sabato 19 giugno 2010

Finalmente...!


Oggi,sabato 19 giugno, a Stoccolma la principessa ereditaria Victoria di Svezia, 32 anni, sposerà il suo inbranato personal trailer Daniel Westling. Nella foto in basso durande la cerimonia di ieri mentre tocca le chiappe alla futura regina di Svezia. Le nozze,che verranno seguite dalle emittenti svedesi per quasi tutta la giornata, saranno celebrate alle 15.30 dello stesso giorno del matrimonio, avvenuto nel 1976, del re e della regina, Silvia Sommerlath. Per l'evento si attendono oltre un milione di persone. Qualche giorno fa è stato svelato il nome dello stilista che ha disegnato l'abito della sposa, si tratta di Paer Engsheden.Con il suo modo di fare amichevole e spontaneo l'erede al trono Victoria ha conquistato la Svezia. Qualche polemica, però, sta accompagnando questo evento per i milioni di corone spesi per le nozze, circa due milioni e mezzo di euro. Dalla casa reale è stato sottolineato che l'evento porterà alla Svezia turismo e visibilità, ma noi contibuenti non siamo molto contenti. A nostro carico, infatti, sarà metà del costo delle nozze. L’altro assegno lo staccherà, a suo buon cuore, papà Carlo Gustavo. Ma non sembra abbastanza, soprattutto in un momento come questo, anche se dalla casa reale hanno fatto notare che l’evento porta alla Svezia turismo e visibilità. E così anche alcuni poeti svedesi chiamati a comporre per festeggiare l’amore della principessa hanno declinato l’invito.

Comunque sia la macchina matrimoniale è andata avanti e sembra avvolgere di rosa una Stoccolma che quetta mattina è baciata dal sole,con fiocchi di tulle bianco appesi alle finestre e tante altalene rosse a forma di cuore.
Oggi finalmente sposi !
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martedì 15 giugno 2010

Patate "a`la franco..."

 
Ingredienti: Patate grandi, olio di oliva, 2 spicchi di aglio, sale, 1 c. di curcuma e pesto genovese

Come cucinare: Lavare le patate e poi farle bollire per circa 5 minuti. Tagliare il fondo della patata affinché può restare fermo sul tagliere. Tagliare degli spicchi di 2-3 mm, come i denti di un pettine, lasciando circa mezzo cm di base sotto. Spalmare olio di oliva, sale, strati sottili di aglio e curcuma ( gurkmeja )tra gli spicchi. (Avevo aggiunto anche strati sottili di peperoncino verde ma solo nella mia patata). Mettete le patate in forno scaldato a 240 gradi per circa 30 minuti, finché la superficie è ben dorata. Spalmate un po' di pesto genovese e le patate "alla franco"sono pronte.
Conosco qualcuno che le preferisce con formaggio grana e mozzarella…( men det är en smaksak…)

Not: Gurkmeja (curcuma) är en vackert blommande planta i familjen Zingiberaceae. Gurkmeja används ofta för färgning och smak i curryblandningar.
Modern forskning pekar på att gurkmeja kan förebygga demens, cancer och leversjukdomar.

Gurkmeja verkar antioxiderande och inflammationshämmande.
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lunedì 7 giugno 2010

Vivere con semplicità…!

Vivere con semplicità…!
Il punto e’ proprio in quella parola: “vivere”… Ma qual e’ il metro di misura? Vivere secondo chi? Secondo quali parametri? Chi ha detto che dovremmo essere tutti dei Patrick De Gayardon, dei Casanova, degli Onassis, degli Einstein, piuttosto che persone chi si sanno godere il momento magari anche davanti ad un buon film e un bicchiere di vino?

La semplicitá non è banalizzazione, non è rinuncia ai propri sogni e desideri. È casomai ripudio di quei sogni e desideri che nostri non sono. Di quelle aspirazioni che non servono veramente a noi; servono, a ben vedere, solo a sentirci al pari o superiori agli altri, ad essere accettati ed ammirati dai componenti della società attraverso quei parametri che la societa' stessa ha costruito e imposto, esplicitamente o sommersamente - attraverso il richiamo anticonformista alla rottura delle regole (ipocrita, perchè falso: è sempre la società stessa che detta sia le regole che... le regole per trasgredire alle regole).

