sabato 3 gennaio 2015

Molotov e integrazione,tre moschee bruciate in una settimana.


Nel 2014 sono arrivati 100 mila nuovi immigrati. La crescita dei Democratici svedesi e le debolezze del welfare state 
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Non toccare la mia moschea
 “Go home, muslim shit”, hanno scritto sul muro della moschea di Uppsala, in Svezia, prima di tirare contro l’edificio una bomba molotov. Era la notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, le 4 e trenta del primo giorno dell’anno, e nella moschea non c’era nessuno, non ci sono stati feriti. Ma l’attacco di Uppsala è il terzo in appena una settimana, e tre attacchi incendiari contro moschee in tre luoghi differenti della tollerante Svezia sono un segnale notevole del fatto che qualcosa dentro al modello svedese di accoglienza, integrazione e welfare state si sta incrinando.

Da mesi l’immigrazione è al centro del dibattito elettorale, sulle politiche di accoglienza si sono decise le ultime elezioni e un partito xenofobo, i Democratici svedesi, è l’ago della bilancia nel Parlamento di Stoccolma ed è quasi riuscito pochi giorni fa a far cadere il traballante governo di minoranza del socialdemocratico Stefan Löfven.

Il primo attacco contro una moschea svedese, quella di Eskilstuna, a ovest di Stoccolma, è avvenuto il giorno di Natale. Qualcuno ha dato alle fiamme l’edificio mentre dentro c’era una ventina di persone, cinque sono rimaste ferite o intossicate dal fumo. Testimoni hanno detto che un uomo ha gettato un oggetto incendiario contro la moschea. Il secondo attacco incendiario è avvenuto lunedì a Eslöv, nella punta sud del paese. Il terzo è stato quello di Uppsala. I tre attacchi sono simili, ravvicinati, sembrano il frutto di un unico piano, ma sono avvenuti in tre zone distanti del paese, e potrebbero essere opera di persone diverse.
La dimostrazione di ieri ad Uppsala
Fino a oggi, la Svezia è stato il paese più accogliente d’Europa. E’ quello che riceve più immigrati per abitante, e Stoccolma si è sempre fatta vanto del suo modello di accoglienza e integrazione. Ma ora, con il numero degli immigrati in aumento continuo e il sistema del welfare state che inizia a mostrare la corda, questo modello si sta sgretolando.
Si stima che nel 2014 siano arrivati in Svezia circa 100 mila immigrati, non erano mai stati così tanti, e il record di arrivi ormai viene battuto ogni anno. La Svezia, ha scritto il Financial Times citando una statistica del 2013, è ancora tra i pochissimi paesi europei in cui la maggioranza della popolazione, il 60 per cento, approva il modo in cui il governo gestisce la questione dell’immigrazione. Ma il 65 per cento degli svedesi considera l’immigrazione un pericolo o una preoccupazione, e questa statistica è andata crescendo negli anni man mano che il modello svedese del welfare state mostrava segni di debolezza, la crisi economica iniziava a mordere anche Stoccolma e l’accoglienza degli immigrati diventava un peso che lo stato faceva sempre più fatica a sostenere. Un partito xenofobo che fino a qualche anno fa era considerato neonazista, quello dei Democratici svedesi, ha iniziato a guadagnare consensi con la promessa di ridurre del 90 per cento l’immigrazione nel paese, e il suo segretario, Björn Söder, è stato tanto abile a manipolare il discorso pubblico da aver costretto gli altri partiti all’inseguimento.
Oggi il tema politico principale in Svezia è l’immigrazione. Sull’immigrazione è caduto Fredrik Reinfeldt, l’ex premier di centrodestra che ha perso le elezioni di settembre nonostante i suoi ottimi successi in campo economico. Sull’immigrazione ha rischiato di cadere il suo successore, il socialdemocratico Löfven, che guida un governo di minoranza e che a dicembre ha  indetto delle elezioni lampo dopo che la sua legge sul budget, grazie all’intervento dei Democratici svedesi, non era passata in Parlamento. La crisi è rientrata in extremis pochi giorni fa, ma se le elezioni si fossero tenute i Democratici svedesi, che già oggi hanno il 13 per cento dei consensi, sarebbero cresciuti ancora arrivando, secondo i sondaggi, al 18 per cento. I leader dei Democratici svedesi, che pure hanno condannato gli attacchi alle moschee, di solito prendono di mira gli immigrati musulmani, ma di recente Söder ha detto in un’intervista che anche gli ebrei non saranno mai veri svedesi a meno che non abbandonino la loro identità religiosa (poi ha detto di essere stato frainteso), e il suo partito ha presentato in Parlamento una proposta di legge per vietare in Svezia la circoncisione non medica. 
  Alice Bah Kuhnke,ministro della Cultura e della democrazia
Dopo queste uscite, puntualmente i politici degli altri partiti fanno dichiarazioni di condanna, ma poi inseguono e si muovono con proposte sempre più dure contro immigrati e stranieri.

Ieri a Uppsala c’erano centinaia di persone in piazza contro gli attacchi alle moschee. Molti si chiedevano che fine avesse fatto il modello di solidarietà svedese.
källa: il foglio

lunedì 29 dicembre 2014

Basterebbe solo essere meno indifferenti.

