Se non dovessi tornare.

Stranezze e stupidaggini di un nonno in pensione nelle terre dei Vikinghi.

domenica 5 maggio 2013

Datemi un caffè.


Vi dico subito che non ce la varei mai a svegliarmi senza questa magica tazzina che sia inverno, estate o primavera è gioia istantanea, una valanga di ricordi piacevoli che mi avvolge come un caldo abbraccio materno. Sapore di speranza, che mi scorre nelle vene, sangue nero che forse vale più dell’altro.

Che sia il mio adorato Lavazza rosso o il suo cugino napoletano, Kimbo (che si trova molto facilmente anche a Stoccolma e a ottimo prezzo), stringo fra le dita la tazzina colorata comprata al mercatino della “Piccola Città”, ne inalo l’aroma, e mi sembra di sentire il vocio allegro del mercatino, tutto l`ottimismo che ci serve per continuare l’arduo cammino, calda sensazione di sollievo sia per il corpo che per l`anima, le infinite possibiltà.  Datemi un caffè, allora, och allt är väl!
Buona domenica a tutti da franco.


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Attenzione

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Sono andato, tornato, ripartito.

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E così ora sono qui, in un’altra fase della Vita. Abito vicino al ponte Västerbron, a forma di arpa. E’ bellissimo. La mia gratitudine è a scoppio molto ritardato. Faccio in tempo a dimenticare gli atti, i nomi e i volti prima di aver capito quando dovessi ad ognuno.