venerdì 8 febbraio 2013

Italia: " Finalmente anche i cani avranno libero accesso in politica."


Alcuni giorni fa Silvio Berlusconi ha adottato un cane per intercessione di Michela Vittoria Brambilla, più nota come fervente animalista che come ex ministro del Turismo.

E, subito dopo, Mario Monti ha fatto la medesima cosa.

Vari osservatori criticheranno l'ex premier e il premier in carica, dicendo che, pur di strappare un pugno di voti, sfruttano perfino i cani, l'affetto per i quali rende simpatici. C'è poi chi deplorerà Monti perché ha pedestremente imitato Berlusconi - mago della comunicazione - allo scopo di non perdere punti. Ma stavolta ci dissociamo da simili polemiche per talune ragioni. Chiunque manifesti amore per gli animali merita attenzione e stima, perché dimostra di avere cuore e cervello. Le bestie, infatti, possono benissimo fare a meno degli uomini, mentre gli uomini non possono fare a meno di esse. Chi non afferra questo concetto è un demente.

Non credo neppure che i due citati uomini impegnati nella campagna elettorale abbiano fatto una pantomima nell'accettare di ospitare in casa loro cucciolotti bisognosi di famiglia. Si percepisce a occhio nudo, guardando le foto che li ritraggono con i cagnolini in grembo, che non recitano la parte di chi si improvvisa maldestramente cinofilo: li abbracciano con delicatezza, lo si evince dalla loro espressione. Due istantanee, due quadretti edificanti, due personaggi finalmente se stessi, senza veli, che provano piacere autentico nel coccolare esserini indifesi e sicuramente non ipocriti nel ricambiare la benevolenza dei nuovi padroni.
D'altronde, è noto: i cani sono animali da branco, necessitano di un capo e, quando lo trovano, gli garantiscono ubbidienza e fedeltà. Berlusconi e Monti in questo caso, accarezzando il pelo morbido delle bestiole, hanno compiuto un atto rivoluzionario per l'Italia: mai nessuno, prima di loro, aveva accettato di farsi riprendere in compagnia di un amico quadrupede, introducendolo nelle cronache politiche come simbolo di amore disinteressato. Ritratti inediti che rivelano spontaneità e sensibilità apprezzabili, spero, tanto a destra quanto a sinistra. Un'iniezione di fiducia per un popolo sfiduciato: chi ama gli animali non può essere cattivo e magari è attrezzato per rispettare i propri simili.

Cogliere un tratto di dolcezza in due leader di partito produce un effetto benefico e rassicurante in chi si accinge a votare: altro che caimani. Non eravamo abituati a certe scenette, e assistervi è stato sorprendente in senso positivo. Gli americani da tempo non escludono gli animali dalle istituzioni, anzi, li elevano spesso al rango di protagonisti della Casa Bianca.
Non c'è statunitense che abbia scordato il nome del micio di Bill Clinton, il mitico Socks, che campò oltre 20 anni e figurò, nelle sue pose regali, su tutti i giornali del mondo. Una speranza: Silvio e Mario imparino dai loro cani a essere fedeli, ma non si mettano ad abbaiare alla luna; e tengano i piedi saldamente attaccati alla penisola, dove le grane da sistemare sono tante.
källa: il giornale di Vittorio Feltri



venerdì 1 febbraio 2013

Italiani, non potete viaggiare con Ryanair.


