Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

mercoledì 5 maggio 2010

Come ti cambio la Svezia...( con al governo i Moderati…!)


Chi sono i Moderati: il partito dei Moderati è più grande della coalizione di destra che ha governato negli ultimo 4_anni, non prima di aver cambiato volto. Sempre portatore di una ideologia liberale di cui si parlerà in seguito, ha compiuto alcuni passi verso il centro dello schieramento politico sia frutto di un cambiamento di strategia politica, sia di uno spostamente dell’asse del partito stesso. Anzitutto ha cambiato il proprio nome da “Partito della Destra” in “Partito dei Moderati” ed invece di porsi in aperto contrasto con il sistema di Welfare svedese, ha proposto importanti riforme volte a risolvere la piaga della disoccupazione, riducendo i disoccupati che non cercano lavoro (in seguito si chiarirà questo concetto) e incentivando le imprese ad assumere più facilmente.

Nel perseguire questa strategia Reinfeld è stato molto abile a presentarsi come un riformatore della macchina burocratica svedese piuttosto che come il distruttore delle reti sociali così care agli svedesi.. Quello che Reinfeld prometteva ed ha mantenuto sono una serie di riforme che senza toccare i diritti acquisiti dai lavoratori e dai cittadini, ha mirato al cuore degli attuali problemi dell’economia svedese.

Il programma di governo della coalizione di destra è basato su quattro misure fondamentali: riduzione delle aliquote sul reddito personale per i poveri e la classe media, riduzione delle tasse a carico dei datori di lavoro, riduzione delle tasse per il settore dei servizi. A questa riduzione del carico fiscale si affianca la riforma dei benefici previsti per i disoccupati (unemployment benefits). Attualmente in Svezia gli “unemployment benefits” sono molto alti e praticamente vitalizi. Tale sistema tende ad allontanare gli individui dal mondo del lavoro, a ridurre al minimo gli incentivi alla partecipazione al processo produttivo.

Il governo di Reinfeld ha dato un taglio netto dei benefici ma il mantenimento dell’attuale livello per un certo periodo di tempo (mi sembra di duecento giorni, che diventano quattrocento se si ha famiglia) e poi diminuirli gradualmente fino ad una soglia successiva con la quale scatta il “lavoro garantito”: da quel momento il disoccupato non potrà rifiutare nessun lavoro che gli venisse offerto a meno di non perdere ogni diritti ai trasferimenti pubblici.

Le misure previste dal governo Reinfeld agiscono sia sul lato dell’offerta di lavoro, con la diminuzione delle aliquote sui redditi da lavoro e il taglio degli “unemployment benefits”, sia sulla domanda di lavoro, attraverso il taglio delle tasse pagate dai datori di lavoro in tutti i settori e in particolare in quello dei servizi. Il risultato è quello di spingere più persone verso il mondo del lavoro e di incentivare le imprese ad assumere di più.

Disuccupazione:altro dato dolente della Svezia:le statistiche riferiscono di una percentuale di disoccupati intorno al 5%ma altri calcoli la danno a cifre ben superiori, intorno al 17%-20%. Tale discrepanza è data dal fatto che nelle statistiche ufficiali non vengono considerati “disoccupati” coloro che percepiscono una qualche forma di assistenza sociale oppure coloro che pur essendo disoccupati fanno parte dei programmi governativi di formazione. Vi sono poi coloro che pur essendo disoccupati vengono inseriti nella categoria dei pre-pensionati. Se aggiungiamo anche parte di coloro che si dichiarano malati ma che di fatto malati non sono, arriviamo ad una figura intorno al 20%

Quello della malattia è stato un problema particolare in Svezia che descrivo a titolo esemplificativo delle distorsioni introdotte nel sistema lavorativo da leggi poco oculate. In Svezia il datore di lavoro non aveva alcun diritto di verificare la “malattia” dei suoi impiegati. Era sufficiente dichiararsi malati per non presentarsi al lavoro. Ovviamente il risultato era che in media 14% dei lavoratori si trovava a casa per malattia; ogni lavoratore infatti si prendeva all’incirca 30 giorni di malattia all’anno! Episodi emblematici erano che durante le partite della nazionale di calcio il picco di lavoratori malati assumeva proporzioni da record.Oggi le prime due settimane le paga il datore di lavoro 80% del salario e per dichiararsi malati bisogna telefonare direttamente al datore di lavoro,risultato:un calo vertiginoso di “malati immaginari…”

Il programma dell’Alleanza; ha inoltre si inansprito delle leggi contro il crimine, in crescita esponenziale in Svezia negli anni ’90 ad oggi la Svezia ha un numero annuale di stupri più alto dell’intera città di New York, nonostante New York ospiti più persone dell’intera Svezia.

L’Alleanza inoltre ha migliorato l’efficacia delle scuole, soprattutto di quelle primarie, correggendo alcune riforme introdotte dal precedente governo che eliminavano, ad esempio, i voti (betyg) il Partito Comunista aveva proposto persino di eliminare i compiti a casa, per evitare ogni tipo di discriminazione. Pur non volendo intaccare l’importanza dei programmi sanitari e di educazione pubblici, il governo intende aprire tali settori ad una maggiore concorrenza, sia tra enti pubblici che tra enti pubblici e privati.
Un’altra misura è stata l’eliminazione della “tassa sulle proprietà”, una misura particolarmente invisa agli svedesi. Un’aliquota dell’1.5% veniva infatti applicata al valore netto della ricchezza posseduta da ogni individuo. Questo si traduceva di norma in una doppia tassazione, tripla in alcuni casi, degli asset finanziari e immobiliari detenuti da ognuno.

Quello che la destra guidata da Reinfeld ha capito è che gli svedesi non vogliono riforme radicali del sistema di Welfare. Vogliono correggerne gli aspetti più grotteschi, come il problema della “malattia”, la totale inefficienza del sistema sanitario (la Svezia è uno tra i paesi con le liste di attesa più lunghe per le più banali operazioni), limitare alcuni eccessi ideologici come quelli delle scuole e risolvere il problema della disoccupazione e del sistema di protezione sociale che ha creato una “divisione sociale” tra quelli che lavorano e quelli che percepiscono i trasferimenti dello Stato. La popolazione svedese è cosciente del fatto che le alte tasse pagate invece di finanziare un efficiente sistema di protezione sociale hanno creato enormi distorsioni nelle decisioni degli individui e un sistema di premio per la pigrizia o la mancanza di serietà sul lavoro.

Ecco perchè gli svedesi (compreso me) hanno affidato all’Alleanza per la Svezia il compito di cambiare lo stato delle cose, riducendo il carico fiscale e modificando il sistema degli incentivi senza però smantellare il sistema delle reti sociali che hanno volute costruire venutosi a formare dagli anni ’60 in poi.
(vagabondo)

Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.