della
principessa Leonore Lilian Maria, figlia di Madeleine e del banchiere
newyorkese Christopher OìNeill. Alla piccola, quinta in linea di successione al
trono, il titolo di Duchessa di Gotland, la più grande isola della Svezia. Circa
150 gli ospiti, soprattutto parenti e amici, che hanno partecipato alla
cerimonia, tutti elegantissimi ovviamente.
domenica 8 giugno 2014
sabato 7 giugno 2014
10 cose che ho capito della Svezia
Scrive Fabio Colombo:
9. In Svezia le persone corrono o, anche se fanno
shopping, sono vestite come per fare jogging. In ogni caso, danno sempre
l’impressione di essere sul punto di fare jogging.
4. In Svezia ogni due per tre incontri una corda che
cammina con dei nodi per aggrapparsi ai lati, un insegnante in cima e uno
in fondo e in mezzo un gruppo di bambini con pettorina gialla, nome della
scuola e numero di telefono, rigorosamente in fila per due, ciascuno che regge
uno dei nodi della corda. Praticamente sembra un millepiedi, che io ho un po’
ingenuamente ribattezzato un “millebambini”.
2. A proposito di portone di casa, in Svezia non
esistono i citofoni. Come ormai sappiamo, gli svedesi vanno matti per i
codici. Perciò c’è una tastiera numerica (a ridaje) all’ingresso di ogni
condominio, e la porta si apre solo con una combinazione vincente di quattro
cifre. Si sottintende che tu non riveli quelle quattro cifre nemmeno sotto
tortura se non a parenti entro il mezzo grado e amici di comprovata fiducia.
1. E concludiamo in bellezza: in Svezia le
espressioni e i rumori del corpo sono tollerati. Sputi, vivaci schiarimenti
di voce, snasate, sbadigli a bocca spalancata sono all’ordine del giorno. Non
mancano nemmeno i rutti e i più arditi sappiano che non ci si scompone neanche
davanti a un sonoro peto. Tutto questo genera un misto di repulsione e senso di
libertà che poi, a vederla bene, è un po’ il contrario di quello che ho provato
stando in Svezia.
Sono stato in Svezia e ho praticato l’osservazione.
Alcune cose sono come te le aspetti: l’Ikea domina qualsiasi interno svedese, le
strade sono piene di Volvo, H&M è ovunque, un po’ come Spizzico da noi. I
passeggini spopolano, ovunque e a qualsiasi ora, e quasi quasi mi è venuto il
sospetto che fosse meglio girare con un passeggino in ogni caso, così, per non
dare nell’occhio. Altre sono un po’ più sorprendenti, e tra queste ne ho
selezionate 10 che mi hanno veramente fatto impazzire:
10. In Svezia la lavatrice è condominiale. Un
complicatissimo meccanismo ti permette di prenotare il giorno e la fascia oraria
in cui vuoi usare la lavanderia. Se quel giorno, per dire, ti si rompe la
macchina e non fai in tempo a tornare sei fottuto. La maggior parte delle liti
in Svezia avviene per il mancato rispetto degli orari delle lavanderie.
8. In Svezia paghi qualsiasi cosa con la carta di credito,
anche alla macchinetta del caffè.
7. In Svezia nel biglietto del cinema c’è nascosto un
codice che ti serve per accedere al bagno che, di conseguenza, al posto
della chiave ha una tastierina numerica.
6. A proposito di bagni, in Svezia la maggior
parte di quelli pubblici (per esempio nelle biblioteche) sono a pagamento
(5 corone, circa 50 centesimi) e se vuoi fare il furbo e aspettare che quello
davanti esca per entrare di straforo, quando ti trovi dentro un buio infernale
ti avvolge. Questo è l’unico posto in cui non ho visto il POS per usare la
carta di credito.
5. In Svezia in molti posti ordini da mangiare e ti danno
un disco che si illumina e suona quando il tuo piatto è pronto. Cosa non si
inventano questi svedesi pur di evitare anche le pur minime interazioni
sociali. Per inciso, il disco è una cosa davvero strabiliante, e trovarselo tra
le mani la prima volta è un po’ come quando qualcuno ti mette in braccio un
neonato e tu sei lì inebetito che non sai come comportarti.
3. In Svezia i cerbiatti pascolano al campus
universitario o nel prato sotto casa e le lepri ti guardano curiose, ma
rilassate, mentre rincasi la sera e non ti si girano le chiavi nel portone.
Io, non ci avevo mai fatto caso. E voi…???
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Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.