Davvero. E lo dico con tanto affetto.
Italiani, non potete viaggiare con Ryanair…proprio non é nel vostro DNA. Non ne siete in grado.
Evitate. Prendete Alitalia o qualsiasi altra compagnia. Spenderete il quintuplo, ma voi ci risparmierete in salute ed il resto dei passeggeri risparmierà in tempo. Davvero dico. Perché quando fate in check-in, dovete aver giá stampato il biglietto a casa. E non lo sapete fare.
Anche se Ryanair vi ha mandato 10 mail dove c’era scritto di stampare il biglietto o si paga la penale, voi probabilmente non avete neanche letto la mail. O forse non sapete leggere, la mail. Fatto sta che arriverete al check-in senza il biglietto. E li urlerete, perché voi avete già viaggiato decine e decine di volte con Ryanair e non vi avevano MAI chiesto il biglietto prestampato. Urlerete e vi renderete ridicoli elencando le decine di aeroporti dove avete preso un aereo Ryanair che da SEMPRE chiede di stampare il biglietto. Tranne a voi. Passato questo peserete la vostra valigia, che sarà sicuramente OLTRE i 15 kili. Perché a voi non é mai capitato di avere limiti di peso alla valigia. Avete viaggiato decine e decine di volte con Ryanair. E allora urlerete ancora, incazzandovi con un impiegato aeroportuale che non ha niente a che vedere con Ryanair, ma sarà colpa sua che non vuole passarvi la valigia. Non é colpa vostra se non avete letto le istruzioni che sono le stesse da anni. E’ colpa di quello sfigato al banco, dipendente di una società che NON é Ryanair. Al controllo metal-detector le guardie vi faranno buttare i flaconi di shampoo e l’inutile profumo da 100€ che volevate imbarcare. E voi avete già viaggiato decine e decine di volte ed una cosa del genere non vi era mai successo. E sarà colpa di Ryanair, perché vi deve vendere il profumo in volo. Mica sono norme di sicurezza mondiale sui liquidi in cabina. Non lo potete capire. Una volta arrivati al gate, non siete in grado di capire che qualcuno ha pagato l’ingresso prioritario per poter essere sicuro di sedere vicino ai propri compagni di viaggio. Non é giusto. E’ per sgubbare più soldi. E quelli sono cretini che li pagano i soldi in più. Oppure i soliti raccomandati. E voi non potete capire la vera motivazione.
E quando, finalmente a bordo, la cappelliera non si potrà chiudere perché il vostro bagaglio a mano é troppo lungo o troppo alto, non capirete che la colpa é vostra, perché le dimensioni del bagaglio a mano vanno rispettate per un certo motivo. Sarà colpa delle cappelliere di Ryanair che sono troppo piccole, perché vi devono fare per forza imbarcare il bagaglio. E quindi picchierete a forza la cappelliera cercando inutilmente di chiuderla. Ma non ci riuscirete, perché nelle decine e decine di voli avete sempre usato quel trolley. Ed allora vi renderete ridicoli di nuovo, perché l’hostess vi spiegherà che non c’è problema, prende il bagaglio ed il nominativo e lo troverete insieme agli altri a fine volo. Ma la stronza parla inglese, e voi non siete in grado di parlare inglese. E gli urlerete in italiano che é inammissibile che il personale non parli italiano. Anche se state viaggiando con una compagnia Irlandese. Loro devono parlare italiano. Perché si, é una compagnia privata Irlandese, mica una Onlus internazionale. Se decidono che le hostess devono parlare solo swahili, é una politica privata di una azienda privata, e possono farlo. Ma come potrete mai accettare che chiunque nel mondo non parli Italiano??? E quindi vi chiederà un documento, e voi urlerete TENCHIU’, e quando vi chiederá almeno il nominativo da associare alla valigia, voi risponderete sempre  OK TENCHIU’ OK TENCHIU’. E sarete gli zimbelli di tutti gli anglofoni sul volo.
Ed infine, a terminare la vostra performance, appena l’aereo tocca terra vi alzerete ed aprirete la cappelliera. E quando l’hostess vi inviterá a sedere e mantenere la cintura allacciata finché l’aereo non é completamente fermo, lo dirà in quella lingua incomprensibile, e voi non la potete capire.
Qui vi verrà incontro, vi dirà di sedervi e di rimettere la valigia nella cappelliera. E voi cosa direte? OK TENCHIU’ OK TENCHIU’. Maledetta lei. ( grazie a Ubbo per il suggerimento )
Quindi, davvero, perché vi ostinate a viaggiare con Ryanair? Non ne siete in grado!!!!
Viaggiate con Alitalia. Il biglietto costa anche 10 volte di più, ma che vi frega?
Potete imbarcare quante valigie volete, il personale parla italiano, non ci sono sovrapprezzi e potete arrivare in aereoporto con il solo documento.
Il fatto che Ryanair costi poco perché campa esclusivamente di kili di troppo, priority, panini e bibite, non lo potete capire. Sono stronzi che vogliono solo guadagnare. Dovrebbero farvi pagare il biglietto 10€ e farvi fare anche un ....... a bordo, mentre vi offrono il caffé e vi regalano un profumo.
Alitalia é una compagnia seria. Non l’avete scelta perché costava 800€ contro le 10€ di Ryanair, ma non potete capire PERCHÉ costasse 790€ di differenza. Proprio non potete.
E anche se avete pagato l’extra del biglietto non stampato, i 5 kili di troppo della valigia ed il vostro bagaglio a mano é finito in stiva, avete pagato…tié…300€ in totale….sempre 500 in meno rispetto Alitalia, ma tutta la bile prodotta sarebbe rimasta buona al posto suo. Quindi perché incazzarsi in questo modo? Evitate! Davvero! (Ed io mi sarei risparmiato urla, strepiti, file più lunghe e la vergogna di essere Italiano.)
*****  ( Gabriele Massari per nonno Franco a Stoccolma)




venerdì 18 gennaio 2013

Oggi compio 68 anni. (Auguri Nonno)


Oggi compio 68 anni, è una bella età. Sono un pò acciaccato, valori gliciemici altenelanti e dolorini vari, ma non mollo!!! Ho letto sulla rete che i nati il 18 gennaio non si allontanano mai troppo dal bambino giocoso che hanno dentro e se, di tanto in tanto, può accadere che vengano rimproverati per la loro ingenuità, raramente li si può, invece, accusare di essere calcolatori, avari e opportunisti.

