lunedì 24 ottobre 2011

"Il Cerchio Della Vita"

Sono tornato in Svezia per festeggiare il compleanno della mia nipotina, così ci sono rimasto quattro settimane in questo mio appartamentino da solo, a riflettere di come è cambiata la mia vita dal mese di luglio dell´anno scorso. Quando ho perso mia moglie complice delle mie fantasie. Male incurabile e mesi di sconforto a seguire era vero amore, costruito in 40 anni di fiduciosa attesa. 2 figli adorabili… era la felicità che costruivamo giorno per giorno, coscienti di essere felici. Lo so che metto tristezza ma ho il conforto di avere avuto tanto dalla vita.

Ma la vita fa strani percorsi…ed io sono un uomo fortunato,tra le tante telefonate con le solite frasi di rito che ricevevo dall`Italia, una mi fa sobbalzare sulla sedia è Lei la mia prima fidanzatina 15_lei, 17_io. Anche qui frasi di rito, ed anche Lei è vittima dello stesso destino… (5_anni prima.)   Il destino, il fato, gli astri, il karma…ma   che ne so! Quando sembrava che la vita non aveva più niente da offrirmi è apparsa all’improvviso. Sentiva le mie emozioni, sentiva che io la pensavo. Lui era il mio angelo custode. E mi ha trovato.
Adesso devo ritornare in Italia, strano non mi sono mai sentito così emozionato, sto viaggio, me lo sento addosso,dolce peso che mi “sbatacchia” a destra e a sinistra,un turbine di sentimenti. Chissà cos’è, forse il tempo che passa inesorabile, la paura e la speranza del domani, questo feeling di trovarmi sospeso tra questi due mondi che a volte sono irreconciliabili. 
La gioia indescrivibile che provo in Svezia quando rivedo i miei cari.immergermi di nuovo nella vita che ho fatto per 40_anni è diversa si, ma ha lo stesso sapore e lo stesso profumo di questo meraviglioso autunno,e poi il sottile dolore che sento quando devo ripartire dall`Italia, non devo pensare, o almeno cercare di non farlo, perché fa male quel dolore sottile, quando devi venir via da dove hai lasciato te stesso com’eri da ragazzo. 
Mannaggia  alla distanza, anche oggi con tanto di prenotazioni elettroniche, e solo un click dalla meta…Le maledette complicazioni della vita che ci impediscono di, aprirci, “provare”, senza nessun timore, privi della rabbia che ci consuma perché siamo così impotenti anche se dovremmo, essere liberi. 
Che illusione la libertà, che ci sfugge da sotto il naso perché in realtà non esiste per nessuno. Va bene allora mi sento pronto, parto, spero…ma sarà vera questa voglia di Italia o mi troverò un’altra volta solo a Ciampino con un trolley in mano?  Vale la pena d`agganciarsi al passato, o resti solamente scottato, e poi…e poi.  Continua, la vita, finché và.  Io sono forte e pronto (credo) ad affrontare il mio vecchio mondo. Allora prendimi, Italia, fammi rivivere le storie di un tempo, ma attenta a quando mi ricaccerai al di là delle alpi.  Forse non ce la farò a sopravvivere stavolta. 
Attenta, Italia, non tradirmi un`altra volta. ...hooo mi senti...?


domenica 23 ottobre 2011

Colori Svedesi


Abbiamo un bel lamentarci noi degli stereotipi che ci appiccicano addosso gli stranieri. Il fatto è che loro, poveretti, sono vittime di denigrazioni altrettanto ingiustificate da parte nostra. Prendete gli svedesi, per esempio: alzi la mano chi, in tutta coscienza, sente di poter dire che non li immagina tutti tristi e noiosi come i personaggi delle bergmaniane «Scene da un matrimonio». Poi arrivi all'aeroporto di Stoccolma e scopri che - a tua conoscenza - è l'unico scalo al mondo dove sia previsto uno spazio per giocare a campana. Sarebbe per i bambini. Sarebbe. Poi basta bighellonare lì intorno qualche minuto per sorprendere qualche uomo d'affari che, nella sua inappuntabile grisaglia, si mette a saltare da un riquadro all'altro stringendo la ventiquattr'ore.
Metro a Stocolma
Piccola cosa forse, questa dell'area destinata allo scatenamento del fanciullino che alberga in ogni manager. Ma è un piccolo seme che ti fa germogliare il dubbio che, se è vero che spaghetti e mandolino sono un po' limitati come riferimenti descrittivi di noi genti italiche, non sarà che per caso si dia la possibilità di vedere anche svedesi allegri? 
Poi scendi nella metropolitana e il germoglio diventa un vigoroso albero di certezza. Il fatto è che la metropolitana di Stoccolma è bella, bella come un museo d'arte contemporanea. Sono più di 150 gli artisti che si sono prodigati per fare di ciascuna delle stazioni un'esperienza estetica, e molti ci sono riusciti in maniera davvero spettacolare, tanto che qui immergersi nelle gallerie della metropolitana è stato trasformato da seccatura inevitabile a must turistico.

