Regnet fortsätter. Flera vägar i Värmland har spärrats av
under natten på grund av nya översvämningar. Och nu går SMHI ut med ny klass
2-varning. ”Den här typen av flöde kommer bara var tionde år” säger Jenny Axén
Mårtensson, hydrolog på SMHI.
Prosegue l'ondata di intenso maltempo che da alcuni giorni
ormai sta attanagliando Svezia.
La presenza di un profondo vortice depressionario infatti
mantiene il tempo ora instabile, ora perturbato su gran parte del territorio, con
forti temporali, piogge abbondanti e temperature estremamente basse, inferiori
alla norma.
Nel corso delle ultime 48 ore i fenomeni più intensi si sono
concentratisoprattutto nella contea di Värmland, ove molte strade sono
state chiuse e l'acqua ha raggiunto l'altezza fino ad un metro!
È stato emesso uno stato di allerta a seguito delle avverse
condizioni meteorologiche, nelle prossime ore si valuterà se far salire a 3
il livello di pericolosità (ora fermo a 2).
La Piccola Città, anche stavolta mi ha accolto col suo sole e i
suoi colori, il chiasso del mercato, i clacson, i sensi unici, i posteggi
inesistenti, la disperazione la mia, con la perenne speranza di trovarne
uno. Oso, certo, ma in punta di piedi, basta solo un pensiero azzardato a
disfarmi. È sempre la stessa storia, devo ambientarmi ogni volta, non è
istantaneo né liscio l’adeguamento.
Diciamo che ho bisogno di una mano amica che prenda la mia e
mi incoraggi a provare la dubbia emozione di “tornare a casa”. Stavolta
però la parete severa che di solito si sposta non l’ha fatto. Ci sono
sbattuto contro, sono rimasto intontito, abbandonato in un vortice di
sentimenti e pensieri aggrovigliati, sgomento, sorpreso, appena a galla, appeso
solo al filo di ribellione e di legittima indignazione che mi si sono accese
dentro. Per fortuna. Senza quelle sarei affogato nell’abisso della
rabbia e del rancore che mi travolse come un’enorme valanga spuntata
all’improvviso sotto un cielo azzurro e limpido.
Colossale, la valanga,
rotolava per anni, decenni, diventando più gelida e feroce ad ogni giro, un
mostro di furia alimentata dal tempo che non perdona. Mai. Sì,
certo, mi ha strapazzato per benino la Piccola Città stavolta. Non solo
l’anelito straziante fomentato dall’odore di mare e di vento al Porto vecchio,
col suo sapore salato, i graffiti sbiaditi e i ricordi dispersi negli
anni. O il teatro Traiano in fondo a via Centocelle, buio e seducente
nelle calde sere d`Agosto. Non tanto neanche la terra grigia di questo
campo di calcio che ancora mostra le impronte della mia giovinezza
troncata. Tu arrivi speranzoso, ecco, anche un pò ingenuo, forsi ti
aspetti troppo. Calore, commozione, gentilezza, anche un tocco di
gioia.
Ma il muro è ancora alto e poco trasparente. Ci hai provato
per anni a scalarlo (o abbatterlo), ma tiene duro, ti giudica, ti
ammonisce. Non avvicinarti troppo! Ma l’ho fatto, stupido. E
sento ancora l’impatto. Okay, mi tiro un po’ indietro. Non del
tutto, ma devo ritrovare l’equilibrio, schiarirmi il cervello. Dovevo
stare più attento io, leggere tra le righe, non assumere.
Lezione
imparata. domani ritorno a Stoccolma. Che ne sarà del viaggio nel futuro?
Ne avrò il coraggio? La voglia, una ragione? L’affido al tempo, il
dilemma. Certo più saggio di me.
Io me lo sentivo che prima o poi doveva succedere, così ieri
sera dopo tanti anni, sono ritornato ad Allumiere per una cena in un noto
ristorante che da molti decenni è parte parte integrante della storia del
paese…
la signora che lo gestiva, passata a miglior vita non c'è più, c'è Egisto e
figli, che nel circondario sono molto famosi, anche se apprezzati al 50%, nel
senso che c'è un 50% di opinioni entusiastiche, e un 50% di quelli che non ci
tornerebbero mai più, nemmeno se li pagate.... Mi ricordo che tanti anni fa il
locale era un pochino più dimesso, una grande stanzona con entrata sul retro, e
una piccola stanza sul lato della piazza, con pergola esterna in estate. Adesso
è tutto rifatto, con pietre a vista, bottiglie infilate negli angoli, bancone e
erogatore di acqua, mentre la pergola ha i tavoli e le sedie in plastica.
ieri sera ci siamo stati di nuovo, in questo posto, e per il caldo che faceva,
un posto all'esterno ci faceva gola, ma quando siamo stati accompagnati in
loco, per noi,in_4 c'era a disposizione solo un minuscolo spazio all'angolo,
con i tavoli e le sedie in plastica, e io ho preferito rimanere all'interno, in
fondo climatizzato, con il tavolo e le sedie di legno, e con tanto spazio,
anche bello, intorno, e così non ho patito nemmeno l'umidità della serata.....
Ma la cosa non deve essere garbata, in quanto battutine, modi bruschi e
risposte con muso, ci hanno fatto intendere così... Comunque ci hanno portato
il loro "classico antipasto", e cioè bruschettine con pomodori,
prosciutto locale, verdure e formaggi, e quindi ci hanno chiesto come
intendevamo procedere.Abbiamo preso
tutti e quattro la pasta fatta in casa con melanzane, pomodori e verdure, e
quindi, ma solo perché sono famosi per la carne, gli altri hanno insistito a
mangiare anche una porzione di coniglio alla cacciatora, un filetto e 2
salsicce, con cicoria ripassata....e qui bisogna aprire una parentesi perché le
salsicce locali sono particolari, con molto pepe e aglio, un pochino
pesantucce, il filetto è di vacca maremmana, una bella vacchetta bianca tenuta
allo stato brado, che a volte si incrocia sulle strade per Allumiere, e quindi
muscolosa, dura, ma di carne ottima, e il coniglio alla cacciatora, dalle queste
parti è in bianco e con l'aceto, con tanto tanto aglio e rosmarino, un tipo di
salsa che permette di mangiare di tutto, dal cibo insapore a quello troppo
saporito, e che rende la carne morbidissima, la cicoria ripassata non è quella
coltivata, o il radicchio rosso, ma un'erba simile al tarassaco, che fa i fiori
blu, che si raccoglie dove pascolano le vacche, amarissima, viene cotta con
peperoncino e tanto aglio, tanto per non perderci gusto.....non piatti
leggerissimi, che si sono potuti mangiare proprio perché eravamo dentro, al
fresco e senza umidità.
A seguire caffè. E a casa bicarbonato.
Vino rosso locale. 160euro
Nel frattempo il trattamento ruspante e sbrigativo, può piacere oppure no, a me
non piace, e nemmeno il conto m'è piaciuto, ma in fondo non ero io che volevo
andarci e nemmeno ho pagato: Ben gli stà.
Posto ideale, però, per chi ama il cinghiale, qui da piccolo mi forzarono per
farmi mangiare la bistecca di cinghiale alla brace.....facendomi scoprire di
non essere il tipo che mangia cacciagione, purtroppo.
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Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.