Non si smette mai di imparare, è vero. Chi crede di poter smettere è egocentrico e illuso. Ma dopo un pò inizia a fare capolino il sospetto che al mondo esistano soltanto “cose puntuali” da imparare, non segreti che portano a panacee capaci di trasformarci tutti in superuomini.
Che ne dite di lasciare i desideri di presunta superiorita', quando non di onnipotenza, agli altri? (Come ho già detto in un altro post…!)

Io l`ho già fatto da molto tempo... lo so, vi sembrerò presuntuoso ma ho da tempo abbracciato quello che descrivo...perché ho capito ormai da tempo che la ricerca della superiorità e dell'onnipotenza non mi appartiene... adoro la semplicità ed essere quello che sono... senza bisogno di apparire esagerato o altro. Sto bene così, con i miei pensieri, e riflessioni...fra i grandi che ho nominato ce ne uno che mi ha insegnato a essere umile... dalla sua anima ho appreso l'essenza della vita... si tratta di Einstein...ho
con me e adoro la foto di lui nel mio ufficio... diceva che non bisogna guadagnarsi da vivere con quello che aspiriamo a fare... proprio come fece lui...eppoi ripeteva sempre che la fama lo rendeva sempre più stupido...proprio lui che era un genio...

Buona giornata a tutti da nonno Franco!
 

domenica 6 giugno 2010

Ingegneri, meglio italiani o svedesi?

Nonno Franco, nella sua lunga permanenza nelle terre dei vikinghi (che ci crediate o no ) ha trovato anche il tempo per diventare:"Maskiningenjör." Tradotto:"Ingegnere Meccanico." 
Lo sò, è difficile credere che una persona così splendidamente sublime possa appartenere all'abominevole genìa degli ingegneri ma così è. E tanto vi basti. 
E allora parliamone di questi ingegneri: chi sono, da dove arrivano, cosa fanno? 
Gli ingegneri a Stoccolma arrivano da un luogo oscuro e triste (vedi foto in basso) chiamato. Kungliga Tekniska högskolan (KTH), in inglese Royal Institute of Technology,
Il ruolo della Kungliga Tekniska högskolan: Che io ho indegnamente freguentatto, non è quello di insegnare delle cose o di farti diventare bravo a fare qualcosa. Nossignore. La Kungliga Tekniska högskolan serve (per ammissione dei professori stessi) a darti la "forma mentis". Il che significa che La Kungliga Tekniska högskolan (da qui in poi abbreviato in "KTH") ha il compito di prendere un essere umano, svuotarlo di ogni minimo accenno di sensibilità umana e/o estetica e convincerlo che qualunque problema possa essere risolto diagonalizzando adeguatamente una matrice. Per questa ragione, i più brillanti studenti di ingeneria sono in genere esseri asessuati.
La parola "ingegnere" non contempla infatti il femminile, ma non è poi neanche troppo maschile, con quella  "e"  finale che fa tanto né carne né pesce. Di conseguenza, gli ingegneri più ingegneri sono quelli che non hanno nessuna caratteristica sessuale riconoscibile. Completamente amorfi se vogliamo.
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Differenze tra Svezia e Italia

L'unica differenza sostanziale che ho notato tra gli studenti di ingegneria maschi e femmine è che i maschi italiani fanno i buchi nei muri dei bagni per spiare le femmine, mentre le femmine italiche riempiono tali buchi con le modalità più ingegnose (cicche, rotolini di carta igienica, nastro adesivo..). Chi non ci credesse è pregato di recarsi in pellegrinaggio alle aule della facoltà di ingegneria la Sapienza di Roma uscita raccordo anulare di Tor Vergata.
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Stranezze svedesi: 
Se per caso vedete una ragazza e capite subito che è di sesso femminile ed arrivate magari a trovarla addirittura gradevole alla vista, ed iniziate anche a desiderare di scoprire se sia altrettanto gradevole al tatto. Allora non ci sono dubbi: la ragazza porterà a tracolla il tubo da disegno, simbolo distintivo degli architetti (così come la 24-ore è il simbolo degli ingegneri). Se non ha il tubo, è una matricola e quindi si aprono due possibilità:
1) L'anno prossimo sarà diventata un ingegnere e quindi asessuata. (vedi sopra)
2)L'anno prossimo sarà ancora bellissima e attraente. (foto sotto) Naturalmente avrà cambiato facoltà. (E nella migliore delle ipotesi avrà trovato anche il tempo per diventare mamma.) 

Credetemi: non esistono altre alternative.
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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.