Altro luogo comune mediterraneo riguardante le terre iperboreali: d'estate va tutto bene, con le giornate interminabili, le notti bianche e via dicendo; ma nella irredimibile tenebra invernale non vi può essere spazio per levità di cuori. Errore ciclopico. Proprio questo è in realtà uno dei momenti in cui meglio si può fare esperienza del buonumore di cui sono capaci i discendenti dei Vichinghi. L'inverno quassù è di sicuro la stagione dalle giornate che, dipendesse dal sole, non comincerebbero mai davvero: passi dal buio a una cosa che non sai bene come chiamare perché non ha ancora finito di essere alba ed è già tramonto. Ma, nell'atmosfera vagamente irreale delle giornate in cui a mezzogiorno le ombre si proiettano lunghissime sulla neve che la luce calda tinge di giallo, gli svedesi, e primi fra tutti gli abitanti di Stoccolma, si sanno perfettamente organizzare per divertirsi, anche con pubbliche occasioni di festa.
La stagione dei festeggiamenti invernali comincia ogni anno il 28 novembre, con l'apertura del primo mercatino di natale rievocativo a Skansen. Gli svedesi vanno matti per questo parco-villaggio-museo ospitato su una delle isole che formano la loro capitale. E' la ricostruzione fedele, se non proprio di un autentico villaggio dei secoli passati, almeno degli elementi costitutivi di esso, tutti messi insieme a formare una sorta di abitato ideale, distillato di tutti quelli reali. Ora, i mercatini di Natale in sé sono quanto di più tradizionale il mondo nordico abbia da offrire per il periodo dell'Avvento. Ma qui non si limitano a un mercatino qualsiasi: con un notevole gusto iperrealistico ne organizzano uno che è la fotocopia (ma forse sarebbe più confacente dire il dagherrotipo) dei mercatini natalizi di cent'anni fa. Con il contorno delle case e botteghe artigiane del parco, la gente in costume e tutti i minuziosi dettagli che qui sono bravissimi.
Prima, però, è la volta di un altro genere di celebrazioni: il 10 dicembre è il giorno della cerimonia di consegna del premio dei premi, il Nobel, ai ricercatori che di volta in volta meglio si siano distinti nello sforzo di migliorare la conoscenza del mondo attraverso le scienze, ai medici che abbiano dato un contributo rilevante alla riduzione delle sofferenze che affliggono l'umanità, agli economisti che più a fondo abbiano esplorato i meccanismi reconditi della creazione della ricchezza, nonché a quello ritenuto più rappresentativo fra quei medici dell'anima che sono i poeti e i narratori. In contemporanea con la cerimonia alla presenza della famiglia reale svedese nel Municipio di Stoccolma, nell'altra capitale della penisola scandinava, Oslo, viene conferito il Nobel inevitabilmente più significativo e insieme più controverso di tutti, quello per la pace.

