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giovedì 16 gennaio 2014

Ragazzi non emigrate fate come: "Roland Ruff."

Roland Ruff è ungherese. Ha 37 anni e la passione per la bici da sempre. Nel 2009, con il connazionale Thomas Simon, ha inventato a Roma "Eadessopedala," uno dei primi servizi italiani di consegne in bicicletta. «L'idea iniziale di Thomas era di rendere la città meno inquinata e caotica. Io invece volevo solo pedalare» racconta Roland. «A Budapest avevo già fatto il bike messanger, gestivo un gruppo di corrieri, ma non mi bastava. Avevo voglia di viaggiare, fare qualcosa di mio. Sono partito per Valencia, ma in Spagna non c'era lavoro».
E' allora che riceve la telefonata dei suoi due ex capi di Budapest: «Vai a Roma c'è un altro ungherese che vuole avviare quest'attività». Prende figli e bagagli e parte. Con Thomas costituisce una srl. Investono 20mila euro. Partono con una bici, poche consegne a settimana. Poi le consegne aumentano, le bici pure. Partiti in due, diventano 4, 10, oggi sono 22 i corrieri che lavorano per Ronald (Thomas ha lasciato il gruppo). A parte un serbo, i collaboratori sono tutti ragazzi italiani. Lorenzo Baldarelli, 32 anni, ex giornalista con una laurea in storia, ogni giorno fa 100 km e 30 consegne. Guadagna 700 euro al mese. «Al giornale il lavoro andava male e io ero sempre più depresso. Ho iniziato per gioco, sono un ciclista e ora grazie a un immigrato in Italia ho un lavoro che mi piace. Il 60% di noi è laureato, chi in filosofia, chi in storia, chi in architettura. Iniziamo per pagarci gli studi, poi travolti dalla passione per la bici e per l'ungherese, continuiamo a pedalare» racconta Lorenzo. Eadessopedala arriva a fare 300 consegne al giorno. Prezzi al cliente: da 7 a 20 euro la corsa. 50mila euro il fatturato 2011, 80mila quello del 2012, supera i 100 mila quello del 2013. «A Roma ci sono 120 imprese che fanno consegne. Ma anche Giorgio Armani ci ha scelto.
Per la sua festa all'Eur a giugno abbiamo consegnato 500 inviti in due giorni. La nostra marcia in più? Sorridiamo, siamo felici (pedalare rendi belli), consegniamo entro due ore dalla chiamata in qualsiasi parte della capitale (non è poi così grande, sa?). 
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Non abbiamo ritardi e, se succede, il servizio è gratis. Prima di presentarci, togliamo il casco dalla testa e la sigaretta dalla bocca. 
«Tornare a casa? La mia casa è l'Italia. Amo Roma ogni giorno di più. Qui ho creato un'impresa. Qui vivo. Qui voglio far crescere i miei quattro figli» conclude Roland.


Ragazzi non emigrate. Se siete capaci di fare qualcosa in Germania o in Svezia, potete farcela anche in Italia».




Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.