L’Italia è un Paese dallo straordinario patrimonio artistico e culturale. Iniziata sabato scorso la Settimana della Cultura si festeggia fino a domenica: aperti gratuitamente musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche.
L’Italia è un Paese dallo straordinario patrimonio artistico e culturale. Si tratta di un tesoro dall’inestimabile valore che abbiamo avuto il privilegio di ricevere in eredità dai nostri antenati nel corso dei secoli. Questa fortuna risulta ancora maggiore potendone godere gratuitamente per nove giorni. Una bellisma iniziativa di cui pochi parlano. Un appuntamento ormai consolidato che permette ai cittadini e ai turisti di scoprire tutte le bellezze dell'Italia. In tutto il Paese sono infatti in cartellone oltre 2.500 appuntamenti tra mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori italiani e stranieri. Inoltre grazie al progetto Benvenuti al Museo che vede la collaborazione con il Centro per i servizi educativi del museo e del territorio del MiBAC circa 750 studenti di istituti tecnici e professionali per il turismo, licei linguistici e istituti alberghieri saranno coinvolti presso alcuni dei principali musei statali italiani per attività di accoglienza al Museo per i visitatori italiani e stranieri, distribuzione di materiali informativi, assistenza alle attività educative.
L’Italia è il frutto della millenaria stratificazione delle numerose civiltà che si sono sviluppate sul suo territorio. Ognuna con i suoi caratteri originali, ognuna con le sue peculiarità ha contribuito a plasmarne il paesaggio, a edificarne i centri abitati, a organizzarne gli insediamenti rurali.
Tutte hanno avuto un ruolo determinante nel forgiare il nostro essere italiani, arricchendo al contempo il nostro patrimonio artistico con opere e strutture civili e religiose , la settimana della cultura è un’ottima occasione per tutti i cittadini di riappropriarsi di questo patrimonio, visitando musei, siti archeologici e monumenti e riscoprendo, nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il senso profondo della propria appartenenza alla comunità nazionale.
giovedì 14 aprile 2011
venerdì 8 aprile 2011
La Svezia mette la «mamma» di Pippi Calzelunghe sulle banconote
Gli svedesi si mantengono lontani dall'euro e si tengono stretta la loro moneta nazionale. Ne sono talmente affezionati che la Riksbank, la Banca centrale, ha deciso di immortalare sulle banconote da 20 a 1.000 corone i volti di alcuni dei personaggi più noti e prestigiosi della recente storia svedese. Da Astrid Lindgren, l'autrice di Pippi Calzelunghe, alla «divina» Greta Garbo, al regista Ingmar Bergman. Scelti, insieme ad altri personaggi illustri, per il loro contributo «positivo e importante» alla cultura svedese del XX secolo.
Gli altri prescelti sono il soprano Birgit Nilsson, l'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjöld e il cantante e artista Evert Taube. In particolare, il volto della Lindgren comparità sulla popolare banconota da 20 corone, l'enigmatico ritratto della Garbo su quella da 100, e Bergman sulla banconota da 200 corone. La Riksbank ha annunciato che inizierà a stampare le nuove banconote a partire dal 2014-2015.Le nuove banconote, inoltre, avranno sul verso un motivo legato alla natura, con un richiamo alla regione di origine dei personaggi scelti. La Banca centrale svedese ha poi comunicato che le nuove monete continueranno invece a recare l'effige di re Gustavo.
Gli altri prescelti sono il soprano Birgit Nilsson, l'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjöld e il cantante e artista Evert Taube. In particolare, il volto della Lindgren comparità sulla popolare banconota da 20 corone, l'enigmatico ritratto della Garbo su quella da 100, e Bergman sulla banconota da 200 corone. La Riksbank ha annunciato che inizierà a stampare le nuove banconote a partire dal 2014-2015.Le nuove banconote, inoltre, avranno sul verso un motivo legato alla natura, con un richiamo alla regione di origine dei personaggi scelti. La Banca centrale svedese ha poi comunicato che le nuove monete continueranno invece a recare l'effige di re Gustavo.
martedì 5 aprile 2011
O mago o libero...!