E ci risiamo... con l'avvicinarsi dei festeggiamenti per il nuovo anno si ricominciano a sentire i botti.Per gli uomini, la notte di passaggio tra il 31 dicembre e il 01 gennaio è una notte di festa; per tutti gli altri animali si trasforma in un vero e proprio reale incubo notturno infestato da tante luci scoppiettanti, da rumori improvvisi e ripetuti a intervalli irregolari, da colpi che improvvisamente esplodono nel buio e nel vuoto, sempre più ravvicinati e di intensità elevata: botti e fuochi artificiali macchiano di allegri colori il cielo notturno ma causano la morte di almeno cinquemila animali l'anno. I possessori di cani dovrebbero assumersi le proprie responsabilità e prendere tutte le precauzioni necessarie perché il Capodanno, anziché una festa, diventi un evento angosciante per i loro amici e compagni. Ricordatevi che i nostri amici a quattro zampe sono dotati di un udito estremamente sviluppato e sensibile perciò, il rumore dei botti può provocare in loro una grave condizione di disorientamento: non riuscendo ad individuare la fonte sonora, non sono in grado di stabilire la direzione da prendere per allontanarsi dallo stimolo negativo. Il boato emesso dai botti o dai fuochi artificiali scatena un misto di paura e di panico che si trasforma in reazioni inconscie, irrazionali e involontarie, tenderanno a dibattersi se proviamo a tenerli tra le braccia o a gettarsi nel vuoto se si trovano su un balcone o a scavalcare cancelli, recinti, siepi per scappare dal rumore; molte volte perdono l'orientamento e diventano facili bersagli di automobilisti o si smarriscono per poi essere raccolti nei giorni seguenti da volontari che cercano di ritrovare il loro padrone o che si trovano costretti a portarli nei già affollati canili.

Festeggiare il nuovo anno sparando i botti mi sembra un’assurdità. E non lo dico solo per il rapporrto d`amore che mi lega a Chicca. Lo dico perché ho letto e perché ho ascoltato storie di animali terrorizzati e di proprietari che, di fronte al loro cane che ansima e trema, si sentono impotenti. In realtà non serve avere un cane o un gatto per capire che far scoppiare botti è il metodo peggiore per festeggiare l’anno nuovo. Basterebbe solo essere meno indifferenti.


domenica 28 dicembre 2014

Poca voglia

Stanca da Blog? forse è ricorrente, ma è forse un periodo di stanca generale da Web, facebook in testa.
Forse tra le famose leggi di Murphy e co. ne trovo qualcuna adatta :-D

Legge di Hitchison
Se un problema necessita di assoluta concentrazione, simultaneamente interverrà una distrazione assolutamente irresistibile.

Legge della lettera
Non c’è come sigillare la busta per farsi venire nuove idee.
(Succede sempre appena pubblicato un post sul blog)

Legge di Ken
Un bruscolino volante cercherà l’occhio più vicino.

Legge di Rennie sul trasporto pubblico
Se decidi di andare a piedi, l’autobus arriverà quando sei a metà strada tra una fermata e l’altra.

Legge della signora Weiler
Tutto è commestibile, se tritato abbastanza fine. ;-)

Buonanotte, domani è un’altro giorno :-)



sabato 27 dicembre 2014

Pace post natalizia, "alla maniera svedese..."


La notizia che in Svezia non ci sarebbere state le elezioni anticipate del 22 Marzo 2015 era già trapelata, ma quando oggi c`è stata la tanto attesa conferenza stampa il primo ministro Stefan Lövfen ha annunciato tra lo stupore generale di aver raggiunto un accordo con la coalizione di centro destra già passato alla storia con il nome di; ”Decemberöverenskommelsen” (Accordo di Dicembre).

Accordo con il centro destra che permette di evitare elezioni anticipate del 22 Marzo 2015 e per togliere peso in parlamento alla destra anti-immigrati degli Svedesi Democratici. 
In carica da pochi mesi, il governo guidato da Stefan Lövfen si era incagliato sul bilancio, bocciato in parlamento dai partiti di centro-destra e dall'Sd.  Il governo guidato da Lövfen è un governo di minoranza guidato dal partito più forte in parlamente, una situazione non rara in Svezia. "Con l'accordo che abbiamo trovato, l'esecutivo non organizzerà elezioni anticipate" a marzo, contrariamente a quanto annunciato all'inizio di dicembre," ha dichiarato Lövfen, affiancato da rappresentanti dei verdi ,alleati di governo e di quattro partiti dell'Alleanza di centro-destra. (vedi foto in alto)   L'accordo con i partiti di centrodestra (riuniti nella cosiddetta "alleanza dei quattro partiti") permette al premier socialdemocratico di isolare l'estrema destra dell'Sd, che alle legislative dello scorso marzo hanno ottenuto quasi il 13% dei voti e sono il terzo partito, e revocare l'annuncio di elezioni anticipate: sarebbero state le prime in Svezia da oltre mezzo secolo. Gli Svedesi democratici fino ad oggi erano di fatto l'ago della bilancia in parlamento, e nuove elezioni - secondo i sondaggi - non avrebbero cambiato questa situazione. Anzi, l'Sd avrebbe guadagnato un altro 3% di consensi.
 

Secondo l'accordo raggiunto, Il governo potrà fare delle modifiche la bilancio in primavera, ma dovrà seguire le indicazioni delle opposizioni il prossimo anno. I due blocchi si sono accordati per coordinare le scelte su pensioni, difesa ed energia in un patto che varrà fino al 2022. 

Un tempo che sembra enorme per la politica italiana a cui purtroppo siate abituati, ma è comprensibile per la stabile democrazia svedese.

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.