mercoledì 18 dicembre 2013

"Tanti auguri da palazzo Haga"


La principessa Victoria con il marito Daniel e la figlia Estelle
Nell’era di internet anche la nobiltà svedese ama raccontare l’uso delle più moderne tecnologie per raccontare, proprio come i comuni mortali, la propria quotidianità familiare. Questa volta ad apparire sul web sono la principessa Victoria futura regina di Svezia e suo marito Daniel, che assieme alla loro figlia Estelle, venerdì scorso sono stati immortalati in un video pubblicato su Vimeo in cui preparano succulenti dolci natalizi.
Palazzo Haga a Stoccolma
DOLCI - Il filmato, intitolato «Tanti auguri da Haga», è stato girato nella cucina di Palazzo Haga a Stoccolma e in poche ore è stato visto da decine di migliaia di utenti ottenendo tantissimi «mi piace» su Facebook. I principi che dimostrano di essere una coppia davvero affiatata preparano biscotti di pan di zenzero, mentre la piccola Estelle, che a febbraio compirà due anni, mostra la sua ottima conoscenza dei versi degli animali riprodotti dai genitori e aiuta i due principi a portare a termine il lavoro culinario.

Formulärets nederkant
RICHIAMO - I media svedesi hanno fatto notare che il filmato girato dagli eredi al trono scandinavi richiama un altro video registrato quasi 30 anni fa al Drottningholm Palace di Stoccolma e che aveva come protagonisti la giovanissima principessa Vittoria assieme ai suoi fratellini Carlo Filippo e Madelaine . I bambini durante il filmato guardavano con stupore i loro genitori macinare salsicce e chiedeva incessantemente agli adulti di aggiungere carne nella macinatrice.
Come dire: "Paese che vai usanze che trovi."

FoF

martedì 17 dicembre 2013

Il partito del panettone classico.

Mi schiero anch`io dalla vostra parte, amici del “panettone classico”. Però dobbiamo saperlo: combattiamo una causa disperata. Là dentro, tra le torri cartonate dei supermercati italiani, il panettone è sopraffatto. Si fatica a trovarlo. Lo nascondono con vergogna. La povera creatura è sovrastata da tutte le mutazioni genetiche che i diversi laboratori si sono inventati nel corso degli anni. Ciascuno di noi deve sapere cosa l’aspetta: entrare e chiedere un semplice panettone sta diventando rischioso. L’umanità, lì attorno, reagisce con gli sguardi più sinistri. Clienti e commessi: hanno tutti l’aria di farci sentire dei depravati.

È questo il destino delle cause estreme. Oggigiorno, stare dalla parte del panettone diventa maledettamente più scomodo. Si va incontro all’emarginazione. Alla persecuzione. Chi ancora osi affrontare il parentado con un panettone si espone al disprezzo sicuro: guardalo, si presenta con un panettone e nemmeno si vergogna, non è neppure mandorlato. Ci sono cognate che arrivano al punto di vantarsi del crimine più efferato, per umiliarci: quest’anno proverai, ho comprato un panettone speciale, è come mangiare la colomba.

Una volta quando ancora abitavo in Italia non era così dura. Bastava prendere posizione in un preciso dualismo, schierandosi senza se e senza ma tra panettone e pandoro, come tra mare e montagna, zoccoli e infradito, collant e autoreggenti, Beatles e Rolling Stones, Vespa e Lambretta, spumante e champagne. Era battaglia anche allora, perché i due partiti non si risparmiavano i colpi sotto la cintura: il panettone è una mattonata, il pandoro è snob, il panettone è per gente rude, il pandoro è per gente invertebrata. Il panettone è per i poveri, il pandoro è per i ricchi. Il panettone è roba da uomini, il pandoro è articolo per signorine. E via degenerando.

Adesso festeggiare il Natale con una semplicissima fetta di panettone, con i suoi bravi canditi e la sua bella uvetta, magari dopo una mezz’ora sul calorifero per restituirgli un po’ di vita, ecco, questo semplicissimo rito dell’antichità sta diventando imbarazzante e proibito. A me fa peso, a me i canditi fanno schifo, io preferisco il pandoro: ed è così che si perviene alla scoperta più triste, nessuno ha pensato di portare il panettone. C’è tutto, dal dattero post-moderno con il cuore di tartufo al torrone ricoperto di pistacchio, dal pandoro che sa di veneneziana alla veneziana che sa di melanzana: ma il panettone no, non c’è più verso di trovarne una fetta in giro.

Allora diamoci una mossa. Fossimo anche rimasti in quattro gatti (uno sono io, ne mancano tre), dobbiamo alzare la voce. Giù le mani dal panettone. Diciamo forte e chiaro che per noialtri il panettone è una conquista dell’umanità, e non si capisce perché l’Unesco, tra le tante cretinate messe sotto tutela (ormai mancano solo le natiche di Lady Gaga), non senta il dovere di rendere giustizia al nostro impareggiabile dolce natalizio.
Tomtefar & Tomtemor
Comunque, non importa. Siamo superiori. Facciamo da soli. Per questi giorni di battaglie feroci, militanza dura e senza paura. Non ci presentiamo a nessuna tavolata senza il panettone. No panettone, no party. Party chiari, amicizia lunga. E perché sia chiaro a tutti il nostro orgoglio, propongo da ora in poi di chiamarlo alla Mourinho, senza offesa: si scrive Panett-one, si pronuncia Panett-uan .
 

sabato 14 dicembre 2013

Oggi mi sono comportato malissimo.

Ma almeno mi è un pò passata la  ” ha pecundria”  di stamattina, non ho letto quoditiani italiani, non ho pensato alle cose terribili che  stanno succedendo in Italia e, non se ne vergogognano neanche, ho solo un pò gironzolato per negozi in centro a Stoccolma, ho comprato un bellissimo maglione rosso per la notte di capodanno!!! (dicono che porti buono…), mi sono fiondato in libreria e ci sono rimasto un’ora, poi son passato a comprarmi una lozione pre-barba antirughe , un pennello da barba di pura setola animale (e sinnò de`che) ed anche un berretto nuovo all`inglese!!!  Per oggi basta, no????

Ho già fatto abbastanza danni!!!!


Attenzione

Attenzione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo blog, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. L`autore si riserva pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L`autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.