Sembravano due ragazzi che giocavano, come noi da bambini, a mago o libero.
Lui, il tunisino, che scappava tra gli ulivi della terra mia e lui, il questurino, che lo inseguiva a cavallo. Uno contro uno, senza odio. Perché ognuno capiva l’altro, non aveva nulla contro di lui, è la vita a opporli. Era un po’ forzato l’agente a cavallo nella parte del mago.
Era giocosamente disperato l’immigrato, nella parte del libero. Se l’acchiappi hai vinto e lo riporti nel recinto. Quando sei uno contro uno, capisci la sua voglia di salvarsi, di lasciarsi alle spalle la fame, il brutto esodo, i soldi pagati, ma lasciando pure la madre, il fratello, il villaggio.
Capisci la voglia di costruirsi l’avvenire a morsi,come non sappiamo più fare noi. Il poliziotto non sguazza nel lusso ma è nato in un posto migliore, ha uno stipendio, una divisa e sta a cavallo. Agita il manganello per indicare lo status di mago nel gioco, ma non lo usa.
Magari si ricorda che suo nonno partì emigrato pure lui, e poi mandò i soldi per far campare i suoi. E ora vede che il suo sud scassato è per il tunisino l’eldorado.
Lui, il tunisino, che scappava tra gli ulivi della terra mia e lui, il questurino, che lo inseguiva a cavallo. Uno contro uno, senza odio. Perché ognuno capiva l’altro, non aveva nulla contro di lui, è la vita a opporli. Era un po’ forzato l’agente a cavallo nella parte del mago.
Era giocosamente disperato l’immigrato, nella parte del libero. Se l’acchiappi hai vinto e lo riporti nel recinto. Quando sei uno contro uno, capisci la sua voglia di salvarsi, di lasciarsi alle spalle la fame, il brutto esodo, i soldi pagati, ma lasciando pure la madre, il fratello, il villaggio.
Capisci la voglia di costruirsi l’avvenire a morsi,come non sappiamo più fare noi. Il poliziotto non sguazza nel lusso ma è nato in un posto migliore, ha uno stipendio, una divisa e sta a cavallo. Agita il manganello per indicare lo status di mago nel gioco, ma non lo usa.
Magari si ricorda che suo nonno partì emigrato pure lui, e poi mandò i soldi per far campare i suoi. E ora vede che il suo sud scassato è per il tunisino l’eldorado.
giovedì 17 marzo 2011
Viva l`ITALIA

Viva l’Italia! Difficile, molto difficile, sentire oggi un ragazzo dire «Viva l’Italia!». Semmai un ragazzo può esultare «Forza Italia», o lamentarsi «Che Italia!», o minacciare «Via dall’Italia!». Ma gridare «Viva l’Italia!», no. È qualcosa che sa di retrò, lo possono fare, al massimo, i nostri vecchi, gli ultimi partigiani o saloini sopravvissuti, gente - non a caso - che per l’Italia, a ragione o a torto, ha rischiato la vita.
Oggi si festeggiano i 150 anni non del "Belpaese" ma di un Paese serio che si chiama Italia e che ha molto più dei 150 anni dell’unità: Nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati, il Paese che, qualsiasi sia il tuo credo politico e qualsiasi sia la tua appartenenza regionale, ti concede il privilegio di percorrere la Grande Galerie del Louvre, il più famoso museo del mondo, e camminare per quasi un chilometro «tra centinaia di quadri di commovente bellezza, e pensare che non ce n’è uno, uno solo, che non sia stato dipinto da un italiano». Una strana sensazione che facendoti pensare al passato ti fa guardare al futuro, instillandoti il legittimo dubbio che forse questo disastroso e meraviglioso Paese sia più unito, e più grande, di quanto ognuno di noi sia disposto ad ammettere. E ti viene voglia, a mezzagola, di sussurrare, ma sì cazzo, «Viva l’Italia!».
Iscriviti a:
Post (Atom)
Attenzione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo blog, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. L`autore si riserva pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L`autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.



