Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

lunedì 13 maggio 2013

Mattino a Stoccolma.


Dopo una vita di lavoro è difficile cambiare le propie abitudini. Stamattina, appuntamento di buon`ora. Salgo in macchina di corsa, come ho sempre fatto, anche se di traffico nemmeno l`ombra e devo fare solamente pochi chilimetri. L`infermiera è di buon umore, sbriga tutto in un batter d`occhio, ed io già corro verso la macchina, con la testa pronta a pianificare il resto della giornata. Prima devo fare questo, dopo quest`altro. 

Il parcheggio è deserto, non c’è anima viva in giro, l`aria di Stoccolma è frizzantina, ed il cielo promette una bella giornata. Mi fermo ad ascoltare gli uccelli. non li sento mai, io, gli uccelli, il loro cinguettio allegro e spensierato è sempre coperto da quest´ansia che controlla tutte le mie giornate.  

Alzo lo sguardo, come sono alte le betulle, verdissime e scintillanti di rugiada, sono traquillo. Armonia perfetta di un mattino di Primavera a Stoccolma, pulito, sereno, eterno. Tiro fuori il cellulare e fermo l’attimo fuggente. Buon inizio settimana a tutti!


Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.