Come genitori sono, in genere, eccezionali, perché hanno una grande capacità istintiva di comprendere ciò che i propri figli desiderano, specie nella fase pre-adolescenziale.
Come figli invece hanno spesso enormi problemi in famiglia, soprattutto nella fanciullezza e durante l’adolescenza.

I nati il 18 gennaio amano vivere in maniera spensierata ed hanno bisogno di stimoli e avventure sempre nuove.

I nati il diciottesimo giorno dell’anno, devono prestare particolare attenzione a non avere rapporti troppo stretti con individui bizzarri, ambigui o complicati, dei quali potrebbero, in seguito, avere difficoltà a liberarsi.

Qualche pregio: Fantasioso, Divertente, Particolari.  
Qualche Difetto: Ingenuo, Distratto, Immaturo. (e te pareva…)

 

sabato 12 gennaio 2013

Anche in Svezia di mamma ce n’ è una sola...!

Tagliare le tasse senza rivoluzionare lo stato sociale: è la sfida su cui si sta ancora misurando il governo di Stoccolma, coalizione di centrodestra riunita sotto la bandiera di Alleanza per la Svezia. Nel settembre 2006 nove milioni di svedesi hanno dato loro fiducia preferendo un governo conservatore al partito mamma socialdemocratico che li ha governati per ca.70 degli ultimi 75 anni.

Non è facile vivere per decenni all’interno di un mito, quello della «società più baciata dal successo che il mondo abbia mai conosciuto», secondo la definizione che il quotidiano britannico The Guardian ha dato del modello svedese.
Fredrik Reinfeldt
Purtroppo però anche il sistema sociale più ammirato e invidiato al Mondo alla fine può venire a noia, creando motivi di delusione e scontento.

Così gli svedesi il 6 ottobre del 2006 hanno scelto l’attuale premier Fredrik Reinfeldt, classe 1965(anno del mio arrivo in Svezia), leader dei moderati: aveva saputo suonare il flauto ammaliatore del taglio delle tasse e usato molta cautela nell’annunciare il ridimensionamento del sistema previdenziale, ormai parte del DNA nazionale, tanto che un attacco alla socialdemocrazia viene interpretato come una minaccia alla Svezia stessa.

Le promesse elettorali sono state mantenute: il ministro delle Finanze Anders Borg ha ridotto ancora le tasse di 1,2 miliardi di euro, che si aggiunge al primo taglio di 4,17 miliardi.  Il 2007 ha visto la fine della «wealth tax», la tassa sulla ricchezza istituita nel 1947 (odiatissima da miliardari come il patron dell’Ikea Ingvar Kamprad o il tennista Björn Borg che per evitarla si sono trasferiti in paradisi fiscali), un balzello dell’1,5 per cento sui beni posseduti oltre 1,5 milioni di corone, pari a 166 mila euro.

È solo un ricordo anche la tassa sulla proprietà immobiliare, sostituita da un’imposta municipale per un massimo di 650 euro l’anno sulle ville unifamiliari e di 130 euro per gli appartamenti.
Il terreno più insidioso su cui il premier Reinfeldt ha dovuto muoversi è quello del ridimensionamento del welfare: "Ci deve essere una maggiore differenza di trattamento fra i lavoratori e chi non lavora" aveva dichiarato in campagna elettorale. Uno dei primi obiettivi della coalizione è stato ridurre i sostanziosi sussidi di disoccupazione, ritoccando al ribasso le indennità a chi resta senza impiego (80 per cento del salario per i primi 200 giorni, 70 per cento fino a 300 giorni, 65 per cento oltre quel periodo).

Altra mossa per stanare chi si crogiola nel confortevole ambito assistenziale è stata il rincaro del contributo assicurativo sulla disoccupazione. Con una conseguenza: 335 mila disoccupati non hanno pagato la quota dall’inizio 2007 e sono privi di protezione, accusa; LO, il potente sindacato svedese.

Il governo li considera piccoli cambiamenti, ma sono sufficienti per allarmare l’opinione pubblica.Nell’ultimo sondaggio la coalizione governativa è scesa di diversi punti: se si votasse domani i socialdemocratici tornerebbero a governare la Svezia.
Come dire che...: Anche in Svezia di mamma ce n’ è una sola...!

 

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.