Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

lunedì 10 settembre 2012

Pericolo di caduta


Le statistiche odierne sono come i bollettini di guerra quando riportano il numero dei caduti e dei dispersi. La sorte di un uomo é una dramma, quella di un milione di uomini un dato statistico,

Vi propongo un lungo articolo comparso oggi sul giornale greco Ekathimerini, che narra lo storia del sig. Karachalios, 40enne, dapprima rappresentate farmaceutico nella città meridionale di Patrasso, buon stipendio, auto di servizio, refusioni a piè di lista. Coinvolto dalla depressione ha perso il lavoro: non per una sua particolare colpa, ma solo per il fatto di essere un greco che per sorte viveva in un paese devastato dalla crisi. 

Dal 2008, il numero dei disoccupati è più che triplicato ad un record di 1.22 milioni a partire da giugno, su una popolazione totale di 10.8 milioni. Portato all’orlo della disperazione, Karachalios é emigrato in Svezia, adattandosi a fare lavoretti e quindi decidendo di accettare la proposta di nettare le toilette.“Sto cercando di sopravvivere” Karachalios ha detto in un’intervista a Stoccolma.
 “É difficile qui, molto difficile. Io avrei preferito stare in Grecia. Ma non c’é lavoro.“

I guai sono cominciati all’inizio del 2010, quando il governo greco, che forniva un’ineccepibile quanto costosa assistenza sanitaria, ha dovuto effettuare incisivi tagli alle spese. A modo suo, peraltro, non riducendo le spese statali ma obbligando le case farmaceutiche a tagliare i prezzi di ben il 27 per cento. Il debito statale é stato semplicemente scaricato sui privati. Di conseguenza, per ridurre i costi, il suo allora datore di lavoro Pharma Swiss lo ha licenziato.
Karachalios cercato altri posti di lavoro: ha passato due mesi nel 2011 come televenditore, ma ha lasciato perché gli stipendi non erano pagati.

Aveva un amico in Svezia: “Sapevo che sono molto bene organizzati“, ha detto. “Ognuno paga le tasse ed è giusto. Non vi è alcun inganno“.
L’amico lo aiutò a trovare una stanza in affitto per 4,500 corone svedesi ca.500 euro al mese per una stanza in un tranquillo complesso di appartamenti che ospita gli altri immigrati, molti dei quali provenienti dal Medio Oriente.

Con il suo background specifico, Karachalios ha cercatp dapprima un posto idoneo, ma “‘stato respinto senza un colloquio perché non parla svedese”Ora la sera, se ne ha le forze, studia svedese.
In Grecia, Karachalios aveva uno stipendio tra i 2,500 e 3,000 euro al mese, al netto delle imposte. Adesso lavora per un’impresa di pulizie percependo 1,907 Usd al mese per quaranta ore settimanali piene. Un giorno fanno la pulizia in scuola elementare. Karachalios ha il compito di pulire le decine di finestre con doppi vetri. Negli altri giorni, si puliscono pavimenti. In tasca, si porta una lama di rasoio per raschiare la gomma dal linoleum. Mantiene la pulizie delle toelette. Ma non se ne sente umiliato, anzi.

“Stavo facendo qualcosa di più affascinante, ma non mi dispiace questo lavoro“, ha detto. “Mi sento di nuovo vivo. Quando si è troppo a lungo disoccupati, è molto difficile. Ero arrabbiato per tutto il tempo.” Adesso, «mi sento nuovamente vivo».

“É stato un ottimo lavoro“, ha detto Karachalios parlando della sua vita precedente. “Ora devo pulirei cessi  svedesi“. La ripresa della scuola questo mese significa però la fine del contratto dalla società di pulizie.

Colpisce la profonda saggezza di una sua frase:

«É possibile pianificare, è possibile organizzare, è possibile fare progetti per 10 anni, 20 anni, ma non si sa mai quello che porterà la vita».
Spesso la realtà riserba ciò che prima sarebbe parso addirittura impensabile: un Cigno Nero.

Ma, Amici miei, era proprio così impensabile?

Pensiamoci bene: presto anche per gli Italiani?
Källa: il blog di Giuseppe Sandro Mela.



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Sono andato, tornato, ripartito.

Sono andato, tornato, ripartito.
E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.