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| Ingvar Kamprad
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L`altra sera la TV svedese tramite un programma d’inchiesta
giornalistica:
Uppdrag granskning
(Missione verifica).
Ha lanciato un accusa terribile ai danni della
multinazionale IKEA.
l`accusa è stata mossa da due giornalisti svedesi Magnus
Svenungsson e Lars-Göran Svensson i quali dopo aver consultato gli archivi
della Stasi, hanno scoperto una collaborazione
tra l'azienda svedese e la Repubblica democratica tedesca.
La collaborazione
consisteva nell`utilizzo di conndannati ai lavori forzati nella produzione della
famosa serie di divani Klippan prodotti negli anni 70-80 nella Germania
dell’Est, in quegli anni guarda caso nel Paese comunista venne aperto lo
stabilimento di Waldheim. Interessante è la deposizione di un capo dell’ex
carcere ha detto che tra le possibilità di lavoro carcerario era anche
“prevista la produzione di mobili”.
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| Il divano "Klippan |
Certo l`accusa è
pesante, aver utilizzato prigionieri politici come schiavi è sicuramente un bel
danno di immagine. Se poi si aggiunge che Ingvar Kamprad, fondatore della
multinazionale del mobile
fai-da-te, qualche tempo fa, fu aspramente criticato
per le sue simpatie filo-naziste:
”la frittata è bella e che fatta”
Naturalmente le accuse,
sono tutte da verificate.
Ikea sostiene di non essere a conoscenza di questi
episodi. e la portavoce Ylva Magnusson si è affrettata a dichiarare "ci
piacerebbe molto aprire un dialogo con coloro che si ritengono colpiti dalla
vicenda".
Per ora quello è certo
sono le dichiarazioni di alcuni ex prigionieri che hanno confermato le
condizioni di duro lavoro cui erano sottoposti nelle fabbriche Ikea della Repubblica democratica tedesca