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Ingegnere della serie "meglio tardi che mai."  Nato in provincia di Roma e sopravvissuto a 50 inverni svedesi, ad un matrimonio, due figli e due nipotini alla veneranda età di "over 70+" anni desidera ancora comunicare riflessioni ed idee, per il bene di tutti.

Intrigo a Stoccolma

martedì 17 agosto 2010

"Un ingegnere che non si ingegna più..."

 

Ho notato con non poco dispiacere, la tendenza generale dei "blogger" a considerare i blog come il mio un pò sarcastici ed autoironici, come se fossero demenziali, come figli di un dio minore, da leggere per farsi le 4 risate quotidiane,secondo me invece un blog personale dovrebbe riflettere il carattere della persona, e quindi dovrebbe offrire momenti di serietà, momenti di puro cazzeggio, sfoghi ironici o rabbiosi, considerazioni profonde e superficiali.
Molti li leggono ma senza dichiarare mai pubblicamente di farlo, con una punta di snobismo, sufficienza, come se ognuno di noi sentisse improvvisamente di essere un cocktail di Giacomo Leopardi, Freud, e anche un poco Ernest Heminguei.

Chi approda alla scrittura sul web (blog) ci arriva non perchè pensa di essere un grande scrittore, ma perchè sente di avere qualcosa da dire, ed a mio avviso la cosa importante è il come lo si fa. Qui entra in ballo il genio personale, la sagacia, l'ironia, il gusto sopraffino dell'idea, che purtroppo a volte non è supportato da basi culturali o scolastiche, non siamo tutti laureati, e quello non sempre dipende, dalla nostra volontà.

Chi scrive un blog non è un'extraterrestre sceso nel world wide web da chissà quale pianeta, ma siamo io, tu, il nostro fornaio, mio figlio, la vicina di casa, e nella vita di tutti noi, dentro ognuno di noi forse coperta da uno strato di polvere c'è quel briciolo ironia,comicità e perchè no un pizzico di poesia che ci permette di sopravvivere alle brutture di questo mondo.

Direi di non alzare stupidi muri anche qui, non creiamo classismi, ghetti, non diamo spazio a chi cerca di far nascere solo gruppi di elite che la pensa alla stessa maniera, perchè in questo mondo sospeso tra cielo e terra se guardi in basso hai la possibilità di vedere il mare, se tieni gli occhi sempre alzati potresti scoprire che oltre il cielo non esiste nulla o forse si, ma se Lui esiste ce ne sta uno soltanto e sarà durissimo scoprire che non è uno scrittore di blog.

Quello che chiedo a voi è se sento tutto questo amplificato perchè lo vivo ogni giorno sulla mia pelle, sono purtroppo un ingegnere che non si ingegna più da qualche mese, o vi siete resi conto anche voi di questa forma di chiusura?

(vagabondo)
Posted by Picasa

2 commenti:

  1. Ciao
    Il blog è un diario personale, che ognuno scrive per suo diletto.
    Cosa ne pensano gli altri... è un discorso relativo.
    Nessuno può conoscere e capire il tuo stato d'animo, quando scrivi alle 5 del mattino.
    Nessuno può capire le tue sensazioni davanti a un'alba, un tramonto, un fiore, il tuo cane affettuoso.
    Quindi chi scrive su un blog, dà in pasto agli altri le proprie emozioni. Ma non deve aspettarsi che tutti siano d'accordo, tutti felici e contenti, tutti ad applaudire e magari commentare.
    Io che vivo qui da alcuni mesi riesco a comprendere ORA le piccole sfumature, le gioie di un tramonto diverso, fuori orario.
    Sono stato sveglio per vedere l'alba, l'aurora boreale, le stelle cadenti.
    Noi quasi pensionati abbiamo forse dei privilegi che i lavoratori, specie gli italiani, costretti ad orari, tempi e corse affannose, non possono percepire.
    Io vedo la vita qui in Svezia che scorre, nessuno rincorre nulla.
    Non c'è il caos di altre nazioni, non c'è competizioni assurde su... la macchina più grossa ma inutile, la casa più grande, i figli devono frequentare corsi di ... e di...
    Chi vive qui forse apprezza davvero il tuo blog.
    Io ti seguo, e avrei piacere di incontrarti.

    Un abbraccio

    Santo

    RispondiElimina
  2. Crazie Santo,
    ti scriverò in privato,(ho anche il nr. del tuo cellullare...) ci incontreremo presto.
    Ciao!

    RispondiElimina

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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.