È in particolare nel mercatino natalizio di Skansen che, ogni sabato e domenica pomeriggio, si festeggia Santa Lucia con una processione. Il giorno di massima gloria di Lucia arriva naturalmente un paio di settimane più tardi. Nel corso di quel 13 dicembre, che la nostra tradizione popolare accredita di “giorno più corto che si sia” con un'anticipazione del solstizio forse dettata dall'amore per la rima, la processione che termina a Skansen con un concerto di canti ispirati alla santa e carole natalizie ha poi il suo giusto compimento con la deposizione sul capo di una graziosa e inevitabilmente bionda fanciulla della corona che sta ad indicare l'elezione della fanciulla medesima quale rappresentante pro-tempore della siciliana Santa Lucia in veste di “Regina della luce”. Ed è davvero mirabile la disinvoltura che la Lucia di turno riesce a sfoggiare portandosi in giro-presumibilmente guardata a vista dai vigili del fuoco confusi fra la folla, perché da queste parti non si corrono rischi-quello scomodissimo candeliere con tanto di fiammelle accese.
Certo la cerimonia e il sontuoso banchetto che la chiude sono riservate a una selezionatissima lista di invitati e benefattori, ma la presenza in città dei campioni dell'umanità si fa sentire per tutta la settimana e finisce per coinvolgere anche i comuni mortali che non hanno accesso alla sala decorata dai quintali di fiori donati ogni anno dal comune di San Remo a ricordo del fatto che lì, sulla Riviera ligure, il signor Nobel scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza itinerante.
Per amore della netiquette e di Paoletta: l`articolo è di Gianni Campi.
(il collage però è mio)

giovedì 20 ottobre 2011

Sti testa de casco




Roma messa a ferro e fuoco. L'Urbe devastata e sfigurata. Diversi agenti delle forze dell'ordine feriti e immortalati nelle foto con il volto sanguinante. Autoblindi bruciati. Roma per un giorno era come Beirut, fiamme e fumo nel cuore dell'Europa, nel cuore dell'antica civiltà latina. Il tutto per mano di centinaia di "teste di casco". Così ha definito i black bloc il comico Enrico Brignano in un suo monologo durante la trasmissione le Iene. Brignano ha accusato i teppisti di sabato in maniera netta e diretta. A tratti lasciando da parte anche la vena ironica. Brignano ha messo sotto accusa l'intelligenza di questi "uomini neri" che forse non sapevano neanche cosa stessero facendo e soprattutto, convinti di arrecare un danno al "sistema",magari lo favorivano, come nel caso delle banche. "Mentre tu black-bloc passeggiavi fra mamme e bambini che giustamente volevano protestare - recita Brignano - ad un certo punto ti viene sta botta di patrottismo e ti metti a spaccare la vetrina della banca, perché questo fa molto rivoluzionario. Ma non ti sei chiesto che magari la vetrina spaccata non gli fa niente alla banca, perché la banca ha magari un'assicurazione contro gli atti vandalici e che magari l'assicurazione gliela rimette nuova la vetrina alla banca? No tu non c'hai pensato perché sei black bloc, è carattere, sei impulsivo....".

Il suo monologo a le Iene è contro i teppisti di Roma, ma tra una frase e l'altra il comico accusa la polizia di non aver agito in tempo, magari "perché la manifestazione non doveva riuscire..."Al di là dell'opinione di un comico che ha il diritto di esprimere ciò che pensa, andare ad insinuare che i poliziotti e i carabinieri erano ben felici di prenderesi bastonate sul volto è un pochino tanto. Ma alla fine resta una verità indiscutibile e ce la dà lo stesso Brignano: "300 black bloc mimetizzati con le spranghe in mano non valgono un solo romano definitivamente incazzato che tira fuori il crick dalla macchina black bloccata" dalla manifestazione e dai disordini di sabato scorso...
Källa: Il Giornale  (Luca  Romano)

lunedì 17 ottobre 2011

Dalla parte del lupo


Un giornalino regionale di  Norrköping ha dato finalmente la tanto attesa notizia:
"Il lupo cattivo è stato ucciso".  
Così qualcuno memore della favola di Cappuccetto rosso ha tirato un sospiro di soglievo ringraziando il buon cacciatore di averlo finalmente liberato dalla sindrome,
” dei tre porcellini”
Ma veniamo alle cose serie: Quello che mi lascia molto perplesso è che il lupo non è un animale (come mi dispiace chiamarlo così) solitario, ha bisogno di un branco, di una gerarchia... non vorrei che sia stata una balla inventata ad hoc da contadini e cacciatori, una lobby molto potente in Svezia, solo per per creare "panico"...  così ll governo oltre a risarcire i“furbetti” contadini,  sarà costretto a prolungare di qualche giorno il permesso di sparare ai “furbetti" cacciatori, per la gioia di crede ancora nelle favole. Naturalmente la mia è solo un'impressione, qualcuno di voi magari conosce meglio la vicenda.
Comunque che il Lupo abbia ucciso 27 pecore è una balla madornale dettata dall`ignoranza o dalla malafede di chi scrive. Infatti l`ignoranza purtroppo  porta anche a pensare che i Lupi attaccano il gregge uccidendo tutti gli elementi. Niente di più falso in quanto i Lupi usano sempre la stessa tecnica di caccia infatti i lupi uccidono solamente un elemento per gregge perché sanno che gli altri serviranno per sfamarli in futuro, naturalmente massima cautela se incontrate un Lupo anche  se il lupo non attacca l’uomo perché ha ormai capito di essere diventato preda e non più predatore!

