Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 25 agosto 2013

Svezia, campagna di sensibilizzazione: ”Tutte con il fazzoletto in testa”.

Fino a pochi anni fa, il fazzoletto in testa, in Svezia, era una tradizione. Oggi è confuso con il velo islamico e un gruppo di aggressori razzisti si sta impegnando a picchiare tutte le donne che lo indossano. Tutto è scaturito da un vile episodio verificatosi nel fine settimana. Una donna di Stoccolma, che indossava un foulard -come tradizione nel paese fino a pochi anni fa- è stata aggredita violentemente da un gruppo di uomini che, dopo averle strappato il fazzoletto, le hanno sbattuto la testa su di un'auto facendole perdere i sensi. La donna, tra l'altro incinta, è certa di essere stata oggetto di un attacco a sfondo razziale: la polizia, tramite Klas Jensgard, ha reso noto come non siano ancora stati effettuati arresti, ma le indagini per identificare i folli sono comunque in corso. Nel frattempo, numerose altre donne, una volta scoperto quanto accaduto, hanno denunciato storie simili: picchiate, insultate o molestate perchè indossavano un fazzoletto in tesa, identificato con ignoranza dagli aggressori come simbolo islamico. In tutta risposta, intanto, le donne hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione, invitando tutte le svedesi ad indossare il fazzoletto in testa a prescindere dal proprio credo e, soprattutto, per confondere gli aggressori.
Sverige är underbart och bäst!  (Ibland...).
(diverse källor)


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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.