In poche parole il Lupo ha paura dell`uomo e sarà lui a scappara ancora prima che voi vi saresti  avvicini! Se vi interessa saperne di più vi segnalo un bel libro scritto da Luigi Boitani, il titolo è: 

"Dalla parte del lupo", in cui spiega tra l'altro come siano nate tante leggende sulla pericolosità del lupo verso l'uomo ma come pure non esistano casi documentati di attacchi di lupi all'uomo. Tra l'altro il lupo sia in Italia che in Svezia non si è estinto probabilmente anche grazie alla sua diffidenza verso l'uomo. In un altro fantastico libro, scritto però in inglese, quello che è considerato l'esperto mondiale di lupi, David Mech (titolo del libro "The Wolf") riporta un episodio in cui in Nord America un ricercatore credeva di essere attaccato da un lupo quando vide l'animale balzare verso di lui semplicemente per... prendere la via di fuga! Quindi perchè continuviamo a credere che il nostro pianeta e le sue componenti abbiano come finilità solamente noi umani e le nostre esigenze. Dobbiamo imparare prima noi e dopo insegnarlo ai nostri figli, che la difesa dell’ambiente deve essere rivolta al benessere di tutti gli esseri viventi, umani e non umani, che vivono.nello stesso ambiente. Allora cominciamo ad occuparci degli animali invece di sparargli addosso, soprattutto di quelli la cui esistenza è minacciata per diversi motivi. Come il nostro magnifico prerdatore verso il quale abbiamo il dovere: di tutelare la sua esistenza non solo come parte di un ambiente naturale, ma in quanto essere vivente che ha diritto a non soffrire e a vivere. Vivere e convivere con gli altri animali, compreso l’uomo.

NB:Poblico un commento di Ugo Viappiani sui ripetuti casi di avvistamenti nei paraggi di paesi di cui si parla sui media locali. Un consiglio a quella signora “che ha deciso di non passeggiare più nei sentieri dei boschi ma di scegliere la strada asfaltata più sicura”

E’ notizia diffusa di questi giorni della presenza del lupo in territorio casinese. Prendiamola per buona, giacchè è supportata da prove di pecore e caprioli sbranati. Ho letto sul giornale di un nonno preoccupato per l’incolumità del proprio nipotino e la cosa mi ha fatto tenerezza, riportandomi al mondo delle favole. Francamente (sono nonno anch’io) temo di più la “paura” del lupo che il lupo stesso.
Ho 68 anni e da parecchio tempo leggo giornali e vado per boschi, ma mai ho saputo di attacchi all’uomo da parte del lupo. Sarà perchè sono pochi e per tanto tempo quasi scomparsi, ma pare accertato che il lupo non attacca l’uomo, ma lo teme. Sui giornali, invece, si leggono periodicamente notizie di vittime umane causate da piccoli insetti come zecche o api, ma, peggio ancora, da docili animali da casa o cortile che spesso teniamo a contatto diretto di adulti e bambini. Alcune razze di cani pericolosi (statisticamente parlando) passano in modo imprevedibile dallo stato di quiete a una aggressività pericolosa e si comportano come “LUPI”.

A quella ragazza o signora che (sempre dal giornale) ha deciso di non passeggiare più nei sentieri dei boschi ma di scegliere la strada asfaltata più sicura perchè frequentata da persone e auto, consiglierei una prudenza maggiore in quanto le statistiche annoverano più vittime da “auto” che da attacchi di lupi. Stia tranquilla e vada per boschi: una sola attenzione deve fare e cioè non si vesta da Cappuccetto Rosso! Per tutti valga la regola di comportarsi in modo normale e non da “pecora”. Solo così apprezzeremo questo magnifico animale che ha tutti i diritti di convivere con l’uomo.

Ugo Viappiani

"In bocca a lupo” a tutti voi che leggete, con la speranza che la risposta sia per sempre “viva il lupo”.  Buona giornata a tutti da franco                                          




Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.